Il profilo di Donadoni, il nuovo tecnico del Napoli

7
76

Conosciamo meglio il nuovo tecnico del Napoli.
Roberto Donadoni è nato a Cisano Bergamasco, il 9 settembre 1963. E’ stato un ottimo centrocampista di fascia destra dalla forte vocazione offensiva, dotato di eccellente visione di gioco, grande velocità, tecnica notevole e di un dribbling eccezionale, in grado di giocare indifferentemente da centrale, trequartista e ala. Micidiali erano i suoi calci piazzati. Ha una grande esperienza internazionale che lo ha portato a vincere con il Milan praticamente tutto, sia in ambito nazionale che in quello internazionale.

GLI INIZI DA CALCIATORE: Muove i primi passi con l’Atalanta con la quale disputò il campionato giovanile nella stagione 1981/1982 e quello di Serie B nell’annata seguente (18 presenze). I bergamaschi non riuscirono a salire di categoria ma Donadoni rimase lo stesso con i nerazzurri, collezionando nella stagione 1983/1984 26 presenze (con 2 reti) e contribuendo in maniera decisiva alla promozione dei bergamaschi in Serie A.
Nell’estate del 1986 venne acquistato dal Milan (fu il primo acquisto gestito personalmente da Silvio Berlusconi) con cui rimase fino al 1996, inanellando una serie impressionante di trionfi. Sei scudetti, tre Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali e quattro Supercoppe Italiane. In pratica tutto quello che si poteva vincere con una squadra di club a livello nazionale ed internazionale. Dopo due stagioni interlocutorie negli U.S.A. con i New York Metrostars, nel gennaio 1997 tornò al Milan su richiesta di Fabio Capello. Restò con i rossoneri due anni, con 24 presenze in tutto e uno scudetto nella stagione successiva (quello di Alberto Zaccheroni), per poi chiudere la carriera, da giocatore, in Arabia Saudita con l’Al-Ittihad, con cui vinse l’ultimo scudetto della sua straordinaria carriera. Vanta anche molte presenze in Nazionale Italiana (63 con 5 gol) dove fu un punto fermo dal 1986 al 1996. Fu vice-campione mondiale in quanto facente parte alla sfortunata selezione che ad Usa 94 si arrese solo in finale, ai rigori, contro il Brasile. Nel 2000 si ritirò dal calcio giocato.

CARRIERA DA ALLENATORE: Ottenuto il patentino di allenatore, inizia nel Lecco, guidandolo al 9/o posto in C/1 nel 2002. L’anno dopo passa al Livorno e ottiene il 10/o posto in B. Nel 2003/2004 va al Genoa, sempre in B, ma viene esonerato dopo tre sconfitte in altrettante gare. Nel gennaio 2004 viene richiamato da Spinelli sulla panchina del Livorno ed è proprio in Toscana che lascia il segno: grazie ai gol di Cristiano Lucarelli ed un ottima squadra costruita dal presidente Spinelli, infatti, riesce a trascinare i toscani verso la promozione in A. L’anno dopo, nella massima serie, il Livorno chiuderà un campionato straordinario all’ottavo posto. Un risultato per certi versi storico, Lucarelli si riconfermerà capocannoniere con 24 gol. Il tecnico lascerà Livorno nel febbraio 2006, dopo avere rassegnato le dimissioni, a causa di un banale litigio con il presidente per colpa di un giocatore. Poi solo dopo Spinelli dichiarerà di aver commesso un grande errore e che il prima possibile cercherà di sdebitarsi col tecnico lombardo.

LA PARENTESI AZZURRA: In seguito all’addio di Marcello Lippi, dopo la conquista del Mondiale, il 13 luglio Donadoni viene scelto un po a sorpresa dal commissario straordinario della Figc, Guido Rossi, come successore nella carica di ct della Nazionale italiana. Esordisce il 16 agosto 2006, a Livorno, contro la Croazia, in un’amichevole in cui rimedia una sconfitta (2-0). L’inizio non è entusiasmante: pareggio (1-1) contro la Lituania e sconfitta contro la Francia (3-1). L’Italia di Donadoni poi si rimette in carreggiata e conquista sette vittorie nelle successive otto partite. Vincendo per 2-1 contro la Scozia, l’Italia si qualifica per gli Europei di Austria e Svizzera. L’esordio nella fase finale però non è dei migliori: netta sconfitta per 3-0 contro l’Olanda. Nella partita contro la Romania finisce 1-1, un risultato che mette a rischio la qualificazione dell’Italia ai quarti, ma nell’ultimo e decisivo confronto del girone, contro la Francia, gli azzurri vincono 2-0 e si qualificano, grazie anche alla vittoria dell’Olando sulla Romania. Contro la Spagna la partita finisce 0-0 dopo i tempi supplementari e gli azzurri vengono eliminati ai rigori (decisivi gli errori di De Rossi e Di Natale). Il 26 giugno la Figc dichiara concluso il rapporto con Donadoni e richiama Lippi. La sua esperienza da allenatore della Nazionale si conclude con un bilancio di 13 vittorie, 5 pareggi e 5 sconfitte in 23 partite disputate.
Poi, dopo voci che si rincorrevano, dopo smentite e attestati di fiducia da parte della società partenopea nei confronti di Reja, a sorpresa è arrivato l’annuncio quando nessuno se lo aspettava. Marino come sempre ci ha spiazzato tutti quanti di nuovo. Per Roberto due anni e mezzo di contratto. Con lui, a Napoli, anche il suo vice Mario Bortolazzi.
Trattativa lunga poi, come rivelato da Gianni Di Marzio, perchè Donadoni voleva un contratto di due anni e mezzo mentre il Napoli gle ne offriva solo uno e mezzo.

Insomma nel destino di Donadoni c’è sempre l’azzurro, stavolta azzurro Napoli. In bocca al lupo Roberto per questa tua nuova avventura.
Salvatore Testa



7 Commenti

  1. Forse Donadoni sarebbe comunque arrivato a giugno, ma esonerare Reja è stato sbagliato, sia perchè è una vigliaccheria tradire colui il quale ha fatto i salti per riportare il Napoli in A (siete sicuri che con un altro allenatore il Napoli sarebbe tornato subito in A?) sia perchè si ci comporta da uomini e lui lo è stato non abbandonado mai il progetto Napoli, sempre lì pronto a lottare, ma lui era sicuramente l’ultimo da colpevolizzare. I giocatori in tutto questo hanno anche una forte responsabilità perchè non bisogna prendersela se c’è qualcuno in squadra che guadagna di più o è più bravo, giovane e con delle ambizioni: VIA SUBITO DAL NAPOLI QUESTE PERSONE. E poi diciamo BASTA a questo comportamento intollerante…..non mi sembra che nelle ultime 9 partite il Napoli abbia meritato poi più di tanto il pareggio. Quindi chiedo ai Napoletani un pò di sale in zucca e un pò di maturità…..purtroppo noi Italiani sappiamo sempre fare gli allenatori….e gli arbitri!!!!!! Questo al calcio famale perchè andiamo in Europa a confrontarci e becchiamo le batoste!

    Speriamo in un futuro meno CRITICO

    Forza Napoli

  2. C’e’ qualcosa di strano in questa faccenda…..prima si continua con Reja poi NO e poi la fretta di cambiare adesso che e’ inutile…senza aspettare a giugno che arrivi un allenatore ,secondo me, piu’ adatto ai giocatori del napoli……BA….forse e’ la voglia di Marino e Aurelio di ritornare sul palcoscenico (dopo mesi di latitanza) come salvatori della patria? SPERO PROPRIO DI NO.
    Comunque speriamo che il Napoli torni, perlomeno, a lottare in campo il sacrificio e’ stato compiuto…guardiamo avanti Reja sapra’ badare a se stesso anzi penso che senza sto stress di napoli stara’ meglio.
    sergio

  3. son d’accordo con te non si può imputare tutto a reja ,anche perchè abbiamo una difesa ridicola e quelli so un centrocampo con due buoni e gli altri da buttare e non parliamo poi dell’attacco, oramai la stagione era questa bisognava chiuderla salvandoci poi cambiare allenatore 3 in difesa salvando solo santacroce un paio a centrocampo e un attacante con le palle che segni in tutti i modi

  4. Mi dispiace per Reja…la crisi del Napoli non è colpa sua….e perdere un allenatore…ma soprattutto un “SIGNORE” d’altri tempi come lui…di certo non farà bene a Napoli ed al Napoli….

  5. La dirigenza non doveva pugnalarlo in questo modo. Se l’unico acquisto nel mercato di riparazione è Datolo (acquisto ke tra l’altro reja non voleva) xkè dare la colpa a lui e nn ai dirigenti?? Nelle ultime 9 partite ho visto in campo 11 cadaveri, da Cannavaro a Pazienza passando per Denis e Datolo, come pretendiamo di arrivare in eufa con quest giocatori?
    Spero di sbagliarmi sull’argomentoe sul pronostico, ma non credo che Donadoni riuscirà a portarci in uefa. Se così fosse l’unico risultato ke avremmo raggiunto a fine anno sarebbe la salvezza, risultato che Reja aveva già quasi raggiunto.
    In definitiva perchè spendere soldi quando con entrambi gli allenatori raggiungeremo lo stesso obiettivo?
    Dopo gli acquisti di quest’anno la dirigenza del Napoli ha fatto un altro grande affare…

  6. reja non aveva più niente da dire alla squadra…tutto ha un inizio e una fine dispiace ke è finita cosi’, col senno del poi si può anke dire ke mr reja non doveva neanke iniziare questa stagione ma dopo l’anno scorso come si poteva a non confermarlo? la legge del calcio dice di voltar pagina e finire in tranquilità questa stagione e ricominciare alla grande la prossima(si spera).fiducia al nuovo ct e un saluto di cuore a reja.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here