Il Napoli, successo sfiorato.

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Successo sfiorato perchè sfiorisce solo negli ultimi minuti di gioco il profumo della vittoria all'Olimpico e finisce due a due la delicata sfida tra Roma e Napoli. 

Un match studiato a tavolino nei minimi particolari da Luis Enrique e Mazzarri, due trainer con opposte idee di gioco: il primo a curare possesso e pressing, il secondo, invece, attesa e ripartenze. Per i giallorossi una vittoria avrebbe sancito l'atteso riscatto con il conseguente affievolimento del clima di contestazione che la curva romanista aveva acceso dopo la sconfitta interna subita ad opera della Fiorentina. Avrebbe significato tenere accesa la fiammella alle aspirazioni Champions della società che ora si trova a dover lottare per un posto in Europa League. Per gli azzurri che venivano dalle due tonificanti e convincenti vittorie su Novara e Lecce l'imperativo era uscire indenni dall'Olimpico ed un pareggio sarebbe stato tranquillamente sottoscritto prima dell'incontro, mentre al termine di gara il rammarico si fa grande per i due punti persi proprio nel finale. A Luis Enrique tocca fare di necessità virtù per via delle molteplici assenze tra infortuni e squalifiche, mentre Mazzarri conferma l'equilibrio tattico trovato dopo l'infortunio di Lavezzi con l'innesto di un centrocampista, Dzemaili, il cui dinamismo nelle ultime uscite ha dato più filtro a centrocampo e tranquillità di manovra ad Inler. Ed è la Roma a fare fin da subito la partita e lo fa molto bene per tutto il primo tempo, gli azzurri soffrono molto il palleggio ed i movimenti senza palla della Roma che ha in Totti il faro del gioco, l'ispiratore, il rifinitore. Così la banda di ragazzini di Luis Enrique sfoggia gran tecnica e le giuste idee per mettere in ginocchio il Napoli, provandoci con gli inserimenti di Marquinho, Gago ed i tiri da fuori di Totti e Taddei sui quali De Sanctis si oppone come può. A questo punto Zuniga diventa croce e delizia per gli azzurri, perchè da segnali poco incoraggianti nel duello con Rosi che sulla corsa lo supera ed è bravo a pescare l'inserimento a centro area di Marquinho che fa secco De Sanctis a quattro minuti dall'intervallo.
roma-napoli-2011-2012-02Nel secondo tempo esce dagli spogliatoi un altro Napoli, propositivo e voglioso e con Zuniga che ha grande voglia di riscatto specialmente per la leggerezza commessa in precedenza, così il columbiano per farsi perdonare si inventa un tiro dalla distanza stratosferico sul quale Lobont non può arrivarci per precisione e potenza. Il pareggio è servito, ma da questo momento in poi per circa venti minuti il Napoli stritola i padroni di casa mettendoli alle corde sotto ogni punto di vista: fisico, tecnico e tattico. Mazzarri sostituendo Dzemaili con Pandev manda chiari segnali ai suoi uomini che continuano a macinare gioco ed a schiacciare gli avversari nella loro metà campo ed il vantaggio è nell'aria dopo che Maggio a tu per tu col portiere si fa ipnotizzare da Lobont. Passano, infatti, solo pochissimi giri di lancette che Cavani con un colpo di repertorio, un tiro a giro dal limite, fa nuovamente secco l'estremo difensore giallorosso.
Niente da dire fin qui un signor Napoli. Ma le forze andrebbero dosate meglio, specialmente con i primi caldi di stagione e se la Roma aveva speso tanto nella prima frazione di gioco gli azzurri con l'incessante forcing fanno altrettanto perdendo più volte l'occasione per chiudere definitivamente il match. A vantaggio acquisito cercano di contenere la reazione giallorossa calando il ritmo e lasciando lì davanti Cavani, sostituito poi da Lavezzi, e Pandev, bravo nel cuci ed incolla tra la mediana e l'attacco. Non senza qualche difficoltà il Napoli sembrava poter riuscire a portare a casa tre punti importantissimi che l'avrebbe proiettato da solo al terzo posto scavalcando la Lazio impegnata domani al Friuli, ma dietro l'angolo la delizia Zuniga si fa nuovamente croce quando su un cross di Tallo si fa beffare da un Simplicio, goffo per il sovrappeso, che lo anticipa e insacca il pareggio a due soli minuti dallo scadere. 
Si complica solo leggermente il cammino degli azzurri verso quel terzo posto che, oltre a significare la Champions anche per la prossima stagione, significherebbe poter blindare definitivamente i tre tenori e dare continuità al work in progress di De Laurentiis. Ora Palermo, Bologna e Siena sono tre partite alla portata degli azzurri, atteso la posizione di classifica tranquilla delle tre avversarie, e l'obiettivo, anzi, l'imperativo, è fare bottino pieno sperando che Lazio, Udinese ed Inter commettano qualche passo falso. Al di là della mera questione matematica va sottolineato che gli azzurri stanno facendo passi in avanti per acquisire la migliore condizione fisica necessaria a farsi trovar pronti in occasione dell'ultima partita di stagione, la più importante, la finale di coppa Italia contro la Juve che ha già trequarti di tricolore in petto e per questo ci si ritroverebbe nuovamente contro all'inizio della prossima stagione, in quel di Pechino, che tanto ha stregato il produttore nonché presidente azzurro, in occasione della Supercoppa italiana.
 
Antonello Greco – Redazione NapoliSoccer.Net
 

5 Commenti

  1. I due punti persi….
    questo è il titolo che quest’anno de laurentis potrà dare al nuovo film in onore di mazzarri.
    Se analizziamo bene, è dall’inizio stagione che in numerose partite perdiamo la vittoria finale per l’incompetenza dell’allenatore della reggina (tale rimana con quel suo modulo del c….).
    Noi napoletani meritiamo di meglio.
    F.N.

  2. Va a finire come con la Champions ( persa questa e lo scudetto) adesso per la Coppa Italia perdi terzo posto e coppa Italia. A Mazzà pensa a stravincere queste tre partite è poi per la coppa sarà quel che sarà.Magari ce la facciamo a realizzare non uno ma due sogni. Ma scordati per il momento la Coppa.Capito???????? Fatti furbo “se ci riesci”-

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