Careca: La Ma.Gi.Ca. era di un altro pianeta

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Careca: "Diego, Giordano e io eravamo più forti del Ka-Pa-Ro del Milan, perché Maradona è unico". Su Pato: "Mi somiglia ed è anche più forte di me nel gioco aereo. Un giorno vincerà il Pallone d’oro, ma per adesso il più forte è Kakà"
"Kakà è un fenomeno però nessuno degli attaccanti del Milan può essere avvicinato a Maradona. Diego era un mostro". Antonio Careca, una delle "punte" del formidabile tridente del Napoli, analizza il Ka-Pa-Ro. rossonero. Il fuoriclasse brasiliano ha seguito in televisione le ultime partite del Milan. Voleva vedere in azione Pato. Il ragazzino che molti considerano il suo erede. "Lo sa che più di un anno fa consigliai Pato ai dirigenti della Roma? Anche un cieco si sarebbe accorto che questo giovanotto era di un’altra categoria. La Roma prese tempo e pochi mesi dopo Pato diventò l’oggetto di desiderio di tutto il mondo. Sono contento che alla fine sia approdato al Milan. La società di Berlusconi è un paradiso per i calciatori brasiliani".
– Il suo pupillo ha incantato contro Napoli e Genoa e deluso contro l’Atalanta.
"Non è che vi siete dimenticati della sua carta d’identità, vero? Pato ha appena 18 anni. Ha il diritto di poter sbagliare qualche partita. Se trasformate ogni sua gara in un esame senza appello rischiate di rovinarlo. Per fortuna l’attaccante rossonero ha anche un carattere di ferro. E’ un giovane con la testa di un vecchio".
– Pato è il suo erede?
"Il confronto è credibile. Gran tiro, gran dribbling. Forse è addirittura più forte di me nel gioco aereo. Se avrete pazienza tra due anni Pato sarà il nuovo Kakà: nel senso che sarà un campione che piacerà a tutti. Anche ai tifosi delle squadre avversarie".
– Quanti gol si aspetta da Pato?
"Può segnare quindici reti in campionato. In questi primi mesi italiani dovrà però imparare a sopportare le marcature rigide dei difensori italiani. Le soffriva anche un certo Maradona".
– Da una parte Maradona, Giordano e Careca; dall’altra Kakà, Ronaldo e Pato.
"Noi eravamo più forti perché Diego faceva la differenza. Però il tridente del Milan è quanto di meglio ci sia in Europa. Lo preferisco anche al trio Ronaldinho-Messi-Eto’o".
– Ronaldo è stato bloccato di nuovo da un piccolo fastidio muscolare.
"Ho letto che non è niente di grave. Ronie è tornato a essere il Fenomeno che conosciamo. Ed è tutto merito della vacanza trascorsa a Rio. L’amore dei tifosi del Flamengo ha fatto tornare il sorriso a Ronaldo. Lo sa che in Brasile ha avuto richiesto da dieci club? E dire che qualcuno lo ha criticato per il suo breve ritorno a casa".
– Il Milan vorrebbe allungargli il contratto.
"Ronaldo può aiutare i rossoneri a rivincere la Champions e a conquistare un posto tra le prime quattro in campionato. Avete visto che triangolazioni con Pato e Kakà? Il Fenomeno può aiutare Pato a crescere in fretta perché il ragazzino ha una venerazione per Ronaldo. Lo considera un mostro sacro. Un modello. Quanto al contratto credo che, prima o poi, Ronaldo tornerà a giocare in Brasile. E non mi sorprenderei di rivederlo presto nella Seleçao. Non vedo centravanti brasiliani più forti nel mondo".
– Pato può fare la prima punta?
"Lui può giocare da centravanti o da attaccante esterno. Come me".
– Galliani è convinto che presto Pato vincerà il Pallone d’oro. "Pronostico che sottoscrivo. Ma non mi sorprenderei se, tra un anno, il numero uno fosse ancora Kakà. In questo momento è il calciatore più forte del mondo".
– Kakà ha rubato la scena a Ronaldinho.
"E dire che in Brasile non era molto popolare. Quando è arrivato al Milan era ‘quasi’ sconosciuto. Il calcio regala di queste storie incredibili".
– Chi è il nuovo Pato?
"Ho suggerito ai dirigenti del Napoli di acquistare il sostituto di Pato. L’Internacional ha acquistato Nilmar dal Corinthians. E’ un altro fuoriclasse. Nilmar due anni fa era stato ingaggiato dal Lione poi, un grave infortunio al ginocchio gli ha rovinato l’esperienza francese. Se fossi il presidente De Laurentiis comprerei subito questo centravanti. Cominciando a ricostruire un pezzo della nostra, irripetibile, Magica".

Fonte: Gazzetta dello sport

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