A Radio Crc nella trasmissione “Si gonfia la rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto il Presidente della Lega Calcio di Serie A Maurizio Beretta, che ha rilasciato le seguenti dichiarazioni sintetizzate da Napolisoccer.NET:
“Legge sugli stadi? Mi sembra una buona domanda che ci facciamo anche noi che spingiamo, dalla nascita della Lega di serie A, per avere una legge che consenta alle società di calcio di avere impianti di proprietà e direttamente gestiti dalle società medesime. Questo andrebbe a rappresentare un grande salto di qualità nella capacità di governare gli impianti, consentirebbe alla società di far vivere questi luoghi e questi impianti sette giorni su sette e non soltanto in quelle pochissime ore in cui c’è la partita, con tutta una serie di attività correlate. Nel calcio inglese, tedesco e spagnolo la gestione diretta degli impianti in cui si gioca rappresenta un salto importante nei ricavi. In Italia le entrate dello stadio vanno dal 12% al 17% del complesso dei ricavi. Nei paesi in cui gli stadi sono di proprietà delle società, questi rappresentano circa un terzo dei ricavi sociali.
Se c’è stata una pressione sulla politica affinché si attuasse questa legge? Sì, è stata un’attività che ha avuto momenti di accelerazione e lunghi momenti di stop. Il Senato presentò un ottimo testo di legge nel 2009. Nell’autunno del 2009 dunque si sperava che questo progetto rappresentasse la base per una rapida approvazione da parte della Camera che invece l’ha valutato a lungo, l’ha modificato e finalmente, dopo lunghi dibattiti e confronti, è riuscita ad approvare un testo prima delle vacanze estive. Ovviamente è un testo diverso per cui c’è bisogno di un ulteriore lettura da parte del Senato medesimo. Ci auguriamo un’approvazione rapida, una capacità vera del testo normativo di consentire procedure certe, tempi rapidi e quei meccanismi di compensazione che consentiranno al nostro Paese di essere l’unico a costruire stadi di nuova generazione senza chiedere al contribuente un solo euro.
Napoli e Lazio modelli da seguire? Penso ci sia un punto di riferimento da tenere sempre presente ed è quello di assicurare sostenibilità economica e sportiva al calcio italiano nel medio e nel lungo periodo. Poi, le strade e i modi per arrivare a garantire sostenibilità nel tempo possono attraversare fasi diverse. C’è chi viene da periodi di forte crescita dei ricavi, chi viene da periodi in cui ha visto crescere più velocemente i costi. Quello che tutti dobbiamo tenere presente è che nell’interesse delle società, dei giocatori e dei tifosi l’obiettivo vero e strategico è quello di garantire sostenibilità nel tempo. Su questo credo si stia orientando un po’ tutto il grande calcio italiano. Credo vada sottolineato il fatto che il campionato italiano sia caratterizzato da una competizione ampia e dal risultato incerto fino alla fine, questo contribuisce in maniera determinate a farne uno di quei tornei più importanti e seguiti al mondo.
La strategia di Prandelli di guardare ai giovani? Non sono in grado di dare giudizi sulle scelte tecniche. Il lavoro che viene fatto dalle società di appartenenza dei calciatori è quello di far crescere i giocatori, di allenarli nel modo migliore e portarli ad essere grandi protagonisti nel mondo del calcio. Questo lavoro ha ovviamente dei riflessi positivi nel mondo della Nazionale dove si innesta il lavoro del commissario tecnico. È quindi un cocktail che ha bisogno di tutte queste componenti. Credo che il calcio italiano continui ad essere una delle realtà più importanti a livello mondiale, ha giocatori di talento sia esperti che giovani. C’è stato un ricambio importante e credo che possiamo guardare al futuro con il giusto grado di ottimismo.
Se immagino il Napoli in lotta per il tricolore? Non sono nelle condizioni di fare pronostici sportivi. Però credo sia un po’ la cronaca di questi anni cioè di un campionato italiano in cui i protagonisti sono tanti e questo fa la differenza dell’Italia rispetto ad altri Paesi dove ci sono importantissimi protagonisti ma dove la storia è sempre la stessa. Il campionato italiano è equilibrato ed incerto. Questo è il nostro marchio di qualità che dobbiamo rivendicare perché apre nuove prospettive e può ogni anno creare dei nuovi protagonisti”.
Redazione Napolisoccer.NET
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