Italo Cucci commenta il video “vogliono ammazzare Pulcinella”

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La presenza del Napoli ai vertici della classifica ha fatto registrare molte e particolari reazioni. Ufficialmente, si spalma simpatia come burro e marmellata, tutta dolcezza e nostalgia per "i bei tempi di Maradona", per "quella folla generosa", per la "squadra giovinezza". Chi se ne intende sa che spesso dietro la dolciastra retorica della "napoletanità" si nasconde l’irrisione del mandolinismo e affini. Nel calcio, poi, la simpatia per gli… estranei in vetta dura non più d’un girone d’andata; se il Napoli persistesse nella sua sognante e insieme concreta ricerca di un posto al sole (e non dico scudetto, anche solo zona Champions) sentireste cambiar musica, la campagna di simpatia si trasformerebbe presto in fastidio. Fastidio già fin troppo trasparente – come scrive Angelo Forgione: "Ormai è chiaro che la questione sportiva mascheri quella sociale. La realtà è una sola: è in atto un’emarginazione e una ghettizzazione del popolo napoletano a tutti i livelli. Domenica 16 novembre si sono verificati tafferugli gravi dentro e fuori lo stadio Olimpico di Roma. Ben trenta poliziotti feriti e contusi, dieci arresti: questo il bollettino di guerra… Ma è ormai assodato che gli unici fatti ad essere degni di censura sono quelli del treno devastato che portò i napoletani a Roma il 31 agosto. Negli stadi si ascoltano i soliti cori beceri anti-napoletani. Milano, Bergamo, Verona, Brescia, Roma ma anche latitudini più basse; dappertutto Napoli è ormai bollata e la sensazione che tutto questo sia autorizzato e impunibile perchè impunito… Ma il malessere non è solo sportivo. Se oggi un napoletano mette la testa fuori dalla sua città, che sia a Nord piuttosto che a Sud, porta dentro di se una sensazione di soffocamento del proprio modo di essere, della propria napoletanità più autentica che non è vista come un valore ma come una colpa a prescindere".

Da osservatore esterno colgo qualche esagerazione (e anche qualche omissione) in questa amara nota, ma anche tanta verità. E mi viene spontaneo il confronto con la vicenda di Riccardo Villari (cui va tutta la mia solidarietà e simpatia): appena nominato presidente della Vigilanza Rai, è stato accolto molto civilmente (fatti salvi gli insulti della sua parte politica, per nulla sorprendenti secondo cultura e tradizione marxista); molti gli attribuivano il merito di aver sanato una ferita istituzionale ma quando, chiamato in campo Sergio Zavoli, mio caro amico e maestro, ha tuttavia e legittimamente deciso di restare al posto democraticamente assegnatogli, è diventato oggetto di una violenta campagna tutta impostata sul ridicolizzare la sua napoletanità, con dotti riferimenti a Totò e Eduardo. E nessuna sottolineatura – invece – delle gravi insolenti accuse rovesciategli addosso dai monnezzari suoi ex compagni di strada. Proprio come accade nel mondo del calcio, proprio com’è successo a Bergamo la scorsa settimana quando dagli spalti dello stadio è caduta addossi ai giocatori del Napoli una pioggia d’infamie. E sapete come hanno reagito certi responsabili dell’Atalanta quando gliel’ho fatto notare? «Non bisogna farci caso, è gente fatta così…». Amen. Dunque il Napoli non gioca solo a cura di Italo Cucci partite di pallone per provare agli avversari una qualità tecnica costruita con saggezza, ma anche per inorgoglire la sua gente, per un’affermazione che porti rispetto a una città messa a dura prova dall’interno e dall’esterno. Per provare a riportare a casa un trofeo "in libera uscita", come infelicemente disse l’Avvocato Agnelli al primo scudetto azzurro. Oggi tocca al Cagliari, felicemente risorto dopo una lunga sequenza negativa, mettere alla prova la qualità della squadra di Reja che spesso – come ho già detto più volte – si fa forte coi forti e debole coi deboli. Dopo il disastro di Bergamo, i tifosi si aspettano una risposta forte e chiara per capire se il Napoli ha davvero intenzione di realizzare il progetto di Aurelio De Laurentiis.

(Dal quotidiano Roma del 23/11/2008 )

5 Commenti

  1. DA VECCHIO TIFOSO VOGLIO RICORDARVI UN FATTACCIO.
    IN OCCASIONE DEL CAMPIONATO VINCENTE DEL NAPOLI, IL PRIMO DEI DUE SCUDETTI. IN QUELL’ANNO IL NAPOLI ERA FORTISSIMO E VIAGGIAVA CON VARI PUNTI SUL SECONDO IN CLASSIFICA. UN BRUTTO GIORNO ASCOLTAI UN’INTERVISTA TELEVISIVA FATTA ALL’AVVOCATO AGNELLI. DISSE TESTUALMENTE. “CHE NAPOLI FACCIA BENE, FA A TUTTI PIACERE. E’ UNA PIAZZA IMPORTANTE, MA ORA BASTA. E’ NECESSARIO CHE FACCIA POSTO A CHI COMPETE PER DIRITTO DI NASCITA……..
    E AGNELLI ERA UN SIGNORE. UN MAESTRO DI DIPLOMAZIA E DI BUONSENSO. FIGURIAMOCI ADESSO CON I PERSONAGGI CHE CI RITROVIAMO……….
    IL PARAGONE CON VILLARI E’ TUTT’ALTRA COSA. QUESTA E’ LA DURA LEGGE DELLA DOMANDA E DELL’OFFERTA.
    SEMPRE FORZA NAPOLI E GRAZIE AURELIO.

  2. il punto qua non e villari e che i napoletani nel resto del mondo rappresentano l’ Italia basti pensare : cosa canta uno straniero quando pensa all’Italia “O SOLE MIO STA’ INFRONTE A TE…..” e al resto d’ Italia gli sta’ proprio in FRONTE!!!!!!!!!!!!

  3. Come disse uno dei più ILLUSTRI rappresentanti di Napoli: “Meglio essere campioni del Nord Africa che fare battute da Sud Africa”!! (per chi non lo sapesse, e sarebbe veramente grave :D, questa è una battuta dell’immenso Troisi in risposta a degli striscioni apparsi al nord in occasione del nostro primo scudetto).

    Cmq la questione non è l’offesa alla nostra napoletanità. Ma è la giustizia civile e sportiva! Per me possono dire quello che vogliono su Napoli!! La mia napoletanità la difenderò sempre e ne andrò sempre fiero!! Orgoglioso di essere parte della città che più di tutte le altre rappresenta l’Italia nel mondo!! Una città che in quanto a valore storico forse è seconda solo a Roma!!
    E questo non c’entra nulla col calcio!! Fateli parlare gli altri tifosi… Anche noi non accogliamo nel migliore dei modi i tifosi ospiti al San Paolo (tanto per dirne uno: Salernitane p… p…. p…. e i loro figli conigli conigli conigli… non è proprio un saluto). Il problema qui sta nella parità di giudizio che si deve avere nel giudicare degli atteggiamenti!! Un petardo a Napoli costa 2 giornate di squalifiche del campo!! 10 petardi a roma e a milano non smuovono nulla!! E’ questo il punto e non i cori delle tifoserie e la napoletanità irrisa…
    Se un bergamasco mi dice terrone o altro io gli rido in faccia… Mai nessuno riuscirà a ledere la mia napoletanità perchè appartiene al mio intimo!! Ma allo stesso modo se io gli dico Polentone non voglio essere subito indicato come teppista dato che sono Napoletano!! E qui il compito appartiene alle istituzioni e non alla gente che non deve discriminare i Napoletani!!

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