Siamo una squadra “fortissimi”. O no?

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Ma il Napoli è una squadra forte oppure no? Marino dice di sì e difende la sua “politica”. Il presidente l’ha in pratica sconfessato o per lo meno ha preso le distanze dalla sua ultima campagna acquisti. La società per ora dà segni di divisione, se hanno un senso le parole e i comportamenti del G3. Veniamo però al sodo. La linea fin qui seguìta è stata un successo o un fallimento? Il risultato di quest’anno è stato sicuramente un tonfo. Dalla Champions alla coppa Uefa e di qui come un gambero nel purgatorio della classifica, né paradiso né inferno.

La linea, però, nel suo complesso è stata questa: si comprano giocatori giovani di qualità, si pagano ingaggi modesti (se confrontati con le corazzate del calcio), si rivalutano ad obiettivi raggiunti (esempio l’Europa), quando le risorse in incassi, diritti tv e sponsorizzazioni lo consentono.
Da questa politica sono nati Lavezzi, Hamsik, Gargano e Santacroce, circondati da un manipolo di gregari più o meno validi e da qualche acquisto nazionale a dir di tutti di un certo valore (tipo Mannini o Maggio), ma sono nati anche frutti acerbi (vedi Navarro), deludenti (Denis) o di scarso spessore (Pazienza, Rinaudo, Aronica). In frigorifero il gioiello Russotto. Luci ed ombre, quindi.
Ora è facile prendere le distanze da Marino, visto che questo è stato l’anno delle ombre. Ma Marino ha agito secondo spirito di società, che vuole fare bene, ma senza spendere troppo ovvero spendendo molto quando se lo può permettere. La sua responsabilità è stata di aver toppato questa volta sugli acquisti. E, per una ragione o per un’altra, di essere stato tradito proprio da quella beata gioventù, che avrebbe dovuto tenere su la sua gestione sportiva.
Il nodo sta qui. All’arte di arrangiarsi e a qualche “genialata” nella linea verde degli acquisti bisognava affiancare il colpo grosso del grande giocatore, soprattutto nelle retrovie e in attacco. Si sarebbe rischiato di più, certo, in termini di bilancio, ma si sarebbe messo in cassaforte il patrimonio di giovani gioielli e si sarebbero rilanciate le ambizioni del Napoli calcio.
Tutto ciò non è avvenuto. Ma ora il pericolo è di oscillare tra una linea e l’altra, producendo solo pasticci e altri acquisti sbagliati, perché solo “riparatori” in termini di immagine. Calma e sangue freddo, quindi. La squadra è forte. I giovani gioielli teniamoceli cari cari (anche se ora li vediamo fuori forma) e, semmai, imbrocchiamone qualcun altro di questi acquisti “fortunati” targati Marino. Facciamo spesa, invece, con la carta di credito tipo gold per pochi giocatori ma di grande livello. In poche parole voglio dire: proseguiamo nel progetto, senza scombussolare tutto l’impianto solo perché ci è andata male nel girone di ritorno. E ripariamo all’unico vero errore commesso: quello di non aver fatto fare alla squadra il salto di qualità con uno o due grandi del calcio moderno. I soldi? Cominciamo a vendere i piedi mediocri, entrati in pompa magna in prima squadra solo perché pagati più di quanto valgono.
Antonio Mango

12 COMMENTS

  1. simm e megl!!!!!!!!! però la grinta ke abbiamo avuto l’altro ieri la dobbiamo avere sempre non solo quando c sno le grandi…e poi la squadra fortissima può ambire a grandi risultati

  2. Credo che il discorso fatto da Mango non faccia una piega e tutti noi la pensiamo così…. Servono acquisti di esperienza in una rosa valida e forte solo in 7-8 elementi… Con un regista esperto (D’Agostino o Pizarro) i centrocampisti ne beneficierebbero in sicurezza e personalità, con un attaccante già rodato (Borriello o Quagliarella) le punte avrebbero un riferimento costante, con un difensore adatto (Coda o Zapata) il reparto arretrato acquisterebbe sicurezza…. Le basi sono buone, ma vanno trattenute a tutti i costi: guai a cedere Santacroce, Contini, Blasi, Maggio, Gargano, Mannini, Hamsik, Lavezzi…. Bisogna invece cedere Gianello, Rinaudo, Aronica, Pazienza, Montervino (ma grande prestazione l’altra sera del capitano), Denis, Pia…. Altrimenti puntare in alto sarà pura utopia e Napoli merita di stare in alto!!!…

  3. Per il dr. Mango. In merito al suo articolo, secondo il mio modesto parere, ritengo oppurtuno evidenziare quanto segue:
    1) Tutti gli acquisti sono stati effettuati di comune accordo tra Marino ed il Presidente con la sola esclusione di Reja, in quanto allenatore “a tempo” e non interessato al progetto Napoli.
    2) Indipendentemente da quello che dichiara il Presidente, se acquisti sbagliati sono stati fatti, in particolare un paio, massimo tre, rientrono nella norma.
    3) Mentre gli acquisti sono stati progettati sotto conduzione bicefale ( Marino e De Laurentiis), la conduzione della società è monocratica (il solo De Laurentiis), il quale ha ritenuto, almento per il momento, di non rafforzare a dovere lo staff tecnico e sanitario, la cui mancanza ha causato la paurosa crisi della squadra.
    4) In questo contesto si spiega anche il mancato ingaggio del napoletano Fabio Cannavaro, la cui personalità ed esprerienza avrebbe fatto “ombra” a Marino allo stesso Presidente.

  4. CHE IL NAPOLI SIA ENTRATA IN UN TUNNEL BUIO SON D’ACCORDO PERò CON METà DEGLI ERRORI ARBITRALI SAREMO MINIMO A QUOTA 50 QUINDI ANCORA A LOTTARE PER L’UEFA . PER L’ANNO PROSSIMO OLTRE A DEI GIOCATORI FORTI BISOGNA PRENDERE QUALCUNO CHE SI LAMENTI QUANDO SUBBIAMO UN TORTO E NO SEMPRE TACERE PERCHè FAREMO ANCHE LA PARTE DEI SIGNORI CHE NON SI LAMENTANO MAI PERò LA PRENDIAMO ANCHE NEL ……. SEMPRE NOI

  5. Perche’ la societa’ non fa parlare i giocatori con i giornalisti?
    Forse c’e’ qualcosa di losco che hanno paura venga fuori? Adesso il silenzio stampa non ha senso ma ha un senso se quello che penso e’ vero e cioe’ che i campioni vanno oliati se no non ti portano su la squadra…vero aurelio? Speriamo che questo nella tua scarsa esperienza di presidente e di calcio, l’hai imparato per gli anni a venire…
    sergio

  6. non illudiamoci x la partita contro l’inter,il chievo a vinto a torino contro la juve e in altre giornate squadre dietro di noi hanno fatto risultato in campi impensabili.rimaniamo con i piedi x terra e vada x la ricostruzione d un napoli competitivo…..la strada è lunga.la salvezza è stata raggiunta ma non era questo l’obbiettivo.

  7. Si è vero però è da tanto che non proviamo questa emozione!!!!!
    E poi anche per soddisfazione dei giocatori….
    Dobbiamo stare sepre con loro qualunque cosa accada!!!….
    FORZA NAPOLI POCHO GUARISCI PRESTO……

  8. “Si sarebbe rischiato di più, certo, in termini di bilancio, ma si sarebbe messo in cassaforte il patrimonio di giovani gioielli e si sarebbero rilanciate le ambizioni del Napoli calcio.”

    Anche io sono un tifossissimo del napoli da quando sono nato, ma non si può mettere in secondo piano il bilancio. Le società di calcio sono società come le altre e tutte devono mettere il bilancio prima di ogni cosa.
    Forse negli ultimi anni nel calcio si è visto che i dirigenti si sono interessati ben poco ai bilanci, ma per una volta che c’è qualcuno serio che ha questo interesse si tende ancora a ritenerlo una cosa secondaria, quasi da tirchio.

  9. direi che ci vogliono giocatori seri e legati alla professione calcio e non alla maglia, come tutti dicono e che conta solo per lo spettacolo.Fossi in aurelio, marino e donadoni incomincerei a puntare su questo tipo di calciatori e direi ai tifosi di non esaltare o buttare nella spazzatura quelli che avremo e abbiamo…ricordiamoci che la squadra che ha vinto lo scudetto era composta da persone forti sia tecnicamente ma sopratutto caratterialmente e non si facevano condizionare dalle pressioni esterne.Faccio qualche nome perche’ cosi’ capite di cosa parlo ( Alemao, Careca, Di Napoli, Ferrara,Carnevale, Romano,Giordano…….Maradona)

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