Donadoni presto sul green del golf club di Castelvolturno

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Le buche ed i green visti da lontano facevano troppo gola a Roberto Donadoni, ed appena ha avuto un attimo libero non ha resistito scendendo le scale che portano dalla hall dell’albergo alla Club house. Cinque minuti prima dell’allenamento, giusto il tempo per informarsi su come poter fare un giro sulle 18 buche dell’impianto domizio. «È un giocatore molto forte. Ha un handicap di 4.2, quasi un professionista», spiega Miguel De Sousa, direttore tecnico del Castelvolturno golf club. «Mi ha chiesto qualche notizia sul percorso assicurandomi che tornerà non appena avrà un po’ di tempo libero». Un campo di grande e vario interesse tecnico, che si snoda su cinquanta ettari di terreno ondulato, ricco di dune e ostacoli d’acqua. Un percorso a diciotto buche, 6.037 metri par 71, straordinariamente suggestivo, con le prime nove immerse nella pineta e le seconde nove realizzate sul terreno sabbioso a ridosso del mare. L’ideale per esaltare i suoi drive, precisi come un cross, o gli approcci sul green rasato come l’erba del San Paolo. Passione cominciata nel ’90, quando era al Milan. Merito di un amico, Marco Spreafico, che aveva convinto un bel gruppetto di giocatori. Con Donadoni anche Massaro, Van Basten, Gullit e Tassotti. E tra le amicizie importanti quella di Emanuele Canonica, cui Roby Donadoni ha fatto il caddie in occasione di una recente tappa del tour europeo. E chissà che il nuovo tecnico azzurro non trovi nuovi compagni di avventura proprio tra i giocatori del Napoli. Più volte, infatti, il Golf club di Castelvolturno ha spezzato la monotonia dei ritiri con Hamsik, Cannavaro e Luca Bucci che hanno preso lezioni con gli istruttori del golf club. «Non mi stupirebbe sapere che il nostro campo di golf sia stato argomento di conversazione tra De Laurentiis e Donadoni – commenta Luigi Maria D’Angiolella, delegato regionale per la Federgolf – La tessera onoraria è già pronta e gliela consegnerò personalmente. Comunque sappia che siamo a sua completa disposizione in ogni momento, ma non vogliamo disturbare né il suo lavoro, né la sua privacy». La gioia lascia poi il passo ai saluti per Edy Reja. «Un signore al quale mando un abbraccio fortissimo. Il nostro campo è sempre aperto. Ricordo che una volta vinse una partita importante il sabato sera e la domenica era sul campo di golf per un’altra gara. Cosa fece? Vinse, ovviamente, e fu festa grande».
Fonte: Il Mattino



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