Cento volte Iezzo

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Gennaro Iezzo è un pezzo di storia recente del nuovo Napoli. Ha rinunciato alla serie A con il Cagliari pur di poter vestire la maglia della squadra dei suoi sogni, ed è stato uno dei protagonisti della cavalcata azzurra dalla serie C all’Europa. Domenica, proprio contro il Cagliari, raggiungerà l’importante traguardo delle cento presenze con il Napoli: "Sin dal primo giorno che sono arrivato al Napoli ho creduto e sperato che si potesse costruire una nuova rinascita. Questo è il miglior premio per me. Ricordo perfettamente la mia prima gara in azzurro ad Acireale, faceva un caldo incredibile, eravamo in serie C. Se guardo indietro è pazzesco realizzare dove siamo arrivati a distanza di così poche stagioni. La cento partite non le ho contate, me lo hanno detto gli altri. Ma per me è una grande gioia ed una soddisfazione immensa. Tifo Napoli e gioco per la mia squadra del cuore. Di più non potrei chiedere. Il Cagliari è una importante fetta della mia storia passata. Ho tantissimi amici ancora. Ed è una Società alla quale sono grato. Sarà sicuramente una partita particolare sotto tutti gli aspetti ma ciò che conta è l’importanza che riveste per la squadra. Veniamo da una sconfitta a Bergamo stranissima e che ancora oggi non so spiegarmi. Potevamo tranquillamente pareggiare ma ora si guarda avanti e c’è gran voglia di risalire la china sin da subito. Come nascono i saltelli?Non so come siano nati ma lo facevo sin da bambino. E’ una abitudine che mi sono portatata dietro. E poi il San Paolo è riuscito ad accompagnare i saltelli con gli olè che rendono il rito davvero speciale". Nonostante i 35 anni Iezzo ha ancora progetti per il futuro: "Finchè il fisico mi sostiene voglio difendere la porta del mio cuore. Sto bene, ho ancora un contratto per un anno e poi si vedrà. Napoli per me è il sogno di una vita. Se dovessimo arrivare in Champions League salto le vacanze. Me ne sto a casa, lascio la barca nel molo e per un mese faccio preparazione aggiuntiva per l’Europa. Vorrei vincere col Napoli. Conquistare qualcosa di importante con questa maglia da giocatore e non da tifoso. E poi festeggiare al San Paolo. Uno stadio ed un pubblico così non esistono al mondo…"

redazione napolisoccer – Intervista Tratta da sscnapoli.it

 

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