“Sorrisi e Palloni” da voce ai tifosi.

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Il napoletano, non di norma e regola, bensì per semplice natura, è nostalgico, romantico e appassionato nei suoi atteggiamenti. Cosa c’è di più appassionato, e a tratti vendicativo, che del calcio? Di un pallone che danza su una strada, una spiaggia, un prato, su un campetto di periferia?
Oggi si è manifestato l’ennesimo silenzio di chi dovrebbe parlare e agire. Oggi, s’è manifestato, ancora una volta, il silenzio di chi vuole tacere la realtà. Domenica sera sembrava una partita di calcio, ma fuori allo stadio chi sa dire cos’è successo? Chi ha visto? Chi ha sentito, chi ha parlato ma, soprattutto, chi è che l’ha scritto?
Mentre la Juve festeggiava Vidal e Quagliarella, tifosi napoletani erano aggrediti da una marmaglia inferocita di bestie bianconere, che in nome di chissà quale orgoglio nordico, invocavano in un inglese poco ortodosso l’eruzione del Vesuvio.
Le voci di Renato, Giovanni e Mario da Catania ieri sera in radio, durante Sorrisi e Palloni, sono la dimostrazione di quanto il napoletano è stanco; sono la dimostrazione di quanto non abbiamo bisogno di Masiello che fa un autorete per 50 mila euro, o di una bella lavata nella lava calda: “le dichiarazioni di Platini andrebbero messe in atto, cioè quelle di deferire a vita i calciatori: questi già guadagnano abbastanza, e adesso si mettono anche a fare illeciti?! C'è gente che scommette e ne esce male. Anche la nazionale di Malta è coinvolta; è una piaga che non guarisce mai, nel calcio italiano”. Giovanni e Mario gli fanno il coro; l’uno dice: “Sono ancora amareggiato per la sconfitta di domenica: preferirei perdere tutte le partite, ma con la Juventus voglio vincere sempre. È scandaloso che nessuno parli degli episodi che sono successi fuori allo stadio: sembrava una guerra, ma perché il Napoli non prende una posizione?!”; mentre Mario: “Io ho scritto a numerosi media nazionali ma nessuno ha riportato la mia protesta. È vergognoso quello che è successo domenica, penso che anche un tifoso disinteressato abbia espresso il proprio disgusto. Striscioni, cori, coreografie disgustose e linciaggi a donne, bambini e tifosi disabili! Uno schifo!”. Già, uno schifo.
Una parentesi doverosa va data anche al progetto di uno stadio nuovo, che probabilmente sarà dedicato a Maradona. Proprio riprendendo le parole di inizio articolo, va ripetuto che il napoletano è nostalgico, e in radio è stato dimostrato che 2 interventi su 3 hanno confermato la propria volontà di rifare un nuovo stadio a Fuorigrotta. 
Ebbene, in una Napoli che cresce e che è sempre illuminata dal sole, certamente fa scalpore il silenzio del sig. Tosel, ma non facciamogliene una colpa, magari ha solo bisogno di una ripassatina in storia: probabilmente, il sig. Tosel, vede quello juventino un semplice invito alla igiene personale, quando, invece, andrebbe ricordato, al sig. Tosel, che mentre costoro, i “savoiardi” torinesi, continuano ad esortare il Vesuvio a lavarci, noi, 200 anni fa’, avevamo già il bidet!

Michele Bellame

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