Adesso basta!

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Quello che non avremmo ancora voluto raccontare siamo costretti a farlo oggi, in una domenica uggiosa e priva di gol, di assist, di moviole, di proteste e dei boati dei tifosi. Con la stessa amarezza e con lo stesso sgomento vissuti ieri allo stadio Adriatico di Pescara, oggi siamo a raccontare di un altro cuore dello sport che ha smesso di battere. Un week end funestato dall'ennesimo fatto inquietante che getta sconforto e incredulità nel mondo dello sport. Da quel dannato 24 marzo scorso, giorno della morte del pallavolista Vigor Bovolenta a ieri, sono passati soli 20 giorni. Di mezzo, come se non bastasse, la tragedia che ha visto sfortunato protagonista l'ex portiere Francesco Mancini. Una sorta di persecuzione che, come un uragano, si è abbattuta sul mondo dello sport italiano. Una maledizione. Piermario Morosini non aveva ancora compiuto 26 anni e ieri al 31' minuto dell'incontro di calcio di serie B tra Pescara e Livorno si è accasciato su quel “tappeto verde” tanto amato e sognato fin da bambino. Alle 16,45 circa è morto in ospedale. Rimasto orfano giovanissimo, il destino non è stato clemente neanche con lui, come per un disegno diabolico e maledetto tracciato da una mano infame. La Figc saggiamente ha fermato tutte le gare di campionato programmate per questa settimana. Giusto così. Di fronte a certi accadimenti ci si deve fermare a riflettere. Considerare tre vittime innocenti dello sport solo frutto del fato, è un atto di leggerezza e di poca lucidità da bandire nella maniera più assoluta. La macchina organizzativa e sofisticata della medicina dello sport deve alzare il suo livello di guardia affinché lo sport italiano non debba mai più in futuro rimpiangere uno dei suoi figli. Gli accurati controlli, a cui vengono sottoposti gli atleti, evidentemente non bastano e qualcosa in più va fatto. Siamo stufi di assistere alle processioni di amici, parenti e compagni di squadra che in lacrime accorrono ad omaggiare le salme dei loro cari. Lo sport di queste manifestazioni non ne ha bisogno. Adesso impazziranno le polemiche e ci sarà la magistratura che cercherà di far luce su quanto accaduto. Ma il punto è perché ancora oggi accadono cose del genere. Dalla morte di Taccola a Cagliari nel 1969 ad oggi è come se il tempo non fosse passato. Gli effetti devastanti causati da questi dramma non dovranno più segnare lo sport italiano, abituato esclusivamente ad inneggiare ai propri beniamini e non a rimpiangerli per sempre.

 

 

Antonio Catapano Napolisoccer.NET

4 Commenti

  1. C’ era una squadra di serie A che vinceva sempre scudetti , con un medico agricoltore che aveva una farmacia invece di una semplice infermeria,i suoi calciatori correvano e si ingrossavano a dismisura.Qualcuno ha provato a fermare tale pratica , ma forse non e’ servito a niente ? Chi lo sa’……

  2. Articolo non condivisibile; e lo dico da medico e da anestesista-rianimatore nello specifico.
    Non credo che Mancini avesse più l’idoneità sportiva agonistica; non faceva competizioni ma allenava..
    In Italia abbiamo il sistema di controllo per atleti più approfondito del mondo. Devo ricordare in quanti paesi gli atleti non fanno controlli e firmano solo una liberatoria e quanti giocatori provenienti da altri paesi sono stati salvati dai controlli italiani (ricordate ad es. Kanu). Non tutto è prevedibile in medicina!
    O qualcuno pensa davvero che siamo immortali?

  3. in parte sono d’accordo con Gaspare, dall’altro lato peró dovrai pure concordare che i casi di arresto cardio-circolatorio in sportivi é aumentato in maniera sensibile e sappiamo che anche un aumento a prima vista infimo dell’incidenza di determinate “patologie” (non so se sia il termine giusto) in medicina é un caso da affrontare approfonditamente.
    L’aumento dei casi di arresto cardio-circolatorio nei calciatori é peró sotto gli occhi di tutti: oggi stesso é deceduto un giocatore di serie B ceca, ma andiamo a vedere pure i casi di Puerta, Jarque, Feher e le morti scongiurate come De La Red o Muamba:non c’erano mai stati tanti casi cosí ravvicinati, parliamo di un intervallo di 4-5 anni.

  4. ma chi è che decide quel farmaco piuttosto che un altro ….??!! chi decide quel farmaco crea meno ,o più “problemi “di un altro..?! …… non è che per caso , i farmaci sono quelli , che in cambio di viaggi , macchine , donne ecc ecc ……. RICORDATE LE IENE …?! che le case farmaucetiche .., invitano compiacenti , frofessori ,medici sportivi … ecc … a cosumare ..?! ….. pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzeca …!! X GASPARE .. … capisco il suo punto di vista …… ,perchè non prova a spiegarlo a zeman…. magari!!!

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