Caliendo: “Ecco perchè Napoli fa paura ai campioni”

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Antonio Caliendo famoso agente Fifa e Napoletano DOC ha rilasciato sulle pagine del Corriere del Mezzogiorno e sul suo blog delle dichiarazioni su perchè i campioni fanno fatica a scegliere Napoli (riferendosi alle storie che hanno riguardato R.Bianchi prima e S.Floccari dopo) Di seguito le sue dichiarazioni:

"Resta una città provinciale – ammette – dove chi fa bene viene preso di mira e corre il rischio di fallire. Resto tifoso del Na­poli, ma so quanto è difficile fare cal­cio in questa città. A De Laurentiis va fatto un plauso: è un uomo di mondo, intelligente e di successo. Si è preso l’onere di un investimen­to importante in una città difficile. E’ stato coraggioso". Da D’Agostino a Floccari: perchè giocare nel Napoli resta un proble­ma? «Perchè non esistono regole, la cultura del volemose bene non porta da nessuna parte. De Laurentiis è so­lo in questo. Non ha una struttura societaria dove chi sbaglia paga, do­ve le leggi si rispettano. Bene ha fat­to a chiamare Roberto Donadoni, uomo del nord, serio e grande orga­nizzatore. Non basta, però. Va cam­biato qualcos’altro».

Probabilmente c’è anche una questione sociale: l’immagine di una città difficile che scoraggia i calciatori e le loro fami­glie. La fotografia dell’emergenza ri­fiuti che ha fatto il giro del mondo. «Non c’è dubbio – aggiunge Calien­do – che anche questo aspetto fa la sua parte. Sapere che un giocatore giovane come Hamsik sia stato rapi­nato del Rolex mentre era in auto, mette apprensione. Dovendo fare una scelta, il calciatore bravo che ha alternative, non sceglie Napoli. Ha paura. Ricordo che provai in tutti i modi a convincere un grande cam­pione di cui avevo la procura a gio­care nel Napoli, mi disse no. Eppure erano i tempi di Maradona. Come lui tanti altri. Spero che De Laurenti­is riesca nell’inversione di tenden­za: finora ha fatto tanto per riporta­re il Napoli in serie A, serve ancora uno sforzo e la città dovrebbe aiuta­re chi come lui ha avuto il coraggio di investire. De Laurentiis è un gran­de imprenditore, conosce le regole. Forse quando è arrivato a Napoli non aveva piena consapevolezza di quanto fosse difficile gestire un’im­presa in questa città. Ho organizza­to a Napoli partite della nazionale, ho avuto problemi su tutto. Credo che anche lui adesso se ne stia ren­dendo conto e abbia deciso di parte­cipare più attivamente al progetto societario. Nel senso che, oltre ai sol­di, vivrà in prima persona le sorti del club. Mi piacerebbe incontrarlo, dargli qualche consiglio».

 Il secondo quinquennio per un proget­to ancora più importante: le basi ci sono, eppure Floccari ha detto no. «Non mi stupisco – spiega ancora Caliendo – adesso è più difficile an­cora. Perchè i risultati sono venuti meno, c’è stato uno sfaldamento ge­nerale. Un campione preferisce cre­scere dove le basi sono più collauda­te. In piazze forse meno calorose, ma più tranquille. Chi ha famiglia non ha voglia di sentirsi prigioniero dei tifosi. Le voci girano: a Napoli non sei libero neanche di andare in giro per shopping». Lavezzi ha avu­to certo questo tipo di problema, ma finora vuole restare. «Mi rendo conto – conclude Caliendo – è giova­ne, viene dall’Argentina. Da una ter­ra più o meno simile, non ha altri termini di paragone. Anzi, Napoli per ragazzi come lui è il paradiso». Non è stato così per tanti talenti na­poletani che sono diventati campio­ni in altre città: da Borriello a Palla­dino, da Di Natale a Quagliarella. Tutti desiderosi di vestire la maglia azzurra, tutti orgogliosi delle pro­prie radici. Ma poi, tornerebbero?
Redazione NapoliSoccer.Net – Fonte: Corriere del MezzoGiorno

 

6 Commenti

  1. Eppure c’era Fabio Cannavaro che era voglioso di ritonare nella sua città e nel “suo” Napoli, ma la Dirigenza ( leggasi De Laurentiis) non la voluto. Per me e tanti altri tifosi resta un mistero. Caro Caliendo in quel che hai detto riveli una acuta profondità di pensiero perchè non tenti di svelare il predetto mistero?

  2. non ci anno i contributi per giocare a napoli no ne corpa dei tifosi ma corpa loro .menomale che li trattiamo da re a sti mercenari.sara proprio perche li trattiamo troppo bene .canzone a pizza soprannomi imbortanti amici comportiamoci come fanno altrove che non li cacano proprio .preside manda via 80 % di mercenari

    de santis, santa c ,contini ,cannavaro ,grosso
    maggio ,gargano ,hamsik
    ledesma
    suazo ,kalinic

    navarro

  3. Ciò che ha detto Caliendo, mi addolora, ci addolora questo commento a tutti noi napoletani; ma purtroppo è cruda realtà.Sinceramente sono preoccupato per l’avvenire della nostra beneamata squadra, sarà anche perchè ci eravamo tutti illusi della magnifica prima parte del campionato, per poi ,inspiegabilmente, assistere a vergognose partite.Preoccupato perchè il nostro presidente si è affidato,nel recente passato, ad una sola persona, Marino,e purtroppo abbiamo visto che non tutte le ciambelle sono riuscite col buco,e purtroppo anche nella prossima campagna acquisti/cessioni, sarà difficile cedere quei tanti giocatori,che per me, non sono da napoli. Preoccupato perchè il nostro presidente non vuole convincersi che deve accerchiarsi di altri bravi e validi collaboratori e poi principalmente la società deve curare con particolare attenzione il settore giovanile; anche perchè lui dice che vorrebbe una squadra formata da tanti napoletani.(a chiacchiere?) Come si fa a non volere Fabio Cannavaro,napoletano,campione del mondo,pallone d’oro,figura carismatica ecc. ecc.- e che sicuramente ,per la sua integrità fisica,potrebbe giocare ancora per un paio di stagioni.Speriamo bene per il futuro!

  4. però secondo me ha ragione ,dela è troppo mirato, e se vediamo chi lo critica sono sempre personaggi che nel napoli calcio hanno fallito e sono falliti!!! dela comunque deve comprare campioni, anche se dobbiamo ringraziarlo per quello che sta facendo!! andate a criticare i ferlaino i corbelli, e naldi,invece di criticare dela!!! invece così come fessi difendete i falliti che ci hanno rovinato invece di quei buoni!! comunque napoli è provinciale perchè nn si può fare un progetto in santa pace sotto il profilo societario,visto le tante critiche!!

  5. io se fossi calciatore e mi chiedessero di giocare nel napoli direi sicuramente di no perchè la città fa veramente pena non prendiamoci in giro e non facciamo finta di non saperlo.
    O’ pesc’ fet’ rà cap’…………..non si è mai voluto e non si farà mai niente per cambiare sta città non ci lamentiamo se i giocatori scelgono altre mete e come ho detto prima,lo farei anche io che sono napoletano e tifo napoli.

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