Donadoni: “Il Napoli ha necessità di voltare pagina”

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L’allenatore del Napoli Roberto Donadoni fa il punto sui primi giorni in azzurro. In un’intervista esclusiva a Sky, per la rubrica Spaccanapoli, il nuovo allenatore parla del passato, del presente e del futuro. Ecco l’intervista integrale.

Come sono stati i primi dieci giorni a Napoli?
«Di intenso lavoro, com’era logico e normale che fosse. C’è da conoscere, c’è da capire, è una fase di studio per me e anche per i giocatori. Si va avanti su questo tipo di discorso e poi la conoscenza darà indubbiamente qualche strumento in più per il futuro».

Da qui alla fine del campionato, le nove partite saranno fondamentali per completare questa conoscenza, per valutare e poi avere le idee più chiare con la società, con il direttore Pierpaolo Marino e con il Presidente, per mettere le basi per la prossima stagione.
«L’aspetto più impellente e che va curato di più in questa fase è quello psicologico, perché quando la squadra viene da una serie di risultati non positivi, in cui fa fatica, subentrano paure e tensioni eccessive. È chiaro che questo aspetto va subito rivisto e migliorato. Sono ragazzi giovani, la gran parte di loro non ha molta esperienza e questo ha influito in maniera negativa. Adesso devono convincersi che si devono mettere tutto alle spalle e riprendere la marcia».

Su Reja.
«Quando un allenatore rimane cinque anni e passa dalla Serie C alla Serie A, è indubbio che ci sia affetto, che ci sia un legame, che ci sia un rapporto che comunque rimarrà nel tempo: indipendentemente dal fatto che adesso non sia più l’allenatore del Napoli, queste sono cose che vanno riconosciute. Però, bisogna guardare avanti perché il Napoli ha necessità di voltare pagina, di riprendere un cammino che dia continuità a un progetto».

Napoli-Milan.
«È bello vedere lo stadio pieno, vedere tanta gente che viene a tifare, la coreografia era stupenda, in più è coinciso con il fatto di giocare contro la mia ex squadra; ritrovare anche tanti ragazzi che fanno parte dalla Nazionale, salutarli, è stato bello ed emozionante. Poi, le cose sono andate nel modo migliore».

Questo Napoli dipende da Hamsik e Lavezzi?
«Questa è una squadra che non può dipendere solo da Hamsik e Lavezzi, che sono sicuramente due giocatori di qualità, di talento e di prospettiva, ma ha necessità dell’apporto di tutti. È una squadra che deve fare affidamento su tutto l’organico e, in questo organico, far emergere le qualità di questi giocatori più qualitativi. È una crescita che si deve fare insieme».

Da qui alla fine, che cosa ti aspetti da questo Napoli?
«Non lo so, vedremo, non sono in grado di poterlo dire in questo momento. Posso solo dire che lavoreremo e che, sulle basi che stiamo cercando di mettere, dobbiamo crescere».

Redazione NapoliSoccer.NET – Fonte: Sky/corrieredellosport



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