La vittoria dei rimorsi

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Ti svegli a 5 giornate dalla fine e ti rendi conto di quanto ti sei tagliato fuori con le tue stesse mani da una poltrona, che meriti più di ogni altra concorrente.
I punti gettati al vento quest'anno sono davvero tanti. Troppi. Mancano notevolmente ad una classifica che la matematica dice essere ancora in balia delle ultime giornate
Equilibrio, livellamento verso il basso, certo la corsa Champions è quasi una lotta tra chi sbaglia meno. L'Udinese è sulle gambe, l'Inter non ci crede più di tanto, la Lazio è strana, la Roma discontinua e alterna sistematicamente grandi vittorie a grandi sconfitte. Queste sono le concorrenti alla Champions, queste le candidate a rappresentare l'Italia nel prossimo torneo a 7 stelle. Insieme a Milan e Juve.
La vittoria contro il Novara riporta serenità, alimenta ottimismo ma pone l'attenzione alla distanza che ora c'è in classifica dalla terza posizione: 5 punti dalla Lazio (dobbiamo superarla per essere terzi) che a 5 giornate dall fine significa pensare alle tante partite buttate al vento. Inutile elencarle o ricordarle. Occorre però non dimenticarle. Perchè in queste 5 finalissime c'è bisogno della massima concentrazione: vincerle tutte non è facile, anzi. Ma provare a vincerle tutte non è difficile, anzi. Poi si tireranno le somme e si attenderà il 20 maggio, allorquando la vecchia Signora incoronata probabilmente campionessa d'Italia sarà l'unico ostacolo verso l'arricchimento della nostra bacheca. Con Pechino pronta a farsi azzurra…

In coda all'articolo vorrei giusto far notare (ma sono certo che in molti lo abbiate pensato) come ad una settimana dallo stop dei campionati per la morte di Morosini lo spirito del calcio italiano sia tornato a veleggiare nella sua piena ipocrisia. I valori di solidarietà umana, la riflessione sulla precarietà dell'esistenza che uno stop del genere ha indotto ad addetti ai lavori, atleti, tifosi è svanito sotto i colpi dell'inciviltà, ambito nel quale spesso siamo bravi a primeggiare.
La domenica del post-Morosini è quella della contestazione del Marassi, dove un gruppo di tifosi costringe ad interrompere una partita, minaccia i propri beniamini di aspettarli fuori allo stadio, chiedono di gettare via la maglia di cui non sarebbero degni. Le lacrime di Mesto rendono ancora più inqualificabile il gesto. Il tifoso, lo dico sempre anche nelle mie trasmissioni, è il vero opinionista, è la verità del calcio, è il cliente e datore di lavoro allo stesso tempo del "soccer business", ma non può pretendere di assurgere il ruolo di presidente, allenatore e peraltro con quei barbari modi. Ad ognuno il suo. Nel rispetto dei ruoli e soprattutto dei valori.
Già quei valori sbandierati a destra e a manca in una settimana dove la riflessione,l' equilibrio e la serenità hanno ceduto il passo al becero istinto… 

Bruno Gaipa

5 Commenti

  1. Ormai è tardi …….. diceva il grande Vasco in una famosa canzone e mai come in questo caso sono d’accordo con lui. Fare 5 punti in più della Lazio a 5 giornate dalla fine mi sembra un pò difficile, mercoledì noi andiamo a Lecce e loro giocheranno con uno scarsissimo Novara credo che allungeranno di nuovo.
    Riguardo ai pseudo-tifosi di Genova meglio non commentare.

  2. E invece commentiamo!! Premesso che certe manifestazioni vanno comunque deprecate avrei voluto che i giocatori avessero tirato fuori gli attributi, si fossero rifiutati di togliersi le maglie e avessero buttato in pasto alla folla, costringendolo a denudarsi, il vero colpevole della situazione del Genoa, il becero Preziosi che in due o tre anni, intascando i soldoni di eccelsi giocatori (Milito docet) e allontanando un fior di allenatore come Gasperini ha ridotto questa squadra ad un accumulo di comparse gongolandosi solamente per vittorie come quella sul Napoli con uscite da peggior guitto.

  3. Tutto ciò che tu dici emil è sacrosanto, ma non è quello il modo di protestare. In questi casi un segnale forte potrebbe essere quello di non presentarsi allo stadio e far giocare le partite come se fossero a porte chiuse, tanto per dirne una.

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