Barcellona campione d’Europa. Ronaldo cede il titolo a Messi.

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La Pulce si alza fino in cielo per trafiggere di testa Van der Sar e indirizzare la meritata Champions League verso Barcellona mentre il Gladiatore comincia a razzo per poi incagliarsi negli scoglio-Puyol e finire la sua finale scalciando indegnamente il coriaceo capitano blaugrana. Messi in paradiso, Cristiano Ronaldo all’inferno e per lui, nel nuovo Colosseo a due passi dal Tevere, e’ pollice verso. Il Manchester consegna la Coppa dalle grandi orecchie all’avversaria che piu’ l’ha meritata – un Barcellona dall’anima latina nella fantasia e nel controllo costante del gioco – subendo un 2-0 che sta perfino stretto alla compagnia di giocolieri che gira intorno a Iniesta e Messi, in una serata di magie che Roma e’ fiera di ospitare. Ferguson l’inarrivabile annaspa mediocremente di fronte alle trovate geniali del giovane Pep Guardiola. All’Olimpico si vive un cambio generazionale delle panchine e al suo primo anno l’ex giocatore del Brescia, che nella sua serata d’onore non si e’ dimenticato dell’Italia e ha dedicato la vittoria a Paolo Maldini dopo la contestazione dei suoi tifosi all’addio, inanella uno strepitoso tris dopo il trionfo in Liga e in Coppa del Re. Vince la squadra piu’ forte, la macchina perfetta che gira intorno a un centrocampo sontuoso con Iniesta e Xavi, ben supportati da Busquet, che permettono al trio delle meraviglie davanti di sbizzarrirsi. Eto’o inventa una perla sul primo gol, Henry si da’ da fare ma non trova l’acuto, Messi cresce gradatamente fino a giganteggiare e a mettere il suggello alla vittoria. Il Manchester perde la sua prima finale, e stavolta non c’e’ storia. Qualcosa si e’ inceppato nel super meccanismo dei Red Devils: Ronaldo brilla 8′ poi scompare, Rooney trotterella senza costrutto ma e’ a centrocampo che Carrick e Giggs vagano mentre Iniesta e Xavi fanno il bello e il cattivo tempo. E Ferguson ci mette del suo sostituendo proprio i meno peggio, Anderson e Park. La difesa atletica boccheggia di fronte alle freschezza blaugrana. I super team inglesi non sono imbattibili: la lezione del Barca fa felice anche Platini che auspica un ricambio tra le nazioni ai vertici della Champions. Per l’Italia e’ uno stimolo per ritrovare i fasti perduti: il blocco inglese non deve essere piu’ uno spauracchio. E’ festa di colori e di cori all’Olimpico con le due squadre che si affrontano col rispetto dovuto ad un avversario stimato a cospetto di una tribuna d’onore regale. E’ Ronaldo-show l’avvio della finale. Il portoghese vuole mettere presto il timbro e intimorisce i blaugrana: al 2′ il Pallone d’Oro confeziona una bomba che Victor Valdez respinge, poi Park viene anticipato in angolo. Ancora Ronaldo al 7′ e al 9′ tira da ogni posizione e sfiora lo specchio della porta. Ma alla prima fiammata la Bella Addormentata si sveglia. Al 10′ Iniesta sfonda per vie centrali e, vicino all’area, serve Eto’o che pensa alla corrida e schiva con una finta l’impietrito Vidic e conclude in gol. E’ ora un’altra partita perche’ il Barca prende confidenza e sfodera il suo micidiale controllo palla. Una miriade di passaggi fitti e sempre giusti a cui il Manchester non sa opporsi, ma comunque contiene. E’ soprattutto Iniesta a dare scacco a Carrick, ben coadiuvato da Xavi e Busquets. Al 16′ una punizione di Giggs per ostruzione a Ronaldo va a lato, poi la Pulce da’ un saggio delle sue virtu’ e con un gran tiro da fuori fa la barba alla traversa. Il Manchester subisce ma quando puo’ ripartire sulle fasce lo fa con veemenza: al 19′ se ne va Park e Victor Valdes deve salvare coraggiosamente con un’uscita rischiando l’infortunio. Il Manchester perde consistenza, il Barca e’ padrone del centrocampo ma non concretizza, nonostante il sontuoso lavoro dei centrocampisti, perche’ Eto’o si fa pescare in ritardo ed Henry gira troppo al largo. Al 44′ Messi centra con veemenza, Van der Sar non trattiene ma l’azione sfuma. Nella ripresa entra Tevez ma e’ sempre Barcellona che confeziona quattro azioni da manuale nei primi 6′: prima Henry, lanciato superbamente da Iniesta, si fa respingere da Van Der Sar, poi Messi protesta per una spinta in area, infine Iniesta tenta l’ennesimo sfondamento centrale e viene steso al limite dell’area. Tiro a giro di Xavi che colpisce il palo. Il manchester si scuote, su un cross al 10′ liscio collettivo in area blaugrana con Ronaldo e Park che non riescono ad arrivare sul pallone. Ferguson sente che tira una brutta aria e allora forgia uno United a trazione anteriore inserendo Tevez e Berbatov. Ma e’ una mossa velleitaria che non stronca lo strapotere del barca. Anzi, poco dopo c’e’ il 2-0 che stava maturando. Xavi si inventa un lungo preciso lancio sulla destra: Ferdinand resta a guardare mentre Messi si avvita in volo e di testa trova l’angolino per il ko del Manchester. E Ronaldo non accetta il verdetto del campo: prima viene graziato quando falcia in zona d’attacco Puyol, poi viene ammonito quando replica poco dopo. Il Manchester reagisce scompostamente alla coppa che sfuma: al 35′ appena entrato Scholes falcia maldestramente Busquets, e parte un’altra ammonizione. Poi e’ melina d’alta classe del Barca. La Fiesta e’ appena cominciata.
Fonte: ANSA



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