Buon Napoli, il San Paolo ritrova la sua squadra

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Il Commento di Napoli-Milan.
E’ mancata solo la vittoria a suggellare l’enfasi di una serata dal chiaro segnale di rinascita. Il pubblico ha ritrovato la sua squadra e la squadra il pubblico. Si rivede finalmente un buon Napoli, a tratti travolgente, che Donadoni in pochi giorni ha saputo rivoltare come un calzino, almeno sotto il punto di vista mentale. Il tecnico ha svolto un egregio lavoro, anche se ancora manca un quid per recuperare definitivamente tutta quella sfrontatezza dimostrata nella prima parte di campionato, perché ad onor del vero la squadra, così come a Reggio Calabria, nel primo tempo ha balbettato un pò, forse perché ancora poco convinta dei propri mezzi. Ci ha messo una ventina di minuti per spaventare il Milan con lampi di Mannini e Lavezzi, mentre gli ospiti preoccupati di tenere basso il ritmo si sono impegnati nel prolungato possesso di palla occupando la metà campo azzurra, unico modo questo per accendere l’estro di Pato, bravo a cercare con la sua verve le crepe nella difesa partenopea. Superate le difficoltà iniziali Santacroce pian piano prende le misure a Pato mentre Cannavaro stasera concede ad Inzaghi solo l’erba del San Paolo, così il Napoli acquista quella consapevolezza necessaria a render più fluida la manovra. Buona infatti la velocità di verticalizzazione che buca letteralmente Maldini e compagni offrendo a Zalayeta una buona occasione fruttata poi solo un angolo. La reazione del Milan è nei piedi di Seedorf il cui tiro Navarro spedisce sopra la traversa. Al 35° il Napoli da una seria sterzata al match con Hamsik che traduce in rete una buona trama raccogliendo sottomisura una palla di Zalayeta, ma l’arbitro ed il suo collaboratore decidono diversamente ed annullano ingiustamente un gol del tutto regolare. Il Napoli ha il pregio di non abbattersi ed un minuto dopo da uno scambio con Pazienza Lavezzi si crea una nuova possibilità per il vantaggio, ma trova un attento Dida sulla sua conclusione.
Nalla ripresa appare più evidente sia la crescita della squadra quanto la mano del tecnico, anche Grava, fin qui emarginato dalla gestione Reja, riesce a dare un inaspettato apporto sulla sua corsia, Mannini dall’altra è un treno che affonda e crea superiorità, Hamsik ha così gioco facile, sfoggia la sfrontatezza dei suoi tempi migliori e quando affonda pesca con una pennellata Zalayeta che al volo manca clamorosamente la rete, quando bastava solo spingere la palla nella direzione della porta. Mannini stasera è incontenibile, il ragazzo ha dato in ogni momento tutto ciò che aveva dentro, con tutta la rabbia accumulata per una ignobile vicenda che lo ha costretto lontano dal campo per due mesi. Allora Daniele con un coast to coast taglia in due il campo ed il Milan, poi Lavezzi dal limite sciupa tutto. L’argentino vuol farsi perdonare e trova la giusta profondità per innescare Zalayeta che per ben due volte trova Dida sulle sue traiettorie. Il Napoli non accenna a rallentare il ritmo, il Pocho ha buone sensazioni dalle sue gambe, che rispondono come non accadeva da tempo alle improvvise serpentine che riesce a disegnare, così prova un paio di volte la conclusione, la più pericolosa a 10 minuti dal termine sibila il palo destro di Dida. Finisce con un pareggio. ma col retrogusto della vittoria. Un Milan malmenato dalla banda azzurra, ciurmaglia di ragazzi che si è ritrovata non per caso, ma grazie alla competenza di un tecnico che ha saputo principalmente motivare il gruppo. Poi ha creato un disegno tattico semplice da seguire, con gli interpreti dai ruoli ben definiti, ritmo vertiginoso e aggressività sui portatori di palla rossoneri, così si è rivisto il Blasi migliore, capace di mettere la museruola prima a Seedorf poi a Backham, e addirittura Lavezzi finalmente disciplinato ad agire negli ultimi venti metri. Bravi un pò tutti in pratica, da Cannavaro a Santacroce, da Hamsik a Mannini, il migliore in campo. E’ il segnale ineluttabile di una ritrovata condizione fisica generale, il gioco c’è ed il peggio sembra essere passato, ora manca solo l’appuntamento con la vittoria che manca dall’11 gennaio scorso. Aggiungo solo una considerazione, la curva con uno striscione ha reso omaggio a Reja attestandogli quella meritata stima che si deve riconoscere per lealtà ad un gran signore come lui, stima che rimarrà indelebile nella memoria di tanti. Trovo però eccessivo accusare la dirigenza di aver strumentalizzato Reja, perché il friulano, tignosamente, ha scelto lui di rimanere in sella nonostante il diniego sui consigli per gli acquisti. Oggi a ragion veduta, la responsabilità della dirigenza è ben altra. Con tutto il sincero dispiacere per lui, la verità è che Reja, forse, andava sostituito prima.

Antonello Greco – Redazione NapoliSoccer.NET

3 Commenti

  1. Finalmente si intravedono i primi raggi di luce… Ieri avremmo sicuramente meritato di vincere ed il gol regolare l’avevamo anche segnato… Abbiamo avute ghiotte opportunità sia alla fine del primo tempo, che in tutto il secondo tempo.. Purtroppo paghiamo l’assenza di un bomber spietato e lucido sotto porta.. Ma questa volta mi piace guardare il bicchiere mezzo pieno, perchè la squadra pare stia tornando quella brillante di inizio stagione… Si è notato grande spirito di sacrificio, attenzione e concentrazione, ma soprattutto è tornata brillantezza atletica… Peccato avere tante assenze a centrocampo, perchè nella formazione di ieri sera Gargano e Maggio sarebbero stati fondamentali per creare ancora maggior superiorità e più profondità… Ma dobbiamo ripartire da questi segnali positivi, dal fondamentale recupero di Mannini, che ritengo tra i giocatori più indispensabili… Daniele fa bene sia la fase difensiva, che quella offfensiva e offre maggior spazio agli inserimenti di Hamsik… In più come ha dimostrato ieri, cova dentro una rabbbia che trasforma in energia positiva…
    Ripartiamo, ragazzi con l’ardore e la grinta mostrata ieri… Serve davvero una vittoria per riacquistare totale fiducia ed allora proviamoci anche in trasferta… Forza ragazzi, forza Napoli!!!!

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