Napoli, felina chirurgia

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E' la storia di una rimonta Champions per molti quasi impossibile e scritta oggi da una prodezza di Hamsik e dal ventunesimo centro in campionato del Matador Cavani. I due tenori disegnano un Napoli tornato al passatonuovamente corsaro in trasferta a quasi due mesi dall’ultimo arrembaggio portato al Parma agli inizi di marzo scorso. Stavolta ne fa le spese il povero Lecce, che intravedeva nella débâcle del Genoa un inaspettato vettore per la salvezza, ma giocare nuovamente dopo soli tre giorni non è la migliore medicina per le fatiche sostenute degli uomini di Cosmi che al cospetto del Napoli in cerca di riscatto non riescono a gettare il cuore oltre l’ostacolo. La caratura superiore degli azzurri nonostante fossero ancora orfani di Lavezzi, spinge la squadra alle porte della tanto agognata qualificazione in Champions squarciando una stagione che da parte di taluni ipercritici già suscitava qualche malumore o mal di pancia.
Il finale della storia ora è tutto nuovamente da gustare perché gli obiettivi naturali tornano ad essere lì, a portata di mano. Finale di coppa Italia e qualificazione ai preliminari Champions riprendono forma e consistenza in un progetto tornato ad esser più che credibile. Si, perché la vittoria col Novara, oltre agli insperati effetti benefici in classifica, infonde agli azzurri tranquillità e fiducia nei propri mezzi ed il Napoli, dismettendo i vestiti della grande tramortita, indossa sapientemente quelli dell’attenta e consapevole provinciale che fa di concentrazione e cinismo le sue armi per violare un campo difficilissimo. 
I concomitanti risultati delle concorrenti al terzo posto restituiscono speranze, la sconfitta a Novara della Lazio messa al tappeto da una magistrale punizione dell’ex partenopeo Mascara ed il harakiri casalingo della Roma affondata dal la Fiorentina di un ritrovato Jovetic, collocano gli azzurri ad una lunghezza dai biancazzurri ed a quattro punti dai giallorossi di Luis Enrique che saranno probabilmente l’ultimo scoglio di questa folle corsa proprio nell’anticipo di sabato prossimo all’Olimpico.
Le cose al Via del Mare si mettono subito bene per il Napoli che trova il vantaggio dopo soli cinque minuti con una magia di Hamsik, ottava rete in campionato per lui che su invito di Inler si inventa una demi volèe degna della leggerezza e della classe di Nureyev che disegna una parabola imparabile dal limite che sorprende, trafigge e spiazza Benassi. Se il Napoli preferisce la corsia di Maggio, i salentini optano per quella dove operano Cuadrato e Muriel che con la loro velocità cercano crepe nelle intese tra Aronica e Zuniga, ma il Napoli riserva sorprese a Cosmi perché in quella zona del campo prende spesso forma la gabbia, creata per il tandem di velocisti giallorosso, che niente concede in termini di costruzione di gioco. Sull’altra fascia Brivio è timido al cospetto di Maggio ed allora Cosmi lo rileva per Di Matteo. Anche se alla mezz’ora tutto il Lecce è nella metà campo avversaria, con tutti gli azzurri dietro la linea della palla, il Napoli sembra essere compatto e non sbanda mai tranne per qualche indecisione di De Sanctis che si riscatta, però, nell’unica occasione concessa ai padroni di casa quando Muriel, smarcato da un colpo di testa di Di Michele e dimenticato dalla retroguardia azzurra, ritrovandosi a tu per tu con l’estremo azzurro, cincischia e conclude male giusto sul corpo di De Sanctis. Il Napoli è comunque bravo a cercare il possesso prolungato proprio per abbassare il ritmo e non concedere niente ai velocisti giallorossi. E se nel finale di primo tempo l’occasione del raddoppio è fallita da Dzemaili, che si fa respingere da Benassi il destro, all’inizio della ripresa Cavani non fallisce il raddoppio. Il Matador ben pescato in profondità da Cannavaro, che pressa alto Muriel lo anticipa e lancia in rete il Matador, fa 21 in campionato e 100 in serie A. E’ felina chirurgia questa per il Napoli che ritrova compattezza e cinismo. E’ la migliore risposta alle voci sempre più incontrollate che il calciomercato lancia senza passaporto nel tam tam mediatico quotidiano, voci e trattative che non valgono neanche nel momento di stesura. 
Quel pallone con la scritta Champions che si allontanava accompagnato dall’affascinante colonna sonora in dissolvenza sembrava un puntino lontano. Ora invece ora gli azzurri lo vedono, quasi lo toccano, potrebbero già palleggiarci. Tutto porta quella sana e giusta euforia che spinge tutto il popolo azzurro nello stesso afflato per veder volare nuovamente nel morale e nel fisico i propri beniamini. Il morale sembra ritrovato assieme ad una condizione fisica sempre più accettabile nonostante i primi caldi che saranno la variabile di questa appassionante sfida per l’Europa che conta, che attualmente, non dimentichiamo tiene ancora a galla sia Udinese quanto Inter, corsara oggi proprio al Friuli.

Antonello Greco – Redazione NapoliSoccer.Net

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