A Livorno ritorna il 3-5-2, già bocciato il 4-3-3

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Il rimedio peggiore del male: bocciato sul campo e negli spogliatoi dalla squadra del cuore, il 4-3-3 viene accantonato e messo in archivio. A questo punto si è resa necessaria e improrogabile la marcia indietro, anche perché domenica a Livorno e mercoledì sera a Marassi, c’è bisogno di una squadra fatta di ferro e in grado di battersi alla morte. 

Reja per la verità torna con rinnovato e intimo piacere alla sua tattica preferita, il 3-5-2 che gli ha dato due stagioni di grandi soddisfazioni e che gli consente di mettere in campo uno schieramento più adatto alle due battaglie che attendono il Napoli. D’altra parte la squadra conosce a memoria la strategia cara al trainer e non avrà problemi nel ritornare al vecchio modulo che a Livorno verrà applicato in maniera del tutto rigida, nel senso che la difesa a tre in un batter d’occhi si trasforma in una linea a cinque, una trincea, un bunker, protetto dai centrocampisti e da opporre, prima agli amaranto di Camolese, e poi ai rossoblu di Gasperini.
E’ l’antico catenaccio, rielaborato e rivisto e che cambia formula, ma che contiene una sua specifica pungente caratteristica, il contropiede, molto spesso l’arma più efficace del Napoli nelle trasferte della prima parte della stagione, quando la squadra azzurra marciava a mille provocando paure e preoccupazioni un po’ dappertutto. Sulla formula non si discute più, dalle indicazioni di ieri pomeriggio sul campo, la difesa è già fatta con Santacroce, Cannavaro e Contini in sostituzione di Domizzi squalificato. Grosse novità nel settore centrale: sulla fascia destra c’è Mannini che lascia la sponda opposta a Savini. Ed ecco il cuore della squadra: Blasi a centro-destra, Gargano soffia il posto a Pazienza, con Hamsik accanto a lui. Lì davanti, c’è il Pocho Lavezzi con un nuovo compagno in linea, Emanuele Calaiò a furor di popolo. A loro due sono affidate le chances offensive della squadra del cuore, con il supporto di un paio dei centrocampisti veloci, nell’attaccare in contropiede gli avversari con la strategia del “branco di lupi”, è l’ultima invenzione strategica.

 

Redazione NapoliSoccer.NET – tratto da Leggo.it

7 Commenti

  1. scusate ma come fate a dire che si fa catenaccio se ci sono calaiò e mannini??? il napoli di sicuro punterà tutto sulla ripartenza, ma non ci vedo grandi velleità difensivistiche nel modulo……….riguardo al nuovo cambio per me è comprensibile anhe visto il momento contingente e la necessità di ridurre a zero ogni rischio….ma a patto che comunque si continui a tenere vivo il 4-3-3……altrimenti si aggiunge solo confusione……..

  2. non bastava snaturare mannini a fare il fluidificante? adesso anche sulla fascia sbagliata!!! ma chi l’ha scritto questo articolo? quando mai il contropiede è stata 1 arma efficace del napoli in transferta visto che abbiamo fatto sempre pena lontano da casa? ma che vogliamo fare? vogliamo continuare a perdere il patrimonio del parco giocatori facendoli giocare nel modo sbagliato o vogliamo eliminare l’erba marcia dallo spogliatoio? Avesse il buonsenso di dimettersi chi sta rovinando quanto di buono fatto in 2 anni

  3. Ma quale catenaccio, quale bunker….. !! Il napoli in difesa fa acqua da tutte le parti…. il problema è che qst calciatori si credono dei fenomeni!!! e reja è un mediocre allenatore!

  4. secondo me la difesa non fa acqua,abbiamo dei gicatori in difesa che sono davvero forti,se si mette santacroce a dx cannavaro e contini centrali e domizzi a sx non passa più nessuno.e il 433 non si deve abbandonare!!!!!!!!!!!

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