La chiave tattica: Cuore o Ragione?

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La sfida tra Napoli e Milan non sarà mai una partita come le altre, la storia continua ma ci riporta, inesorabilmente ogni volta, alle mirabolanti sfide tra due club che alla fine degli anni ’80 erano al culmine della loro storia: mentre il Napoli era quello di Maradona, il Milan, invece, era di Sacchi. Una squadra simboleggiata dal suo genio, dall’estro delle sue performance. L’altra da un filosofo del calcio, maestro disciplinanante del concetto di calcio totale. Sentimento e razionalità, paradigma filosofico tanto caro a Luciano De Crescenzo mediante il quale ha provato a spiegare la genesi della cultura delle due città, tanto complementari quanto diverse, che si distinguono finanche nella tattica del pallone. Ancor oggi la sfida si ripropone sullo stesso filo d’allora, con la piccola differenza che anche sulla panchina del Napoli siede uno dei “figli” prediletti di Arrigo Sacchi, quel Roberto Donadoni che fu vincitore e vinto nelle dispute di quegli anni. Le sue squadre giocano per imporre il proprio gioco, nel suo dna c’è il 4-3-3 ma per l’occasione sceglie un più congeniale 3-5-2 dove Hamsik proverà a fare il trequartista dietro le due punte, mentre l’esterno destro, che molto probabilmente sarà Montervino, dovrà sacrificarsi in fase di ripiego. I tagli, le verticalizzazioni per Lavezzi, i suoi inserimenti come quelli dello slovacco saranno il pericolo principe per l’attempata retroguardia rossonera che non potrà giovarsi, nell’occasione, di filtri naturali come Ambrosiani e Gattuso. Se Donadoni riuscirà a far tenere alto il ritmo ai suoi, portando costante pressing su Pirlo, Seedorf e Beckham, gente che col pallone mani o piedi non fa differenza, il Napoli avrà buone chances per provare a far sua la notte del San Paolo. Dall’altra parte, però, il pericolo maggiore è l’impressionante capacità realizzativa di Pato ed Inzaghi, abili rispettivamente per velocità ed intelligenza tattica, nel mettere a soqquadro le difese avversarie giocando sul filo del fuorigioco. Ancelotti, perciò, ordinerà una tattica attendista che, nel cercare di coprire al meglio la difesa, approfitterà degli spazi che gli azzurri concederanno per lanciare a rete i suoi punteros. Lavezzi e Pato, dunque, i maggiori indiziati allo scettro di match-winner che sotto i riflettori dei media accreditati da tutto il globo, proveranno a tenere sempre alta la tensione nel posticipo.
Antonello Greco

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