L’anno nero dello sport a squadre

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Ei fu, il basket. I canestri degli uomini a Napoli: finiti con la sconcertante dipartita del club che aveva vinto una Coppa Italia, arrampicandosi lassù, fino ad una semifinale scudetto persa in gara 5 contro Bologna. Restano le macerie, nulla è rimasto della pallacanestro al maschile, dopo il fallimento del Napoli di Maione. Solo rabbia e malinconia. Napoli che se ne va. Rischia di ritrovarsi in braghe di tela anche il Napoli Basket Vomero. L’ex Phard dei canestri rosa, il club e le ragazze che hanno vinto come nessuno a Napoli, nel quinquennio sportivo prossimo alla fine. «Il ciclo si è esaurito. Siamo privi di sponsor e senza una casa nostra, pur avendo vinto tanto», denuncia Pasquale Panza, storico presidente, il dirigente che ha conquistato il maggior numero di trofei a Napoli, negli ultimi cinque anni. «Vorremmo conservarci ai vertici, ma la città non esprime aiuti, tampoco sponsor in grado di garantire un minimo di programmazione». Gridi di dolore, urla disperate. «Abbiamo esperienza e capacità, un peccato non poterle mettere in campo. Napoli, nello sport, è costretta a volare basso. Siamo alla frutta». Un anno orribile il 2008 per gli sport di squadra, esclusivamente olimpici. Discipline doc. Il fosco panorama è una cartolina che regala appena due immagini in controtendenza. Capri con l’entusiasmate scudetto del tennis e il tricolore juniores dei giovanissimi pallanuotisti del Posillipo allenati da Mauro Occhiello. «Spariscono importanti realtà, vivono una precaria esistenza gloriose società, abbandonate dagli sponsor e spesso senza una casa propria, come il Napoli Basket», si unisce al coro allarmato Amedeo Salerno, presidente provinciale del Coni di lungo corso, governatore e motore dello sport a Napoli. Testa sottacqua, costretta dalla crisi economica tracimante a una poderosa apnea, annaspa la pallanuoto. L’onda alta minaccia di travolgere perfino il Posillipo della gloriosa squadra vanto della città, capace di portarla anni fa in cima al mondo, sodalizio polisportivo e circolo abitato da molte anime in forte contrasto tra loro. I risultati sono purtroppo sotto gli occhi di tutti: impoverita la squadra, non più la grande squadra vincente in Europa, malgrado le acrobazie di Carlo Silipo, sotto forma di miracoli tecnici, le sterzate richieste dal neo presidente Caiazzo, e l’alta professionalità dei giocatori. Prospettive poco allegre pure in piscina. Il Posillipo potrebbe perdere a fine stagione i nazionali montenegrini Zlokovic e Janovic, il mancino emergente Gallo, il portiere Negri. Andamento verso il basso, di fatto, non ha consentito all’ex presidente Mazzone di onorare le promesse fatte all’atto dell’insediamento: la conquista dello scudetto, l’organizzazione della final four di Eurolega a Napoli, il bilancio in attivo. Il Posillipo è attualmente quarto in campionato; fuori dall’Eurolega, prosegue il cammino in Coppa Len. Chiosa Amedeo Salerno: «Le grandi squadre sono lo specchio della crisi economica. Mancano gli sponsor e un impianto di media grandezza e capienza». Ei fu, il volley. Alzate e schiacciate degli uomini sono assenti da anni a Napoli; Arzano ha trasferito in Lombardia il titolo delle donne capaci di arrampicarsi, tempo fa, fino al massimo campionato. Al di là del pallone imperante, Napoli denuncia forti ribassi alla borsa delle discipline olimpiche di squadra. Preoccupato, non rassegnato Amedeo Salerno. «Siamo messi bene negli sport individuali. I corpi militari accolgono i nostri atleti migliori, li tesserano e li sostengono in tutto». Napoli quattro volte sul podio a Pechino: Occhiuzzi, Tarantino, Picardi, Sarmiento. «Siamo la provincia italiana più medagliata all’olimpiade».

Fonte: Il Mattino
 

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Giornalista e Vice Direttore di Napolisoccer.NET . Tifoso del Napoli, coniugo l'amore e la passione per gli azzurri alla deontologia propria del lavoro di giornalista. Il piacere di raccontare le vicende azzurre, con i suoi risvolti sociologici, con criticità e romanticismo quando ci vuole. Pratico la libertà d'informazione senza condizionamenti.

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