Avv. Grassani: “Per Mannini decisivo l’intervento politico della FIGC”

0
27

L’avvocato Mattia Grassani, legale del Napoli, interviene ai microfoni di Radio Incontro dopo la decisione del TAS di sospendere la squalifica inflitta a Mannini e Possanzini in seguito ad un ritardo dei due calciatori a presentarsi ad un controllo antidoping, al quale poi sono risultati negativi. "La società mi ha chiesto di fare un passo indietro perché si era entrati in un percorso molto delicato e la Federazione ha deciso di agire autonomamente chiedendo direttamente al TAS la riapertura del caso. La sera della squalifica celebrammo la sconfitta della normativa antidoping, oggi la decisione del TAS è di grande riconoscimento all’attività svolta a livello politico da parte della Figc. La Federazione si è subito mossa per intervenire presso tutti gli organismi come Uefa, Fifa, Wada e TAS affinché il caso venisse riaperto, di questo le va dato grande merito. La direzione di questa pronuncia che ha natura temporanea, cautelare, è di assoluto buon senso. Una direzione di effettiva riparametrazione nella giusta ottica di quella che deve essere la finalità principale della normativa antidoping, cioè di punire coloro che eludono le normative, e di tutela della salute e della corretta competizione agonistica. Pensare che un ritardo di quindici minuti di due atleti, risultati poi negativi al controllo sangue-urine, possa essere equiparato, come trattamento sanzionatorio, a chi assume sostanze dopanti, era un concetto aberrante e oggi il TAS pone rimedio a una grossa falla creata nella normativa antidoping".
Il Tribunale arbitrale dello sport di Losanna ha deciso di riaprire il caso, il prossimo 3 aprile è attesa la decisione nel merito che potrebbe portare alla revoca della squalifica per i due calciatori, che potranno scendere in campo con le rispettive squadre già a partire da questo weekend. "Il 3 aprile ci sarà la discussione sul merito, se sommiamo i quindici giorni già scontati nei due gradi di giudizio federale, i 50 di squalifica a seguito del pronunciamento del TAS ora riaperto, se il TAS ritenesse oltre alla squalifica già scontata, una sanzione pecuniaria, questo potrebbe essere il ripristino di una situazione di legalità fortemente minata con la prima pronuncia. Questo è il primo caso in cui senza sollecitazione da parte della magistratura svizzera il TAS torna su un proprio provvedimento, in tempi così rapidi sospendendo una decisione presa poche settimane fa. Il quadro è particolare, farà giurisprudenza e sarà una pronuncia importante anche a livello di comportamenti e proporzionalità in materia antidoping. E’ una situazione eccezionale, la precedente pronuncia ha stravolto elementari regole del diritto, c’è stata una levata di scudi da parte di tutti gli organismi nazionali, europei e mondiali. Questo caso è figlio di un’assoluta sproporzionalità tra la sentenza e il reale svolgimento dei fatti, che ha visto un’indignazione generale da parte del mondo del calcio e non solo".
Nei giorni successivi al primo provvedimento si era detto che la Wada e la Fifa non avrebbero potuto impugnare il provvedimento del Coni in quanto è previsto solo in alcuni casi specifici la possibilità di intervenire a livello nazionale. L’avv. Grassani chiarisce la situazione: "Questa è una delle ipotesi e uno degli argomenti che verranno discussi il 3 aprile. Certamente la normativa al punto non è assolutamente pacifica nel far ritenere ammissibile l’impugnativa della Wada. Il TAS ha superata questa eccezione. In questo momento di sospensione della squalifica il tema è intatto e intonso, il 3 aprile sapremo se ci sarà una pronuncia nel merito del TAS, e a quel punto il problema del carattere nazionale dei giocatori dovrà ritenersi superato. Viceversa il TAS potrebbe annullare la propria decisione, ovviamente rimarrebbero salvi gli effetti della squalifica fino ad oggi, ma in questo caso risulterebbe accolta la tesi della non competenza del TAS su appelli di questo genere da parte della Wapa su atleti come Mannini e Possanzini".
In merito alla disposizione Wada legata alla reperibilità degli atleti per possibili controlli antidoping a sorpresa, l’avvocato Grassani esprime la sua opinione: "Secondo la Wada uno sportivo deve essere completamente reperibile durante tutto l’anno, con tempi di risposta ad eventuali convocazioni che non consente una normale pianificazione di vita ordinaria e umana. Qualora questa risposta non dovesse pervenire si rischia una squalifica. Sotto questo profilo non seguo la Wada, non credo siano questi i mezzi per combattere il doping. Gli atleti sono prima di tutto uomini, e la loro libertà non può essere calpestata da istituti come questo della Wada".

Redazione NapoliSoccer.NET – (fonte: radio incontro – tmw)

 

Condividi
Articolo precedenteNapoli a lezione di tattiche
Prossimo articoloRonaldinho: “Voglio giocare a casa-Maradona”
Giornalista e Vice Direttore di Napolisoccer.NET . Tifoso del Napoli, coniugo l'amore e la passione per gli azzurri alla deontologia propria del lavoro di giornalista. Il piacere di raccontare le vicende azzurre, con i suoi risvolti sociologici, con criticità e romanticismo quando ci vuole. Pratico la libertà d'informazione senza condizionamenti.

LASCIA UN COMMENTO