Pierpaolo Marino: “Eravamo indecisi tra Lavezzi e Palacio, alla fine presi il Pocho”

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ESCLUSIVA – Pierpaolo Marino, l’uomo che ha costruito per l’80% l’attuale Napoli, ha parlato in esclusiva a NapoliSoccer.NET. Nell’intervista, il deus ex machina di diversi club ha parlato di Napoli, Atalanta, di diversi retroscena riguardanti alcune sue trattative e infine anche del sistema Udinese, di cui tanto sentiamo parlare in Italia. Di seguito l’intervista completa.

 
Come giudica il campionato della sua Atalanta?
“Strepitoso, partita da -6 in classifica generale e giunta ad una salvezza tranquillissima".

Ci racconta un aneddoto curioso?
“Quando stavo a Napoli, mi venivano a trovare tutti a Castel Volturno, ricevevo spesso la visita del sacerdote di Sant’Antimo, Don Carmine, che mi portava sempre le sfogliatelle”.

Cosa farà Lavezzi?
“Con Armando Rizzo, il mio capo scouting, che purtroppo morì negli ultimi mesi della permanenza a Napoli, eravamo alla ricerca di un giocatore che avesse vagamente le caratteristiche di Maradona, in grado di far infuocare il San Paolo. Eravamo sia su Palacio che sul Pocho, alla fine scelsi il Pocho sia perché costava di meno, solo sei milioni, mentre il Boca per Palacio me ne chiedeva almeno 12, sia perché l’attuale genoano soffriva di pubalgia. Un quarto d’ora prima di firmare l’accordo ebbi uno scrupolo e chiamai Ramon Diaz, che avevo rigenerato ad Avellino prelevandolo dal Napoli, all’epoca allenatore di Lavezzi al San Lorenzo. Mi disse che sicuramente avrebbe esaltato e conquistato Napoli. Onestamente l’avrei comprato pure se me ne avesse parlato male, tra l’altro avevo il presidente del San Lorenzo rinchiuso in un albergo di Milano. Purtroppo mi dispiace dirlo ma credo che sia difficile trattenerlo. Dare dei consigli a chi conosce la situazione meglio di me è solo da presuntuosi, loro sapranno cosa fare per trattenere il Pocho a Napoli”.

Chi vincerà la Coppa Italia e che effetto le fa vedere in finale il suo Napoli?
“Le possibilità sono cinquanta e cinquanta. Mi fa un bell’effetto vedere il Napoli in finale di Coppa Italia e sono estremamente soddisfatto, è il giusto epilogo per un ciclo iniziato nella partita con il Cittadella in serie C”.

Come è stato ritornare al Napoli da ex per la prima volta?
“Mi sentivo come il padre di entrambe le squadre. Sono entrato per la prima volta allo stadio San Paolo a sei anni, quando mi portava mio padre. 25 anni fa vi vinsi uno scudetto, perciò ho provato una grandissima emozione. Ti dico la verità, non tanto all’inizio quanto alla fine della partita, poiché ero commosso, dato che da un lato ero contentissimo per l’Atalanta, ma dall’altro ero molto dispiaciuto per il Napoli”.

Cigarini lo riscatterete? Rientreranno anche Gabbiadini e/o Peluso nella trattativa?
“Cigarini è un giocatore che se rientra nei parametri dell’Atalanta possiamo tenerlo, dipende più dal Napoli che da noi. Per la verità a gennaio parlai con Bigon di Gabbiadini, mi chiese solo informazioni, anche se non ti nego che arrivarono dei segnali anche per Peluso, ora non posso dire che ci sia una trattativa per entrambi”.

Ci fa un bilancio sul suo mercato sudamericano, dicendoci magari quale sarà il suo prossimo colpo?
“Non mi posso sbilanciare su chi prenderò la prossima stagione, ma posso dirti che non potrebbe essere uno solo a viaggiare dal Sudamerica a Bergamo, cercheremo di far crescere il più possibile questa Atalanta. Il miglior colpo di calcio sudamericano è indubbiamente aver consigliato l’operazione Maradona a Iuliano, il giocatore era conosciuto da tutti, ma sull’operazione erano tutti scettici. Il peggior colpo? non mi va di dirlo, poiché è offensivo per il giocatore, fortunatamente nella mia carriera ho sbagliato meno cose, di quante ne abbia fatte bene. Avrei voluto portare tanti giocatori in Europa, che poi sono stati acquistati da altri. Ai tempi dell’Udinese ne trattavamo tanti, però non potevamo spendere tanto, quindi bastava che arrivasse una squadra con più disponibilità economica e perdevamo il giocatore. Il caso più emblematico è quello di Oscar Cardozo del Benfica, siamo stati sul filo di lana per una notte, siamo stati fino alle tre del mattino per fare la trattativa con il nostro intermediario, Pedro Alvarez, poi durante la notte il giocatore ed il club preferirono l’offerta del Benfica. Il rimpianto più grande? fortunatamente non c’è!”.

Lei che è stato ad Udine, ci può dire come funziona il sistema Udinese?
“Il sistema Udinese funziona che compri molti giocatori. Comprandone molti e bravi qualcuno bravissimo che finisce nella rete c’è sempre, però per tanti che diventano famosi, ci sono altri che girano per tante squadre e non lo diventano. La cosa bella di Udine è che anche se sbagli un colpo, non ti criticano”.

Come mai non ha mai preso Galeano?
“Ho trattato Galeano per il Napoli, ma onestamente non mi ha mai convinto completamente”.

Tra Orion e Navarro, scelse il secondo come mai?
“Quando ero a Napoli ero indeciso tra Nicolas Navarro ed Agustin Orion, attualmente al Boca Juniors, alla fine sappiamo tutti che optai per Navarro, lo scelsi, poiché costava di meno. Purtroppo Navarro ha fallito da un punto di vista caratteriale, adorava la bella vita e non gli piaceva fare la vita dell’atleta, le potenzialità le aveva e sono state viste da tutti, peccato che le abbia bruciate”.
 
Capano Vincenzo – NapoliSoccer.NET



10 Commenti

  1. Lo rivedrei volentieri riappacificato con De Laurentis ed al posto di Bigon. Ma è solo un sogno perchè il Presidente preferisce uno yes-man. E si vedono i risultati.

  2. Bravo Marino.

    Sei un intenditore: peccato che Palacio segna il doppio dei goal di Lavezzi!!

    Ma quando lo zittite a questo compariello di Moggi, s’il vous plait!!

  3. Io quest’uomo non lo sopporto più! Ma tra 20 anni continuerà a dire a tutti che ha acquistato Lavezzi e Hamsik? Ma perchè non dice anche che su 100 giocatori che ha preso solo questi 2 son stati buoni e gli altri 98 erano bidoni? Ma che pensasse un poco alla sua Atalanta invece di vantarsi sempre delle stesse cose in eterno! E poi ha ragione Giovanni, Palacio forse corre di meno ma sicuramente è un giocatore da doppia cifra ogni anno (finora ne ha segnati 18 contro la miseria di 9 del pocho)! Forse era meglio lui Marino!

  4. wuagliù calma…nonostante tutto marino ha costruito i 9/11 dei titolari…ma bigon ke .inkia ha fatto??? ditemelo perkè nn c’arrivooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!

  5. Ragazzi questo e un VOLPONE,e la SOCIETA’ ha fatto MALE a MANDARLO VIA,ci sarebbe stato LUI al posto di BIGON avrebbe sicuramente vinto uno SCUDETTO negli ultimi 3 anni,BERGAMO INSEGNA!

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