Napoli ingenuo e sciupone, il Cagliari ringrazia

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Il Commento di Napoli Cagliari.
Il Napoli affronta il Cagliari contro il quale non ha mai fatto punti durante la gestione De Laurentiis e lo fa per dimenticare sia la brutta prestazione offerta domenica scorsa contro l’Atalanta, sia per difendere la zona Champions. Sulle panchine due uomini che hanno incrociato i destini di entrambe le società, da una parte Reja che il Cagliari ha allenato nella stagione 2003-04 portandolo alla promozione in serie A, dall’altra Massimiliano Allegri che ha vestito la maglia azzurra nella peggior stagione della sua storia nel 97-98, ma oggi allenatore emergente ed insignito della “Panchina d’Oro” dopo la straordinaria scorsa stagione alla guida del Sassuolo promosso in serie B. Passato a parte, la partita si mette subito in discesa per gli azzurri perché al 9° vanno subito in gol con Hamsik grazie ad un piattone chirurgico che chiude la serie di svirgolettate di Denis e Lavezzi su un cross di Mannini. Si stravolge così il copione di Allegri ed inizia un’altra partita durante la quale i sardi hanno il pregio di non abbassare mai la guardia. Il Napoli ora gioca nella condizione ad esso più congeniale, ovvero attendere il Cagliari e ripartire, la fascia dove riesce a far meglio breccia è quella occupata da Mannini laddove, invece, stenta Fini che ha tutt’altre caratteristiche, così viene presto dirottato dall’altra parte in uno scambio di linea con Biondini. Al 18° Lavezzi chiama Hamsik all’uno due, sinistro incrociato dell’argentino, bravissimo ad opporsi Marchetti negandogli il raddoppio. Il Cagliari pian piano cresce, si dimostra più ordinato e cerca con più convinzione il suo terminale migliore, Acquafresca, sul quale però il compagno di Under 21 Santacroce fa buona guardia. Il Napoli, di contro, diventa sempre più lezioso, cerca poco sulla sua corsia Maggio che invece sembra in ottima condizione ed assume un atteggiamento alquanto sufficiente così per poco non viene punito da Jeda che al 39° supera in elevazione Santacroce e manda la sfera di poco a lato. La ripresa si apre subito con un brivido, lo sguardo di Denis diventa un richiamo per Blasi che al 47° batte a sorpresa una punizione non di molto fuori dall’area, sul traversone però marca leggero ritardo l’allungo del centravanti argentino, poi due minuti dopo arriva immediata la reazione isolana con una sgusciante azione di Cossu che libera il destro senza centrare però la porta di Iezzo. Il botta e risposta tiene alta la tensione al San Paolo, al 51° Lavezzi riceve e pennella al centro per la testa di Maggio che a porta quasi sguarnita manca il tap-in del raddoppio, affiora così un po’ di nervosismo in campo, il Napoli sembra voler stringere i tempi e Mannini involatosi sulla sinistra dal fondo taglia dentro tutta l’area sarda servendo ancora una volta Maggio, stavolta è bravissimo Marchetti che si veste da Buffon e si oppone al tiro a botta sicura dell’esterno destro azzurro. Come spesso avviene nel calcio la vecchia regola “gol mancato-gol subito” non si smentisce mai ed il Cagliari la mette in scena con una reazione molto decisa, Acquafresca sfugge a Santacroce e calcia a volo a botta sicura trovando sulla traiettoria un ottimo Iezzo che neutralizza in angolo la sua conclusione, dalla bandierina gli ospiti trovano la testa di Conti che saggia nuovamente i riflessi di Iezzo che respinge la sfera ma finisce sottomisura sui piedi di Lopez che al 56° trova il pareggio.
Il Napoli accusa il colpo, il nervosismo sembra impadronirsi delle gambe e del cervello dell’undici di Reja che si affida ai colpi di Lavezzi e da una sua accelerazione al 73° nasce un servizio che Denis incredibilmente mette sopra la traversa. Il finale è un batticuore, Maggio si accentra in percussione e trova il fallo di Lopez al limite dell’area, Lavezzi se ne incarica della battuta e pennella un destro che all’85° trafigge Marchetti proprio nel sette sul suo palo. Ma la festa sugli spalti del San Paolo dura meno di dieci minuti perché in pieno recupero da un’ingenuità del pacchetto arretrato azzurro nasce il gol del pareggio del Cagliari che trova con Jeda in dribbling l’appoggio per Conti piazzatosi solo soletto nell’area piccola, così il centrocampista cagliaritano, ancora una volta a tempo quasi scaduto, trova il gol del definitivo pareggio. Una vittoria svanita sul filo di lana figlia sì di un’altra ingenuità difensiva ma che denota ancora una volta i limiti del gruppo nel mantenere alta la concentrazione fino alla fine, non a caso quel vecchio volpone di Boskov amava ripetere che le partite finiscono quando arbitro fischia, ma qui al San Paolo l’eco sembra ormai svanito con la sua memoria. Nessun processo ovviamente ma intanto bisogna fare i conti con la realtà che fin qui parla di un Napoli in affanno con le provinciali e che oggi, specialmente nella seconda metà di gara, ha patito la mancanza di quella freschezza atletica cui ci avevano abituato coloro che in settimana si sono ritrovati con le rispettive nazionali. Se le big dispongono di panchine lunghe il Napoli allora dovrà fare di necessità virtù, tirando fuori quel necessario cinismo per stare lassù in classifica dove è fondamentale capitalizzare al meglio le occasioni per chiudere anzitempo le partite, evitando così il rientro in gara degli avversari. E’ questa la critica maggiore che viene mossa alla squadra di Reja al quale non rimane che vigilare attentamente sul gruppo onde evitare pericolosi cali di concentrazione, correggendo quei peccati di gioventù a causa dei quali il Napoli non riesce ancora a spiccare il salto di qualità che tanto si attendono i suoi tifosi quanto il resto dell’Italia calcistica. L’occasione per strabiliare, così come dice Marino, potrebbe essere quella offerta dal calendario domenica prossima quando sarà l’Inter dello “special one” che attenderà alla scala del calcio il Napoli del “normal one” dove la sua banda giura di voler ad accontentare il presidente De Laurentiis che ha chiesto loro in quella sede di giocare la partita della vita. Lavezzi, rammaricato al triplice fischio di un discreto Pierpaoli, ha già lanciato il guanto di sfida.

Antonello Greco – Redazione NapoliSoccer.NET
 



2 Commenti

  1. Purtroppo sono due punti persi e speriamo che non risultano troppo pesanti da qui al termine di questo campionato. Nessun processo: ma questa squadra non riesce a controllare le partite, puntuale arriva il goal dell’avversario e penso sia ormai chiaro che tutto quello che di buono, anzi di ottimo, si riesce a fare negli ultimi venti metri, viene vanificato nei primi venti metri. Il Napoli è questo, e di partite così ne vedremo ancora parecchie, soprattutto se a centrocampo si gioca coì male: mi dispiace ma dirlo ma per i nostri centrocampisti non esiste il fraseggio: Hamsik è bravissimo al limite dell’area avversaria, Blasi che ormai passa 4 palloni su 5 ai difensori e Gargano che ogni pallone recuparato lo regala nuovamente agli avversari con passaggi sbagliati. Perchè non vedo mai un passaggio in orizzontale tra i nostri centrocampisti ? Perchè abbiamo perso contro il Milan di Ancelotti che ha spostato Seedorf a metà campo e l’Atalanta che ha fatto la stessa cosa con Doni ? Perchè il Cagliari viene al San Paolo e gioca meglio di noi ?

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