Dino Celentano venticinque anni dopo: “Per Diego battei i pugni a Barcellona”

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Dino Celentano, dirigente del Napoli che un quarto di secolo fa seppe cucirsi lo scudetto sul petto per la prima volta, è intervenuto ai microfoni di Radio CRC, nel corso del programma "Si gonfia la rete" di Raffaele Auriemma. Di seguito l'intervista nel sunto di napolisoccer.NET:
Parlare di quel Napoli scudettato fa sempre piacere. Ricordo quando misi alle strette il Barcellona per prendere Maradona. Mi sembrava il caso anche battere i pugni sul tavolo per Diego. Gli dissi di mettermi alla porta visto che pensava che non ero in grado di trattare uno come Maradona, così che lì avrei potuto saltagli addosso. Iuliano fu importante per quella trattativa perché prima di tutto si parla di una persona seria. Addirittura il Barcellona gli offrì una certa cifra per non trattare Maradona ma la sua determinazione fu tale da continuare in questa trattativa.
Ferlaino stava trattando con l’Inter per un paio di calciatori.
Quando gli raccontai di Maradona, Ferlaino venne con un aereo privato a Barcellona e firmò il contratto in aeroporto.
Il post-partita della vittoria del primo scudetto fu una festa nello spogliatoio ma la vera festa io la feci a casa di mia nonna a via Orazio. Mia nonna a 92 anni era diventata tifosa del Napoli.
Il primo anno di Maradona, il Napoli stava andando in serie B, però quando ho portato Diego nella piazza partenopea speravo di vincere qualcosa con lui. Spero che il Napoli vinca presto un altro scudetto perché i tifosi se lo meritano.
Credo sia sbagliato eliminare ogni contatto tra i calciatori ed i tifosi
”.

Redazione Napolisoccer.NET

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