Aspettando la “Resurrezione azzurra”

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L’esonero di Reja, la scelta di affidare a Donadoni la panchina azzurra sono tutti segnali che gli addetti ai lavori e i tifosi hanno saputo cogliere e che vanno tutti in una direzione: Marino non ha più carta bianca, non è più il solo a decidere. Il patron azzurro come tale, si è ripreso la sua creatura che fin ora gli ha regalato più soddisfazioni che delusioni. Passare dalla C alla A in 4 anni, arrivare in Intertoto per poi cercare il pass per l’Europa, nel momento della nascita del progetto Napoli era quasi impensabile specie se poi i ricordi ci riportano ai primi giorni d’allenamento della neonata Napoli Soccer e quel famoso Lanciano-Napoli. Ma questo ritornello del “4 anni fa stavamo a Lanciano” puzza di vecchio, bisogna necessariamente pensare al presente e quindi al futuro.
“Adesso faccio tutto io”. Il presidente pare che finalmente abbia tolto le fette di prosciutto dagli occhi e i tappi dalle orecchie che filtravano consigli e malumori. E magari chissà se ora si stara mangiando le mani se solo poche settimane fa non avesse apposto la sua firma sul contratto quinquennale che ha rinnovato la fiducia al diggi. Si, perchè il direttore generale stava diventando un “dittatore generale” commettendo errori su errori come gia rimarcato dallo stesso patron: Dalla Bona, Rullo, De Zerbi, Lacrimini, sono solo alcuni degli acquisti sbagliati, giocatori dati in prestito (Garics e Calaio) che presumibilmente non rientrano più nei piani della società, fino ad arrivare al mercato di quest’estate e quello invernale con Jesus Datolo, il “messia del Napoli , altro oggetto misterioso. Sono tutti errori che pesano come un macigno sull’operato del Diggi azzurro, che purtroppo, vive di rendita sugli affari Hamsik, Lavezzi.
Sono quasi pugnalate al cuore e qualche soldo di meno, invece, se ogni anno si pensa agli ingaggi dei giocatori su citati che a Napoli hanno fatto vedere poco o nulla. Va bene che al primo anno in B subito ci è scappata la promozione, va bene che al primo anno in A il Napoli ha partecipato all’Intertoto (dopo la rinuncia del Genoa, ora in campionato in zona Champions), ma dietro ci si è lasciato un parco giocatori che il Napoli farà fatica a dar via colpa dei loro ingaggi onerosi. Si è voluto subito raggiungere l’obiettivo sperperando un patrimonio che forse con una gestione piu accurata avrebbe dato altri frutti. Una cosa: come mai con le cessioni il Napoli non è riuscito mai ai ricavarne qualcosa? Mistero.
Parliamo anche della stagione fallimentare di quest’anno. E’ sempre stato detto che nonostante l’ottima posizione del girone di andata alla squadra mancavano elementi di spessore in avanti ed un giocatore a centrocampo che sapesse dettare i tempi e dare una mano alla costruzione del gioco. Cose dette e ridette da tutti. Fin quando c’era Reja si è cercato di mettere una pezza, cercando di arginare questo problema con un gioco tutto grinta e velocità fin quando le gambe e la mente reggevano. Pare che anche lo scorso mercato di gennaio il tecnico goriziano abbia chiesto un regista ma non si sa per quale strano motivo Marino abbia portato a Napoli un esterno o presunto tale. Ora la musica cambia, il nuovo mister vuole e avrà voce in capitolo per quanto riguarda il mercato, lui non è aziendalista come Reja e De Laurentiis finalmente si è svegliato. E chissà se magari lo stesso Aurelio affiderà un compito da manager inglese al tecnico limitando di conseguenza ancor di più i “poteri di Marino” sempre meno “diggì“. La rifondazione doveva avvenire l’estate scorsa e non questa che verrà, in pratica si è perso un anno. Aurelio il calcio non è tutto rose e fiori, non bastano solo i soldi.
Aspettiamo tutti la "Resurrezione azzurra".
Salvatore Testa
 

8 Commenti

  1. a giugno si vedrà,prima cosa da fare è sfoltire la squadra cioè dar via giocatori e presunti tali ke col calcio non c’entrano nulla,la seconda cosa da fare,oviamente,e di rimpiazzarli con giocatori veri ed affermati con esperienza e un buon bagaglio tecnico.l’ossatura è quasi completa ma manca tutto il resto,i soldi non mancano l’importante è investirli bene dunque auguro al nuovo tium virato un buon lavoro….forza napoli.

  2. Concordo con l’articolo, era ora che il Presidente tra l’altro grande imprenditore prendesse le redine della situazione. Mi auguro che l’era “Marino one man-show” sia finita, e che si possa costruire oltre ad una grande squadra sopratutto una grossa società di calcio. Con tutto il rispetto per mago pancione, ma credo che Donadoni di calcio sopratutto a livello tecnico/tattico ne capisca molto di più, e sono convinto che a giugno la rosa verrà finalmente completata oltre che rinforzata.

  3. giusta la scelta di prendere donadoni perchè,oltre ai limiti tecnico-tattici di reja,questo è un allenatore che difficilmente dirà signor-si oppure “la colpa è tutta mia” la prossima campagna acquisti sarà fondamentale per determinare il futuro del napoli che ,a mio avviso ,dovrà prescindere dalla presunzione di pierpaolo marino che,se pur meritevole di aver portato a napoli hamsik e lavezzi ,ha sbagliato troppo nelle ultime due campagne acquisti lasciandosi scappare troppe volte occasioni ghiotte per comprare giocatori che a noi srvono come il pane

  4. e chi se li piglia tutti sti pacchi ??? e che pacchi!!!!
    la formazione ideale
    Navarro Grava Cannavaro Aronica Rinaudo Pazienza Pia Datolo Denis Montervino Zalayeta …. da stropicciarsi gli occhi

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