Al Napoli la crisi, al Genoa i tre punti

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Il Commento di Napoli – Genoa.
E’ sicuramente la sconfitta più amara della stagione. Al Genoa è bastato giocare al calcio per avere la meglio sul Napoli al quale non è bastato il lungo ritiro di Castelvolturno per venire a capo di una crisi lunga e complicata, cominciata forse dalla trasferta in campionato col Torino e perpetuatasi per ben due mesi. La crisi atletica è ormai inghiottita da quella psicologica che lega gambe e testa di chiunque indossi la casacca azzurra, svilendo le cose più semplici, i passaggi più elementari fino alla tecnica di base. Diventa imbarazzante anche il semplice commento alla partita per la quale 50.000 tifosi celebrano un gemellaggio, negato in altre occasioni dal Cams, che dura da ben 27 anni. Ma a far festa anche stavolta sono i colori rossoblu, una squadra quella di Gasperini che fa invidia ai tanti tifosi partenopei, per la dinamicità di un collettivo che suona come un’orchestra, per l’abbondante qualità tecnica costretta anche alla panchina e per quella dose di cinismo che nel calcio non può e non deve mai mancare. Il Napoli comincia la partita abbastanza contratto portandosi dietro ancora evidenti scorie delle precedenti prestazioni negative, segno eloquente la leggerezza di Vitale in area al 18° che mette Milito gratuitamente nella condizione di battere a rete, fortuna che Navarro chiude lo specchio al “Principe” genoano, un signor giocatore, capace tanto in zona gol quanto da regista avanzato. Gli azzurri però pian piano riescono, con più convinzione e senza lasciare troppi spazi alle ripartenze ospiti, a salire col baricentro pur senza riuscire a portare seri pericoli alla porta di Rubinho che ha tremato soltanto all’8° su un colpo di testa di Denis su palla inattiva calciata da Vitale, mentre al 41° ha trovato nel suo compagno di reparto Ferrari il tempismo per la chirurgica chiusura su Lavezzi lanciato in profondità senza l’adeguata misura da parte Denis. Fin qui una gara fisica e tattica giocata sullo stesso livello da entrambe le contendenti, ma al Genoa va però riconosciuta una migliore qualità di manovra. La differenza però risiede anche nelle idee e nelle frecce a disposizione degli allenatori e Gasperini, il tecnico dei rossoblu, al 55° non ha remore ad approfittare delle lacune azzurre e per ridisegnare la squadra, così toglie Palladino e Mesto mandando in campo Sculli e Jankovic optando per un 3-4-3 senza più veli, operato da esterni capaci di presidiare in ugual misura tutta la fascia di competenza dando al contempo più profondità di manovra. Bastano così pochi minuti per veder sgretolarsi il Napoli, prima ci pensa Milito a costringere Cannavaro ad un salvataggio quasi sulla linea di porta ed un minuto dopo, al 24°, la geometria disegnata da Thiago Motta manda in gol Jankovic liberato elegantemente davanti a Navarro. La partita in pratica finisce qui, il Napoli purtroppo non ha la forza di reagire, si butta in avanti senza né capo né coda, così come appare una boutade la contromisura adottata da Reja: fuori Denis ed un irriconoscibile Maggio e dentro mezza banda bassotti composta per l’occasione dai volti di Russotto e di Pià. Forse più una lezione a qualcuno che un vero e proprio accorgimento tattico. Comunque il Genoa controlla fino al fischio finale di Orsato, la cui cabala racconta che al Napoli il suo fischietto, ahimè, non porta per niente bene, ma quest’oggi, almeno, ha compiuto il suo dovere. Per il Napoli ora tutto da rifare, ma proprio tutto, nessuna meraviglia se si ricorresse al cambio dell’ allenatore (De Canio traghettatore?) ma sarà fondamentale rivedere gli obiettivi stagionali, ciò per non gravare psicologicamente ed oltremisura sui giocatori che a quanto pare non riescono più a seguire come una volta la guida tecnica. Non erano brocchi prima e non lo saranno neanche domani, ma ora serve il loro pieno recupero, salvando il salvabile, dando loro modo di trovare la via d’uscita da una frustrazione nella quale si sono avvitati. Ora solo il tempo, la tranquillità ed il lavoro per obiettivi condivisi saranno l’unica medicina percorribile, laddove la società dovrà rimodulare al più presto il suo progetto con più credibilità, cercando di riportare il gruppo agli antichi equilibri salvaguardando tra l’altro la voglia di Napoli dei tifosi e dei vari Lavezzi, Hamsik & Co. In fin dei conti a Napoli nei miracoli ci crediamo sempre…

Antonello Greco – Redazione NapoliSoccer.NET
 

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