Calcio: Torino, Novellino pensa al mercato “qualcosa ci manca”

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Un terzino, un vice Dzemaili e, magari, una punta di scorta. Il Torino guarda con interesse al mercato di riparazione ormai alle porte. ”Se abbiamo solo quindici punti in classifica – osserva il tecnico Walter Novellino – vuol dire che ci manca qualcosa. E la societa’ – rivela a margine del primo allenamento del 2009 – si sta guardando intorno”. La caccia ai rinforzi e’ gia’ partita. Il ds Pederzoli e il suo nuovo capo degli osservatori – lo spagnolo Xavier Rico Ribalta Sanchez – stanno scandagliando i campionati di mezzo mondo alla ricerca dei giocatori giusti. Meglio ancora se giovani. ”Sono un allenatore a cui piace far giocare i giovani – sottolinea Novellino – perche’ possono sbagliare una partita, ma non la seconda. Alle volte, invece, chi e’ molto esperto da’ le cose per scontate”. Porte chiuse per Volpi, quindi, il centrocampista trentacinquenne del Bologna che Novellino ha allenato a lungo alla Sampdoria? ”Lui e’ un grandissimo – risponde il tecnico granata – ma non l’ho chiesto”. Anche perche’ in quel ruolo ci son gia’ Saumel, Barone e Zanetti. Oltre alla rivelazione Dzemaili, ”un giocatore – dice di lui – molto forte in prospettiva, anche se deve imparare a verticalizzare di piu”’. La priorita’, comunque, resta quella di un difensore, con Dellafiore e Potenza tra i piu’ gettonati. ”Arrivera’ un terzino – si lascia scappare Novellino – anche se ho fiducia in Colombo e voglio fargli capire che e’ un giocatore importante”. Proprio oggi il difensore di fascia ha ripreso ad allenarsi con i compagni in vista della trasferta contro il Genoa. ”Questa e’ una sosta che serve per verificare lo stato della squadra – continua l’allenatore – e per recuperare alcuni giocatori come appunto Colombo, Diana e Ogbonna (reduce da un brutto incidente stradale, ndr) sul cui rientro resto ottimista”. Potrebbero invece vivere i loro ultimi giorni in granata Malonga, Franceschini e Ventola. La societa’ li ha messi tutti sul mercato: ”Vogliamo dare la possibilita’ a chi gioca poco – conclude – di trovare spazio”

fonte:ansa

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