Prof. Morelli: “Il ritiro influisce negativamente sul giocatore”

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“Per superare le crisi meglio lasciare liberi i giocatori”
Il direttore dell’istituto Riza di Medicina Psicosomatica di Milano, Raffaele Morelli, intervenendo a “Radio Goal”, sulle frequenze di Kiss Kiss Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni: “Il ritiro, sia punitivo che “di concentrazione”, influisce negativamente sul giocatore e, di conseguenza, su tutto il gruppo, perché si evoca sempre il fantasma della sconfitta. L’aggregazione va bene, purché duri due, tre giorni. Più si parla di un problema, più si perde la capacità spontanea di trovare soluzioni. Il cervello vuole essere lasciato libero. Pagare poi per colpe di altri fa creare frustrazioni più grandi soprattutto in chi è “innocente”. Si rischia di creare più aggressività e frustrazione: i provvedimenti disciplinari andrebbero presi ad personam. In questo modo, tra l’altro, vengono inibite le capacità creative dei singoli. Lo spirito di gruppo è fondamentale, se tutti hanno lo stesso obiettivo, il cervello riesce a dare anche un 25, 30% in più di risorse non solo mentali, ma anche fisiche. Continuare in ritiro a parlare del problema, a tirar fuori sempre il senso di colpa, fa stare peggio tutto il gruppo. I giocatori, invece, in casi di difficoltà dovrebbero anche avere la possibilità di svagarsi, passare un po’ di tempo con i propri familiari per qualche giorno, per ritrovare il morale e la condizione psicologica”.
Redazione NapoliSoccer.NET



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