Napoli, crollo “Olimpico”

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lazio-napoli-2011-2012-01-rigore-pandevForse non si è ancora toccato il fondo, forse sì. Da quella maledetta notte di Stamford Bridge per il Napoli la ruota è girata inesorabilmente a sfavore e pian piano gli azzurri hanno smarrito la propria identità, abbandonando i sogni e mortificando le attese di riscatto. La batosta rimediata contro la Juve non è bastata a dare una scrollata ad un gruppo che aveva tutte le buone intenzioni per riscattarsi e che invece è sembrato essersi definitivamente sciolto tra le mani del suo trainer. Eppure, doveva essere la serata del riscatto, la prova del nove, la finale in chiave Champions assolutamente da non perdere, ma la Lazio del sornione Reja, seppur incerottata, ha saputo trovare le giocate giuste al momento giusto per far propria la partita e smarcarsi in classifica sia dagli azzurri quanto dall’Udinese. Le ragioni di questa sconfitta sono abbastanza evidenti. In primis una condizione fisica generale scadente laddove la preparazione è stata concentrata e finalizzata alle fatiche europee e che attualmente hanno fiaccato contemporaneamente tutti i reparti. Solo coloro che sono stati utilizzati col contagocce durante questa stagione hanno dato l’impressione di avere qualcosina in più rispetto agli altri, ma questo non basta e non può bastare. Forse perché Mazzarri intende il turn over in maniera del tutto singolare, affidandosi praticamente ed esclusivamente ai suoi 14 fedelissimi. E’ indubbiamente, questo, un motivo di chiarimento con il presidente De Laurentiis che non sembra per niente contento della gestione della rosa. Stasera perfino De Sanctis ha tradito le attese, bucato al 9° da un tiraccio di Candreva che il portiere azzurro si lascia scivolare sotto il corpo. Ci vuole un’invenzione di Lavezzi e lo spunto decisivo di Pandev, avvelenato ex, a rimettere il match in parità e finalmente sui binari giusti, perché la Lazio dopo il vantaggio s’è schierata tutta dietro la palla, senza creare più niente. Il Napoli vorrebbe, ci prova, ma non riesce ad osare. E’ lento, compassato ed il congruo possesso palla è fine a se stesso, con gli azzurri fermi sulle gambe a disdegnare ogni forma di movimento coerente e corale, o inserimento che sia.
Senza Maggio e Zuniga, con Dossena relegato in panchina per le sue precarie condizioni fisiche, Mazzarri snatura il suo gioco rinunciando alle catene sulle corsie esterne, lazio-napoli-2011-2012-02disegnando la difesa a quattro con Hamsik abbassato sulla linea mediana per far compagnia a Inler mentre di fatto Dzemaili è tenuto fuori dalla mischia perché invitato a stare largo sulla destra. Una soluzione che non paga perché per le vie centrali Inler non è pronto per la cabina di regia ed Hamsik è ancora l’ombra del miglior Marek. Se aggiungiamo l’opacità cronica nella quale sembra essersi perso da qualche settimana Cavani il quadro assume contorni più definiti. Senza dimenticare che lo stesso Lavezzi non gli è da meno visto che non riesce più, se non a sprazzi, a rendersi utile a questa squadra. Errori arbitrali a parte, come il fallo in area su Pandev, anche Mazzarri ci mette del suo regalando in pratica un difensore (Aronica) alla Lazio, che schierava solo Rocchi punta centrale. Bastava non perdere per rimanere agganciati al carro della Champions che ora appare sempre più un miraggio e per dirla con tutta sincerità, votandoci al sano realismo, solo un miracolo potrebbe riaprire i cancelli dell’eden europeo. La sforbiciata in area di Mauri spezza le gambe agli azzurri che vanno in bambola e regalano un rigore, in maniera del tutto ingenua, a capitan Ledesma che fissa definitivamente il risultato sul 3-1. Altre tre reti sono un indicatore che Mazzarri non può assolutamente sottovalutare, largo ora a chi ha giocato meno, mentre lo staff dovrà dare il meglio di sé per cercare di recuperare quanto prima la migliore condizione fisica e Christian Maggio, perché le fortune del Napoli sono terminate guarda caso proprio con il suo infortunio. Mercoledì con l’Atalanta il Napoli ha assoluto bisogno di ritrovare i tre punti, l’unica medicina che conta sia per gli stessi calciatori che per i tifosi, che c’hanno creduto e che ora vedono pian piano sgretolarsi la dignità e le sicurezze costruite fin qui con grandi sacrifici di tutti..

Antonello Greco – Redazione NapoliSoccer.Net
 

1 COMMENTO

  1. difesa di ***, centrocampo lento e compassato. inler 18 milioni-vidal 14 milioni-pirlo 0 milioni!!!!!! bravo bigon, bravo de laurentiss. Mi raccomando fatevi ancora spolpare dai pozzi coglioni. come dice dechiacchieronis: “ca nisciun e’ fess””. Perdonami, ma nel calcio, non esistono uomini piu’ ingenui di te.

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