Un buon pareggio per ripartire, di Diego Del Pozzo

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Alla fine non è arrivata la vittoria che tutti aspettavano, ma comunque la squadra è uscita dal campo tra gli applausi convinti dei tifosi partenopei.
E sono stati applausi meritati, perché ieri sera il Napoli ha offerto contro il Milan una prova volitiva e generosa, dopo un primo tempo nel quale si era mostrato ancora troppo contratto e nervoso, ma che, in ogni caso, gli aveva visto realizzare un gol valido con Hamsik – rete annullata per un fuorigioco inesistente – e lo aveva visto tirare pericolosamente un altro paio di volte verso la porta rossonera difesa da Dida.
Nell’intervallo, Donadoni deve aver trovato le parole giuste per spronare i suoi uomini, perché nella seconda metà di gara il Napoli è sceso in campo con tutto un altro spirito e, soprattutto, con maggiore convinzione nei propri mezzi: così, al pressing asfissiante e ai ritmi elevati che c’erano stati già nella prima frazione, si sono aggiunti una maggiore qualità della manovra e più fluidità nei fraseggi veloci e nelle ripartenze, sfruttando in particolare l’ottima vena di un ritrovato Daniele Mannini, nettamente il migliore in campo dopo due mesi di assenza a causa dell’ingiusta e assurda squalifica che pare stia definitivamente per essere cancellata.
Probabilmente, se in questo secondo tempo il Napoli avesse potuto contare su un centravanti più efficace del pur generoso Zalayeta, la partita si sarebbe chiusa con un risultato differente: grida ancora vendetta, infatti, la clamorosa palla-gol sprecata dall’uruguayano, pescato solissimo a centro area da un’ottima imbeccata di Hamsik; così come lascia rammaricati anche la seconda chance sprecata dal "panterone", solo a tu per tu con Dida e poco reattivo nel superarlo.
Dal punto di vista tattico, Donadoni ha ripercorso solo apparentemente le orme del predecessore Reja – al quale lo stadio ha dedicato numerosi striscioni, doverosi, di affetto e riconoscenza – schierando la squadra con un 3-5-2 di partenza che, però, grazie in particolare alla scelta di Grava come esterno destro di centrocampo, si presentava più duttile e camaleontico del solito, pronto a trsformarsi in 4-4-2 con l’arretramento in difesa dello stesso Grava o in 4-3-3 col contemporaneo avanzamento di Mannini sulla fascia opposta all’altezza di Lavezzi e Zalayeta. Lo schieramento ha convinto proprio per la sua duttilità.
Adesso, approfittando della pausa di domenica prossima per gli impegni delle Nazionali, Roberto Donadoni dovrà lavorare intensamente col gruppo a disposizione, per rimotivarlo definitivamente e per affinarlo ulteriormente dal punto di vista tattico, dato che invece la condizione atletica è parsa ancora buona. Magari, sarebbe auspicabile, rispetto alla precedente gestione tecnica, un maggiore coinvolgimento di uomini che potrebbero rivelarsi preziosi in questo finale di stagione, grazie alla loro freschezza: e penso, in particolare, a Russotto e Bogliacino.
Diego Del Pozzo (altri articoli dell’autore su Calciopassioni)



1 COMMENTO

  1. Io credo che alla luce di quanto visto in un campionato lunghissimo e faticoso (soprattutto mentalmente) per il parco attaccanti a disposizione, alla fine la posizione in classifica del napoli sia realistica. Non credo che i nostri avanti siano migliori di quelli del Siena o squadre consimili….alla lunga la storia la fanno i loro gol , ed i nostri quanto a questo….

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