Sla, il dubbio di Guariniello: lo stadio di Como costruito su residui tossici

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– Potrebbe essere necessario risalire sino all’inizio del Novecento, ai tempi della bonifica della zona paludosa alla foce del torrente Cosia, per capire se davvero esiste una relazione tra il terreno di gioco dello stadio Sinigaglia di Como e i casi di Sla (sclerosi laterale amiotrofica) che hanno colpito molti calciatori, quattro dei quali hanno militato nella società lariana. Da Stefano Borgonovo, ultimo caso conclamato, ad Adriano Lombardi, scomparso lo scorso anno, fino a Piergiorgio Corno e Albano Canazza. È quanto sta cercando di stabilire il pm torinese Raffaele Guariniello con la sua inchiesta.

Il sospetto. Il terreno dello stadio comasco, opera razionalista del 1927, potrebbe essere stato realizzato sopra strati sovrapposti di materiale di risulta, residui della combustione di carbone, sabbia, argilla ma anche materiale di scarto proveniente dalle fonderie di Dongo, ricco di metalli e e minerali tossici. Efficace come drenante, se è vero che il campo comasco da allora non è mai stato modificato ed è sempre stato ritenuto tra i migliori, da questo punto di vista, ma potenzialmente pericoloso.

 

fonte:Il Mattino.it

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