Grassani (avv.): “Eventuale coinvolgimento Rosati non riguarderebbe il Napoli”

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"Se il portiere del Napoli fosse coinvolto in questo scandalo, non risponderebbe la società calcio Napoli perché al momento dei fatti, il calciatore non era un dipendente del Napoli".
A Radio Crc nella trasmissione “Si gonfia la rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto l’avvocato Mattia Grassani che ha rilasciato le seguenti dichiarazioni sintetizzate da Napolisoccer.NET: “Il quadro che emerge dalle dichiarazioni di Gervasoni è devastante per il calcio italiano. Il primo passaggio è quello di verificare e dare dei risconti alle dichiarazioni espresse. Quello che emerge dall’interrogatorio di Gervasoni è uno scenario di possibile responsabilità di molti. Probabilmente assisteremo anche quest’anno ad un campionato pieno di asterischi. I casi sono due: o Gervasoni ha grande fantasia, oppure qualche fondamenta nelle sue dichiarazioni c’è. In questo momento potrebbe crollare tutto il calcio europeo e poi chissà come si potrebbe ripartire dando credibilità a questo sport. Se ci fosse un coinvolgimento di Rosati? Il club risponde a titolo di responsabilità oggettiva per l’operato dei propri tesserati ma ciò che è importante per ogni addebito è il momento in cui il fatto è stato commesso. Secondo quanto emerge Rosati sarebbe coinvolto con tutte le cautele e le presunzioni di innocenza dovute costituzionalmente a tutti i soggetti. Se il portiere del Napoli fosse coinvolto in questo scandalo, non risponderebbe la società calcio Napoli perché al momento dei fatti, il calciatore non era un dipendente del Napoli. Mi sento di poter escludere qualunque tipo di addebito alla società partenopea. Qualora Rosati dovesse essere ritenuto responsabile di qualunque violazione confidiamo che sia innocente ma qualora non lo fosse, il Napoli subirebbe un danno di immagine e un danno patrimoniale perché il giocatore potrebbe essere squalificato e non potrebbe rendere la prestazione per la quale la società azzurra lo paga. Il problema culturale è di fondo perché al di là delle regole, se si minimizza ogni scaldalo non sarà di esempio per il futuro del calcio. Però certamente il sistema normativo va rivisto. In Italia ci sono leggi che risalgono all’89 per quanti riguarda le sanzioni. Se il reato di frode sportiva venisse inasprito con la reclusione di un numero considerevole di anni, certamente costituirebbe un deterrente. Credo che un reato di frode commesso da uno sportivo sia ancora peggiore di un illecito commesso da chiunque perché uno sportivo è consapevole di alterare il cammino di un intero campionato. Credo che chi dovesse essere ritenuto responsabile di illecito sportivo, non dovrebbe avere una seconda opportunità ed essere espulso definitivamente da ogni attività sportiva. Il danno principale del fenomeno delle scommesse è sul calcio di base perchè coinvolge i nuovi adepti che, vedendo questo scempio, cambieranno sport perché il calcio perde di credibilità. È necessario che tutti collaboriamo per reprimere questo fenomeno devastante. Il problema non va isolato ma portato alla luce e risolto una volta per tutte”. 
 
Redazione Napolisoccer.NET

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