L’ultima cena per tanti, la cena dell’imbarazzo per tutti

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Una consuetudine che ha voluto mantenere. Una sorta di tradizione, ormai, quella della cena di fine stagione alla quale De Laurentiis non ha voluto rinunciare. Tutti (o quasi) assieme ieri sera sulla collina di Posillipo, poi da stamane Napoli in vacanza. Chi sarà ancora della compagnia si ritroverà il 10 luglio in Austria per ricominciare. Non si fermeranno, invece, De Laurentiis e Marino impegnati nella campagna di rafforzamento e mezzo rifacimento della squadra. «Ormai – racconta il presidente – il calcio riempie la mia vita con la stessa intensità del cinema. Ma non mi lamento. Sono abituato a lavorare in silenzio, a testa bassa e concentrato. E dopo cinque anni ho deciso di impegnarmi nel Napoli ancor più direttamente. Sì, oggi mi sento addirittura più coinvolto». Ieri Quagliarella, oggi Cigarini, domani altri nuovi acquisti. Il Napoli mette fretta al suo mercato, ma De Laurentiis stoppa subito il discorso. «Stiamo lavorando, i risultati si vedranno», dice. Intanto potrebbe già replicare a critiche e striscioni ricordando che i primi due acquisti azzurri sono stati il centravanti della Nazionale e il regista dell’Under 21, ma De Laurentiis non lo fa. Dalle sue parole, però, lascia trasparire il senso del progetto varato per la prossima stagione. «I risultati si vedranno», dice. Ovvero, il Napoli metterà a disposizione dell’allenatore una squadra affidabile e competitiva per l’Europa. Perché, è già evidente, vanno in quella direzione il mercato e l’impegno finanziario della società. Un blitz, dunque, per salutare la squadra. Tutti presenti tranne il Pocho in fuga solitaria in Argentina e Hamsik rimasto in Slovacchia – ma qui è tutto regolare – dopo l’amichevole con lo Slovan di Bratislava. Un grazie a tutti, il rammarico per l’amaro girone di ritorno, la fiducia nel futuro e soprattutto quella nel brindisi finale. Come dire: il club sta facendo e farà la sua parte sul mercato, poi il testimone passerà alla squadra. A Donadoni innanzitutto e ai giovanotti, vecchi e nuovi, del suo gruppo. Avanti senza clamori, dunque, puntando ad un mercato mirato e di prestigio e aspettando che sia poi il campo a dar conto dell’impegno del club e della squadra. Certo, rispetto a un anno fa quando strappò l’ultimo posto buono per l’Europa, il Napoli stavolta non ha granché da festeggiare, ma l’infelice classifica finale e il fastidio che mette addosso a tutti la fuga di Lavezzi pesano sulla voglia di sorridere e scherzare. Insomma, non tira quella solita aria da vigilia di vacanze tra gli azzurri che arrivano alla tavola imbandita sì alla spicciolata, ma tutti con la faccia seria, qualcuno nervosa addirittura. «Scusate, sono in ritardo», dice Donadoni arrivando un’ora prima del presidente per dribblare microfoni e domande. E neppure un azzurro si concede ai dieci-quindici ragazzi che agitano magliette da firmare. Tutti di corsa, tutti con la fretta addosso. La fretta, forse, di chiudere una stagione cominciata alla grande e finita invece a faccia sotto. Ma questo ormai è il passato. Il Napoli, infatti, ha già messo mano al suo futuro.

Fonte: Francesco Marolda – Il Mattino
 

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Giornalista sportivo, appassionato di calcio e, da sempre, tifoso del Napoli. Dal 2004 partecipo al progetto Napolisoccer.NET condividendone obiettivi e speranze, con l'unica finalità di fornire ai lettori un'informazione corretta e neutrale, scevra da pregiudizi e fuori da ogni logica di interesse. Napoletano convinto, nutro amore e passione incondizionata per "Terra mia", "Napul'è" e per la maglia azzurra.

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