De Laurentiis: “Lavezzi è blindato E voglio un Napoli che attacchi sempre”

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"L’accordo con Lavezzi c’è già, fino al 2013, con la possibilità di integrarlo fino al 2014. Non capisco perché si parli di rinnovo". Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis chiarisce i termini dell’accordo raggiunto con Lavezzi, che sarebbe passato dall´ingaggio attuale di 1 milione e 100 mila euro a campionato a 2 milioni e mezzo a stagione, con ulteriori benefit collegati ai risultati, come la partecipazione alla Champions: un accordo da firmare il prossimo anno.

A margine della presentazione del nuovo film "Natale a Rio", De Laurentiis spiega: "Non capisco perché si debba parlare tanto di rinnovo se è in piedi un contratto fino al 2013, e nel 2009 si potrà reintegrarlo allungandolo sino al 2014. Quando sarà il momento, ad aprile-maggio, ci metteremo seduti e ne discuteremo. Noi non abbiamo mai puntato alla valorizzazione del singolo ma del gruppo e per questo vedere tanta attenzione intorno alla storia di Lavezzi mi ha meravigliato".

"Più volte io e Marino abbiamo spiegato – continua De Laurentiis che l’argentino è blindato sino al 2013. Poi se farà 20 gol e farà la differenza in campo non sarò certo io a negargli un premio. Stiamo andando avanti, quando sarà il momento di parlare del reintegro lo faremo ma per il momento non c’è nessuna discussione». «La nostra filosofia – dice ancora il presidente – è quella dei contratti lunghi, pluriennali che poi magari vanno reintegrati allungandoli per altri 12 mesi. Questa è l’impostazione giuridica e commerciale di questa società. Così riusciamo a capire anche se un giocatore ha voglia o meno di continuare con noi».

"A gennaio non arriverà nessuno. La nostra rosa – prosegue De Laurentiis – non ha ancora espresso in modo compiuto le proprie potenzialità. Siamo una squadra forte, ma che ancora non ha preso consapevolezza dei propri mezzi. Una squadra fatta di giocatori che sbagliano, ma che sono anche capaci di imprese. Una squadra che deve imparare a non avere timore dell’avversario blasonato. Non a caso il mio motto da un po’ è attaccare, attaccare, attaccare. Dovrebbero giocare sempre così, i miei. Il mio futuro? Se volessi far cassa potrei anche vendere adesso il Napoli, invece voglio dare continuità al progetto. Poi, non dovessero cambiare le regole di questo calcio obsoleto, tra 4-5 anni potrei anche ripensarci e mollare».
Fonte: Il Mattino



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