Altro che Champions… di Diego Del Pozzo

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la partita di oggi ha rafforzato in me una convinzione, che d’altra parte mi ha sempre accompagnato in questi mesi: la travolgente crisi che, dall’inizio del 2009, ha compromesso la stagione del Napoli si spiega anche, o forse addirittura soprattutto, col contesto ambientale ostile nel quale la squadra ha dovuto giocare per molto tempo, poco o per nulla tutelata da una società che, in quel frangente, ha mostrato per intero la sua inadeguatezza al livello della Serie A. Ricordiamo quei mesi, per far sì che non debbano ripetersi mai più: una squadra giovane e inesperta letteralmente terrorizzata nelle partite al San Paolo (bastino, come esempi, gli autentici "linciaggi" dei difensori in Napoli-Bologna, Napoli-Lazio e Napoli-Genoa), il presidente De Laurentiis per quasi un mese negli Stati Uniti per lavoro, il solo Marino lasciato in città a maneggiare la dinamite, il silenzio assordante di entrambi i dirigenti (solitamente molto loquaci), Edy Reja identificato come unico capro espiatorio della situazione, la già ricordata irruzione dei tifosi nel centro sportivo con relative minacce ai giocatori, la mancanza di una figura carismatica (Bruscolotti come team manager) da proporre come filtro con l’ambiente e la tifoseria, la disorganizzazione trovata da Donadoni al suo arrivo.
Insomma, altro che Champions League o Coppa Uefa (dal prossimo anno Europa League): per puntare in alto bisogna ancora crescere tanto, investendo innanzitutto sul potenziamento di una struttura societaria che continua a fare acqua da tutte le parti e che, finora, ha saputo gestire egregiamente Serie C1 e Serie B ma va rafforzata senza indugi per potersi confrontare sullo stesso terreno con le vere grandi del calcio nostrano.
di Diego Del Pozzo – L’articolo integrale su calciopassioni
 



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