C. Venerato (giornalista): “Napoli, dentro uomini veri”

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Ormai il campionato del Napoli è finito, e viene da dire: meno male. Prima si concluderà quest’agonia, prima si eviterà il rischio di incorrere in nuove umiliazion: nel girone di ritorno nessuno ha fatto peggio, nemmeno chi sta lottando per non retrocedere. Donadoni, dal canto suo, sta provando e riprovando nuove soluzioni anche a livello tattico, ma è ormai chiaro come sia tutto desolatamente inutile.
Il mister, in questi mesi, ha dato possibilità a tutto l’organico di poter dimostrare quanto effettivamente valga, ha cercato di trovare una nuova posizione ad Hamsik, verificandone però la totale incompatibilità con Datolo; ha cercato una nuova soluzione per Bogliacino, ricevendo però sempre responsi insufficienti. I segnali lanciati alla società riguardo alla qualità della rosa sono palesi: di Denis, poi, mi sono perfino scocciato di scrivere, perchè trovo patetico come si abbia il coraggio di difendere ancora un giocatore tanto mediocre e per nulla adatto ad un palcoscenico esigente come quello del San Paolo. Zalayeta, per fare un esempio, è di un’altra categoria, pur non essendo mai stato un fenomeno. Lo stesso allenatore azzurro l’ha capito da tempo, tant’è che, se non fosse stato vittima di una rapina e narcotizzato, avrebbe senza dubbio giocato lui contro il Torino.
Questa squadra ha assoluto bisogno di rinforzi di qualità, ma oltre alla capacità di selezionare i calciatori occorre scegliere anche i giusti uomini: visto il lauto stipendio e l’amore incondizionato della folla, serve un minimo di professionalità che in molti non hanno mostrato… Aspetto che non dovrà passare in secondo piano.
Il Napoli sta cercando di assicurarsi il giovane Cigarini, ma al tempo stesso cerca buone notizie da Acquafresca: mi risulta infatti che il ragazzo non vedrebbe di buon occhio la concorrenza di Floccari a Genova. Qui in Campania partirebbe invece titolare. Per carità, due buoni giocatori, ma il Napoli deve pensare anche al suo presente, non certo roseo: serve anche gente esperta e di personalità. Quest’anno gli azzurri hanno pagato anche lo scarso equilibrio e la pessima compattezza della rosa: dopo l’addio di Sosa si è perso un collante all’interno del gruppo, una figura carismatica. Il resto non l’ha fatto la società, totalmente sommersa dai malumori interni, e mai in grado di domarli. Domenica scorsa le due curve hanno contestato tutto e tutti, sul banco degli imputati è finito Marino reo di una campagna acquisti pessima, in cui non sono stati rimpiazzati adeguatamente partenti di valore come Domizzi, Garics e Calaiò: la squadra si è indebolita insomma nonostante le spese. Dispiace invece per i fischi a Paolo Cannavaro che nonostante i tanti errori commessi non è certo il principale responsabile di una stagione fallimentare. Napoli spesso è eccessivamente severa con i propri figli, mentre perdona tutto a chi proviene da altri lidi.
Ricordo le contestazioni a Taglialatela, Coppola, Ciro Ferrara. Non è così che si cresce. I responsabili di questo sfascio vanno cercati altrove, basta analizzare la stagione per rendersene conto. Donadoni è atteso da un compito difficile, ma non impossibile. Con la disponibilità economica del club non dovrebbe essere impresa improba quella di puntare al sesto posto nella prossima stagione.

Fonte: TMW – Ciro Venerato

 

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