Moto, De Rosa: Riscatto 250, nel 2009 c’è la Honda

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Anno opaco quello di Raffaele de Rosa in 125, 17° in classifica con 37 punti e mai oltre il nono posto. Ma talent scout e addetti ai lavori del Motomondiale sono convinti che il giovane rider di Fuorigrotta, 21 anni e 67 gp, l’unico napoletano nel circo delle due ruote, abbia forti possibilità di crescita. De Rosa, ha trovato una moto per l’anno prossimo? «Non ho ancora firmato ma c’è la certezza che nel 2009 sarò con la Honda del Team Jir Scot dove correva Andrea Dovizioso». È felice del passaggio di categoria? «Molto, la 250 è la classe più impegnativa, quella che ti prepara per la MotoGp, che ti costruisce veramente. Rimane un po’ di rammarico per non avere dimostrato quasi nulla in 125. Potevo e dovevo fare qualcosina di più». Faccia un bilancio della sua annata con la Ktm. «Non troppo positivo. Molti mi hanno detto che correre con la Ktm era una scelta azzardata, ma non ero d’accordo. Nel 2007 Koyama è arrivato terzo e quindi pensavo di avere a disposizione un mezzo competitivo che invece si è rivelato fragile». Il momento più bello e la delusione più cocente. «La pole al Mugello è stata fantastica, la gara terribile, non ci potevo fare niente. Ero partito davanti ma la moto non ne voleva sapere di andare». Ha detto che la 250 costruisce i piloti, ma dal 2011 sparirà. Cosa ne pensa? «Forse già dal 2010 si correrà con una classe mista, due e quattro tempi insieme, come il primo anno in MotoGp. Se fanno questo passo vuole dire che le case hanno lavorato sul progetto anche se dicono il contrario. Credo che i costruttori più importanti siano già preparati». Ma è un bene per voi piloti? «Come dicevo le 250 sono moto perfette in termini di rapporto peso potenza, e infatti è la classe più impegnativa. Chi va forte in 250 è veloce in MotoGp. È una scuola importantissima che verrà a mancare». Che ambizioni ha per l’anno prossimo? «La Honda non è la moto per vincere il Mondiale. Le Aprilia sono più avanti nello sviluppo dei due tempi. Però avrò un mezzo competitivo e lotterò per fare qualcosa d’importante. Dovrò imparare, certo, ma di sicuro non corro solo per partecipare. Sono molto motivato». Inevitabilmente voleranno sportellate tra lei e Marco Simoncelli. Rimarrete amici? «Marco è una persona particolare e buona. Ne abbiamo sempre parlato di questo e comunque già ci diamo un sacco di sportellate in motocross». Ci pensa alla MotoGp? «È il sogno di ogni pilota, ovvio che ci penso, ma prima devo fare bene e dimostrare il mio potenziale in 250, ed essere qui è già un grande passo avanti». L’altro suo amico Valentino Rossi potrà ripetersi? «Secondo me andrà ancora più forte perché non si smette mai d’imparare. Lui è un esempio per tutti. Si è trovato contro una nuova generazione di piloti, li ha battuti, si è migliorato lui e ha migliorato i suoi avversari». Lei, Simoncelli e Rossi in MotoGp, succederà? «Dipende quanto vado forte io e per quanto tempo ancora Valentino correrà in moto. Forse sì perché è difficile staccarsi da questo mondo». Parliamo d’altro: lo segue il calcio? «Quest’anno ancora di più, vado anche allo stadio con gli amici per vedere il Napoli». La Champions League è un sogno? «Chissà. Per il momento quando giochiamo alla playstation facciamo sfide come Napoli-Barcellona e speriamo di vederle dal vivo l’anno prossimo». È sempre innamorato della sua città? Se comincia a guadagnare un sacco di soldi si trasferisce all’estero? «Io resterò sempre a Napoli, è meravigliosa. Se guadagno meglio vuol dire che potrò godermi la città ancora di più. Mi ripeto. Napoli è un posto speciale». La riconoscono per strada? «Salvo qualche appassionato no, e considerando che ancora ho tutto da dimostrare direi che è giusto così».

Redazione NapoliSoccer.NET – (Fonte: Il Mattino)



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