Bertoni scommette sui baby argentini

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Una generazione di talenti. L’Argentina terra del futuro. «Devono crescere però: hanno grande tecnica e poca fisicità. Forlin è bravo, ma punto su Roncaglia»   La pensa così Daniel Bertoni, che dopo l’oro al Mondiale del 1978 fu azzurro per due stagioni accanto a Maradona. «Proprio così. Di giovani interessanti ce ne sono tanti. Il Napoli fa bene se viene qui a cercarli, ma altra cosa è ritenere questi giovani talenti già pronti per l’Europa e in particolare per un calcio tattico e difficile come quello che si gioca oggi in Italia». Questione di scelte di mercato. Giovani e non da essere costretti a rivoltare il portafoglio: questi i parametri azzurri per il prossimo mercato. Di qui l’interesse per i giovani argentini che il torneo di Apertura ha appena messo in mostra. «Forlin – il quale dopo aver vinto il campionato con il Boca ha dichiarato che ”giocare in Italia è il sogno d’ogni calciatore” – ha sicuramente un buon futuro. Però gli si deve dare il tempo di crescere, di perfezionarsi. È uno degli ultimi prodotti del settore giovanile del Boca Juniors. E tra questi a me piace soprattutto Facundo Roncaglia, ventunenne, difensore pure lui». Un consiglio? Un’indicazione? «Un consiglio se si vuole, ma soprattutto una valutazione personale. Ho un’eccellente conoscenza del calcio argentino e sudamericano ma non voglio entrare negli affari di mercato del Napoli». E Rinaudo e Piatti del Gimnasia? E Salvio del Lanus oppure Biglia argentino dell’Anderlecht? «Qui – spiega Bertoni – stiamo vivendo un fenomeno stranissimo: abbiamo tanti giovani, bravi, promettenti calciatori, ma quasi tutti costretti a bilanciare con la tecnica una fisicità che lascia a desiderare. Per questo dico che se il Napoli, se un qualsivoglia club italiano ha bisogno di poter contare da subito su un nuovo giocatore, beh, allora deve guardare a quelli già fatti, già pronti. Ma quelli, è chiaro, costano di più». Come Pavel Viktorovic Pogrebnjak, ad esempio. Il venticinquenne attaccante russo dello Zenit di San Pietroburgo, capocannoniere della Uefa della stagione scorsa con quei 10 gol (alla pari con Luca Toni) che portarono lo Zenit alla conquista del trofeo. Corteggiato da un bel po’ di grandi club e accostato anche ai desideri di Marino, Pogrebnjak costa venti milioni. Ma lui, pur non avendo giocato mai fuori della Russia, è uno di quegli attaccanti che fanno la differenza. Dall’Argentina, invece, ecco un altro nome sussurrato all’orecchio del dg napoletano: Radamel Falcao, ventiduenne colombiano cresciuto però nel River Plate e con 14 presenze e 5 gol nell’Apertura. E in quanto ad attaccanti, ecco rimbalzare dalla Spagna l’interessamento dell’Espanyol allenato da Valverde per Panterone Zalayeta. Al Napoli non è arrivato ancora alcun segnale e così sembrerebbe anche alla Juve, ma l’ipotesi non sarebbe da scartare. Zalayeta, infatti, non ha mai nascosto l’insoddisfazione per non essere considerato titolare.

 

Fonte: Il Mattino

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