A.A.A. Napoli cercasi!

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Nel giorno in cui il nostro mare, tra le cui onde danzò sinuosa la pinna della nostra amata Partenope, ospita l’America’s Cup, che vede Luna Rossa non brillare particolarmente, anche la Napoli del calcio non riesce a ritrovare la giusta rotta. Il catamarano azzurro viene penalizzato da un cielo totalmente coperto e fortemente ventoso, ma le condizioni metereologiche con il pallone hanno poco a che vedere.

Napoli-Atalanta doveva essere la partita della svolta, la partita che avrebbe fatto rialzare gli undici di Mazzarri, la partita che avrebbe dovuto rischiarare un cielo che oggi è stato totalmente coperto e brontolone. Usando una metafora nautica, la SSC Napoli, a partire da Londra, ha perduto totalmente la rotta, le vele sembrano essere state ammainate prima del dovuto e di conseguenza la barca rallenta.
Nove gol subiti in tre partite, due fatti, la triade che ci ha fatto tanto sognare non sta onorando il titolo di secondo miglior attacco del campionato. Che fine ha fatto il Napoli? Mai subite tre sconfitte consecutive e l’Atalanta era reduce da quattro trasferte senza segnare. E meno male. Al triplice fischio Napoli-Atalanta 1-3.
Primi venti minuti del primo tempo è un Napoli altissimo, baricentro oltre il centrocampo, linea difensiva nel cerchio. Mantiene alto il ritmo, passaggi corti e rapidi. Mazzarri lo sa che ciò è molto pericoloso, ma vuole controllare i comandi della partita anche se ciò avrebbe agevolato i contropiedi avversari. Ma i conti sono sbagliati e il gol atalantino nasce proprio da uno di questi. Tre passaggi e Bonaventura, ricevendo da Moralez, infila De Sanctis sul palo più lontano dopo solo nove minuti. Ne bastano però solo altri tre per dimostrare che difendersi e attaccare in ripartenza non è solo prerogativa della squadra ospite. Chi di spada ferisce, di spada perisce. Salgono Bellini e Schelotto oltre il dovuto e il Napoli ricambia il favore con il Pocho, imbeccato da Pandev, ribattendo in rete una respinta di Consigli.
Sembra quasi che la rete, invece di spingere a fare meglio, sia come un appagamento. La squadra smette di pressare alta e con continuità, la difesa arretra allontanandosi dal centrocampo (Moralez ci va a nozze e sfoggia una prestazione come non la si vedeva da tempo) e il centrocampo dall’attacco. Sembra ci si accontenti del pareggio. Merito all’Atalanta e alla qualità del suo gioco, della sua corsa e della forma fisica, ma i partenopei nella ripresa non sono pervenuti. La compagine delle sei vittorie consecutive si perde nei meandri delle proprie paure, nei gomitoli del nervosismo, nella selva della sterilità, nell’impalpabilità della scarsa motivazione.
Mazzarri è costretto a reinventarsi un Dzemaili vice-Maggio, ma lo svizzero si accentra troppo e attacca sempre per vie centrali mentre il tecnico sbraita a bordocampo affinché si allarghi il gioco sulle fasce. Cambia e porta la difesa a quattro, ma nulla si risolve perché l’Atalanta diventa padrona del gioco, del pallone, del mezzo del campo, grazie alla superiorità numerica (e non per l’espulsione, giustissima, di Pandev).
Il Napoli è in balia delle scorribande di Bonaventura e Schelotto, Carmona e Moralez. La prestazione degli azzurri è costellata da errori, grossolani e troppi. Tra Hamsik, Cavani, Gargano e Dzemaili si contano addirittura quattro passaggi in orizzontale intercettati, eresia per un calciatore di serie A, da cui scaturiscono i pericolosissimi contropiedi del pacchetto offensivo atalantino. Dossena quasi mai al cross, i pochi palloni che arrivano in area partono dalla destra dove nella ripresa viene catapultato Campagnaro, ma senza essere sfruttati e accolti con convinzione e cattiveria.
Quella che avrebbe dovuto rappresentare la nostra statuaria difesa, non smentisce e tradisce tale denominazione, perché in molte occasioni (vedi gol di Bellini) rimane ferma come fosse un bronzo di Riace permettendo agli avversari di fare il bello e cattivo tempo in area.
Errori, disattenzioni, scarsa convinzione, scarsa cattiveria agonistica, assenza di grinta, sono solo questi i problemi del Napoli di oggi? Se ad un esperto dovessimo porre delle domande allora chiederemmo: ”Perché il Napoli giocava meglio quando si giocava ogni tre giorni?”, “Perché Mazzarri finora si è ostinato sempre a schierare i soliti undici titolarissimi? Per mancanza di fiducia nelle riserve o per averne troppa negli elementi cosiddetti titolari? Perché un Napoli così diverso a distanza di settimane? Stanchezza? Allora perché giocatori come Cavani e Lavezzi corrono sempre novanta minuti , forse a vuoto? E se fosse stanchezza, allora perché, di nuovo, utilizzare sempre le stesse pedine? Porsi delle domande dopo un ruolino di marcia da retrocessione è lecito, per capire fino in fondo, per comprendere, per trovare una motivazione, una risposta alla domanda: ”Ma dov’è finito il Napoli?”.

 

 

Dario Di Luccio – Redazione NapoliSoccer.Net
 



12 Commenti

  1. ….. dalle stelle alle stalle …. tipica situazione di società che non ha saputo programmare … ma ha solo alimentato facili esaltazioni…, VERO DE BURINIS…??!! non siamo grandi , quello di eccezzionale che abbiamo fatto ., lo abbiamo buttato nel cesso ….., !!! chi ha avuto ha avuto chi ha dato ha dato ………, tutti con i conti gonfi in banca , è il povero tifoso .. …………….., che pena……!!!!!!!

  2. Siamo stati abituati troppo bene! Sarebbe ingiusto buttare la croce su questi ragazzi, che hanno fatto due anni da campioni quando campioni non lo sono! Bisogna accettare questo calo senza fare disfattismi o tragedie inutili! Onestamente non mi sembra una stagione da buttare via, anzi ci siamo tolti delle belle soddisfazioni, e nonostante tutto siamo ancora li a lottare per il terzo posto, perchè io ci credo ancora!

  3. gabriela ma che minkia dici???….vi sono tra noi molti tifosi che si tolgono il pane dalla bocca per seguire la squadra ed io devo comprendere i loro cali ? ma lavorano in miniera per caso? lavorano 20 ore al giorno per 600-700 euro a settimana per caso?? ..io li manderei veramente tutti a zappare la terra….hanno rotto le scatole!!!! ….squadre ridicole che vengono a sbeffeggiarci in casa ,rubentini e laziali che cantano il nostro inno!!!! presidente ma dove cazzo sei ??? ma lo mandi via o no sto asino di mazzarri!!!!!

  4. correzione: ..gabirele da casarano ……………….lavorano 20 ore al giorno per 600-700euro al mese , per caso?? o invece prendono milioni di euro per dare quatto calci ad una sfera??..io li mandarei veramente tutti a zapparre…………………………

  5. Meno male che abbiamo fatto i punti per la salvezza, perchè altrimenti non so come sarebbe finita.. Una squadra completamente allo sbando, priva di idee e con una condizione fisica pessima.. Avete voglia a dire che c’è ancora la finale di Coppa Italia, ma in queste condizioni la juve ci sotterra.. Sono abbastanza disgustato… e l’anno prossimo sarà dura trattenere quei 3-4 campioni (Lavezzi, Cavani, Maggio, forse Hamsik) che abbiamo… Per la partita di ieri ho parole di encomio solo per Pocho, che almeno si è impegnato fino all’ultimo, tutti gli altri non pervenuti… e ormai è diventata abitudine.. e ora a Lecce cosa vogliamo fare???… La pura comparsa???.. No, la maglia si suda fino all’ultimo!!!..

  6. Ragazzi sono molto sorpreso di non vedere l´esonero di Walter Mazzarri dalla guida del Napoli, senza analizzare i meriti e le capacita´del suddetto, alla luce delle ultime raccapricianti prestazioni della formazione da lui allenata, penso sia doveroso, qui non si tratta di stanchezza, torti, stimoli, giocatori sottopagati in preda alle sirene, sfortuna o quant áltro e´la fine di un ciclo, il calcio e´questo.

    Ma che fa il presidente gioca a figurine ?

  7. Egregio Sig. Aurelio se hai finito di scartare le figurine potresti intervenire ?

    A me non va di sapere di aver perso le restanti 7 partite in maniera indecorosa, va bhe´´ la coperta era troppo corta, ma ora e´doveroso porre fine a questo indecoroso arruffamento a ridosso delle squadre racchiuse nella loro area e tre gol presi a partita, ripeto vorrei saper di aver perso le prossime 7 partite dignitosamente, via l´allenatore .

    Che dobbiamo fare contattarti in scooter ? Dove sei ?

  8. DE PROFUNDIS….IL NAPOLI NON E’ PIU’.
    Il NAPOLI è stanco dice Mazzarri. FORSE. Ma il NAPOLI non gioca più la palla. I passaggi in prossimità dell’area di rigore sono inesistenti o troppo spesso inprecisi. Inoltre le sciabolate sono sempre tirate a casaccio.
    Senza contare le inutili e penose corse che fa CAVANI verso i portrieri avversari quando sono in possesso di palla.
    SONO DESOLATO e VERGOGNOSAMENTE RASSEGNATO.

  9. son sicuro che questo contesto è stato creato a doc.., dai giocatori ., dai senatori ,in modo da rendere meno sofferente la partenza per altri orizzonti, di alcuni giocatori … spero tanto di sbagliarmi .., ma il calcio ci ha abituato a cose peggiori .., vedi calcio scommesse .., anzi mi pare che qualcuno quà ha scritto che i giocatori stavano volutamente giocando male , perchè dela non aveva rispettato i premi promessi , ho ricordo male , se esiste chi ha scritto questo articolo batta un colpo .., se dovesse essere così …, esiste una sola medicina .,

  10. Solo la condizione fisica e gli stimoli hanno sopperito alle enormi lacune tecniche di 4-5 elementi, venute meno le due cose il Napoli diventa una squadra mediocre. Le colpe vanno divise tra tutti 1) giocatori che non sudano la maglia; 3) allenatore presuntuoso e mono-modulo incapace di modificare la partita in corso; 3) la società che ha fallito la campagna acquisti.

  11. Cavanigol tu hai ragione sul discorso dei soldi, ma o prendi 700 euro o ne prendi 1000000, quando finisci la benzina non cambia nulla! E vorrei anche ricordarti che ci sono calciatori che prendono 10 volte tanto i nostri e rendono molto molto meno! Io non sto facendo un discorso di soldi, quello è un altro argomento!

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