Mannini e Possanzini: Il Coni appoggia Abete

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Anche il Coni appoggia la FIGC, intanto a fine mese si saprà se la richiesta di revisione sarà accettata o meno. IN Serie B caso simile, se Cherubin sarà assolto Mannini e Possanzini potranno vedere il loro futuro con maggiore ottimismo.
Dopo la Fifa, anche il Coni. Tutti uniti per riabilitare Daniele Mannini e Davide Possanzini, squalificati un anno dal Tas di Losanna per un ritardo al controllo antidoping. La mobilitazione è generale. Il vertice di un’ora, al Foro Italico, è servito a stabilire la strategia. Petrucci ha firmato e inviato alla Wada la lettera preparata dal segretario generale Pagnozzi, che ruota su tre principi: il rispetto della privacy, l’applicazione del diritto comunitario a cui la Wada deve attenersi e la sproporzione della sentenza. Mannini e Possanzini, che non hanno usato sostanze dopanti, sono stati puniti più severamente di certi atleti trovati positivi al controllo.
La Federazione, rappresentata all’incontro dal presidente Abete e dal suo vice Albertini, chiederà all’Agenzia mondiale antidoping di farsi promotrice di un’istanza di revisione della sentenza attraverso nuove prove e nuove testimonianze. Tanto che nei prossimi giorni verrà preparato un dossier. «Nel rispetto dei giudizi presi, chiederemo che il caso venga approfondito », ha spiegato Petrucci. Abete è soddisfatto che il Coni sia vicino alla Federcalcio. Inoltre ci sarà massimo coordinamento tra la Figc e i tesserati in questione. Ieri pomeriggio, negli uffici di via Allegri, i nuovi collegi difensivi di Possanzini e Mannini hanno perfezionato la strategia con l’avvocato Gallavotti. Al vertice in casa del Coni hanno partecipato anche Matarrese e Campana, rispettivamente presidenti di Lega e dell’Aic. «Speriamo in una valutazione più organica», ha fatto sapere Abete. Anche al Coni sono speranzosi: «C’è uno spiraglio ». Ma la strada è in salita. E Franco Carraro, dell’Esecutivo del Cio, ha sottolineato: «Le sentenze, per quanto dure, vanno accettate». La temperatura dell’intera vicenda si misurerà il 15 febbraio quando il Tas deciderà il destino di Nicolò Cherubin, 22 presenze nel Cittadella, che più o meno si trova nella stessa situazione di Mannini e Possanzini per un ritardo al controllo antidoping. All’epoca dei fatti, il 31 ottobre 2007, giocava nella Reggina e la partita incriminata è quella con il Livorno. Se Cherubin fosse assolto, o ricevesse una punizione più lieve rispetto agli altri due, Mannini e Possanzini potrebbero guardare al futuro con maggiore ottimismo.

Redazione NapoliSoccer.net – Corriere della Sera

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