Il commento di Genoa – Napoli

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Ritorno amaro per il Napoli al Ferraris dove 8 mesi fa proprio insieme ai genoani festeggiò la promozione in A. Un netto passo indietro rispetto alla prestazione fornita domenica scorsa contro il Livorno, tra l’altro con una formazione pressoché identica fatta eccezione per Domizzi e Grava che rientrano in difesa dove Santacroce e Cannavaro risultano purtroppo squalificati. Una gara priva di vere emozioni eccezion fatta per le reti ed un palo colto da Leon su calcio piazzato da una parte, mentre dall’altra una conclusione di Hamsik che avrebbe potuto pareggiare le sorti dell’incontro quando i padroni di casa erano in vantaggio per 1-0. A dire il vero il ritmo di gioco si è mantenuto a buon livello per buona parte dell’incontro ed il Napoli ne è stato buon interprete nei primi venti minuti prendendo possesso del centrocampo dove Blasi ha giganteggiato senza sbagliare quasi nulla. La chiave di svolta del match è stato l’ingresso di Juric, che mister Gasperini tiene in forte considerazione dai tempi di Crotone, il croato rileva Paro per infortunio e dà più consistenza alla mediana rossoblu alzandone il baricentro e permettendo una migliore espressione al tridente genoano. Da quel momento la forza d’urto del Napoli si affievolisce, la difesa ha un gran da fare su uno scatenato Borriello che riesce a portare a spasso tutta la difesa partenopea ma a finalizzare il volume di gioco espresso rimane comunque un problema così i grifoni, molto più convinti degli azzurri nel gioco, riescono a scardinare la retroguardia azzurra solo al 41° quando Fabiano quasi dalla linea di fondo riesce a confezionare per Sculli che dal limite dell’area piccola è bravissimo ad infilare Savini Contini e Gianello contemporaneamente. Solo allora il Napoli si da una scossa e dopo un minuto riesce a concludere con Sosa verso la porta di Scarpi, l’estremo rossoblu si distende e la respinta viene raccolta dall’accorrente Hamsik che però non inquadra la porta sguarnita, poi dall’inizio della ripresa viene addirittura sostituito da Bogliacino. Il Napoli cerca di serrare i tempi ma la sterilità dell’attacco è abbastanza eloquente, la storia rosa in terra labronica sembra essere stata solo una parentesi perché i soliti vizi, quelli fisiologici, vengono a galla, come l’incapacità di trovare trame degne di nota e l’inconsistenza negli affondi, inutili anche a dare solo noie alla difesa avversaria. Sterile quindi è il possesso di palla ed i padroni di casa, ora aggressivi in pressing, in ripartenza hanno il vantaggio di poter contare su ampi spazi sui quali Borriello sembra andare a nozze, anche se il neocapocannoniere del torneo non ha vita facile nelle conclusioni perché su di lui è attenta la marcatura di Domizzi, almeno fino al 73° quando il difensore lo stende in area commettendo fallo da ultimo uomo. Gervasoni, il cui arbitraggio ha lasciato molto a desiderare nonostante in tribuna ci fosse il designatore Collina, non rileva un precedente fallo su Mannini e mostra invece a Domizzi il rosso concedendo quindi la massima punizione.
Borriello non ha nessuna difficoltà a raddoppiare, grazie anche a Gianello che si tuffa anticipando l’esecuzione stessa. Gli azzurri in dieci cercano una improbabile impennata d’orgoglio affidandosi alle giocate del Pocho che tenta l’impossibile con i soliti slalom in solitaria che hanno l’effetto di evidenziare i limiti di una squadra che deve al più presto cercare altrove i punti della salvezza, non c’è maschera per la solita mancanza di idee ed ha voglia Reja a sgolarsi dalla panchina prendendosela in particolar modo con Mannini, non è l’imperfezione di posizione del pisano il nodo della matassa. Le uniche note positive della partita possono individuarsi nella buona prestazione di Contini e Blasi, autentico gigante tra pigmei, e forse in un sensibile miglioramento della condizione fisica generale che avrà la sua controprova nel posticipo di domenica prossima contro l’Inter, stasera sofferente in casa contro una esuberante Roma. All’andata fu "ottobre rosso", di che colore sarà il prossimo marzo visti i prossimi impegni del Napoli?

Antonello Greco

1 COMMENTO

  1. Carissimi amici Voi sapete benissimo che la questione del tempo in ogni partita è fondamentale, non discuto dell’inserimento di un giocatore, ma discuto della questione psicologica nella squadra in generale. Voglio con questo dire, che nello svolgimento di una qualsiasi partita è primaria importanza il tempo di reazione di giocatori rispetto ad un gol preso. Se il tempo si allunga vengono meno le capacita’ intuitive e di reazione della squadra in generale. Bisognerebbe parlarci con questi ragazzi, prima singolarmente e poi in equipe per stabilire che la reazione deve essere veloce e soprattutto deve essere concreta non solo nell’abbraccio dopo il gol ma nella consapevolezza di essere finalmente una squadra. Io credo che questo manca al Napoli anche in considerazione del fatto che i giocatori sono validi, seri professionisti ma hanno bisogno di sentirsi uniti per il conseguimento di un obiettivo che possono facilmente raggiungere. Vi abbraccio tutti e Vi stimo perchè siete tifosi, non solo del Napoli ma del Sud.

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