Le 7 note Azzurrissime

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DO po i beceri insulti dello Stadium, le vergognose aggressioni di 'supporter' Juventini a Torino e Milanisti a Cantagallo, Tosel ha colpito ancora. Nessuna punizione. Vergogna. Meglio passare alle DO lenti note da Torino. Il Napoli crolla nel nuovo stadium della Juve. Non pervenuti gli azzurri, troppo affamati i bianconeri. Il Napoli è stanco, senza idee e poco rabbioso. La Juventus conferma l’ottima annata: con 16 vittorie e 14 pareggi è a soli due punti dal Milan in classifica. La lotta scudetto può tranquillamente dirsi aperta, ma quel buontempone di Antonio Conte continua ad elogiare le altre squadre e a consolidare il suo secondo posto come massimo obiettivo per la sua squadra. La Signora senza Coppe e con più ricambi è arrivata fresca ad Aprile, il Napoli, invece, è devastato dalle 8 terribili gare di Champions. Otto sono le gare alla fine della stagione, più la finalissima di Coppa Italia con la Juventus. 9 finali, 9 decisive gare per il futuro di Mazzarri e forse di alcune pedine fondamentali del Napoli. Non so come, ma da Sabato ci vorrà il riscatto all’Olimpico di Roma contro la Lazio. I biancocelesti sono a 51 punti, i Partenopei fermi a 48 con l’Udinese, la Roma a meno uno, l’Inter a meno quattro: sarà una guerra sportiva.

RE quiem domenicale. Prima il giornalista gentiluomo Antonio Ghirelli, che avrebbe compiuto 90 anni il 10 maggio ed era stato capo ufficio stampa del Quirinale durante la presidenza di Sandro Pertini. Antifascista, poi comunista e quindi socialista. Amante dello sport, del cinema, del teatro e della cultura in generale. Un giornalista di razza, guidato dalla sua passione di democratico e di socialista, interprete autentico dell'anima di Napoli. Poi, ‘Long John’ Chinaglia. Giorgio studia, fa il cameriere, la sera si ferma a lavare i piatti al ristorante dei genitori. Il calcio lo affascina, entra nell’accademia del Cardiff City, viene tesserato dallo Swansea e nel 1966 ritorna in Italia. Firma con la Massese: cinque gol in C, la chiamata dell’Internapoli, due stagioni e ventiquattro reti. La svolta nel 1969: Carlo Galli lo segnala alla Lazio e al direttore sportivo Antonio Sbardella, il presidente Umberto Lenzini decide di acquistarlo con Pino Wilson per duecento milioni di lire. Trova Juan Carlos Lorenzo come allenatore: c’è subito stima. Chinaglia è l’espressione di un calcio romantico, entra nel cuore della gente: forza straripante, grinta, orgoglio, adrenalina, basette lunghe. Diventa l’essenza, l’anima, lo spirito ribelle di una Lazio che avrebbe segnato un’epoca. Dallo scudetto con la Lazio all’espatrio in America, tutto in 65 anni. Ma l’amore per i colori biancocelesti lo spingono a voler tornare in Italia, da provare addirittura ad acquistare il club nel 2006, dichiarando a Lotito di rappresentare una multinazionale. Una vicenda che finirà sui tavoli della magistratura. Scatterà un ordine di custodia cautelare nei confronti di Chinaglia per estorsione e aggiotaggio. Lui si difenderà attraverso i suoi legali. In Florida apre un ristorante con il figlio. Infine le delicate operazioni al cuore. L’ultima, fatale. Addio.

MI lano insorge. Allegri lo si è poco in casa rossonera, Galliani non crede ai suoi occhi. Un tempo si diceva che il Milan aveva gli arbitri dalla sua parte, oggi sembra sia cambiato il vento. Addirittura Adriano ( Galliani), l’uomo NEL palazzo, scrive epistole al presidente della FIGC Abete, attaccando la classe arbitrale, dopo i ‘salvataggi’ sulle linee di porta: ‘Caro Presidente, come certamente sai, il Milan è stato vittima in due recenti occasioni di errori arbitrali: nel corso di Milan – Juventus e di Catania – Milan non gli sono infatti state attribuite due marcature, peraltro decisive ai fini dei risultati, perché la terna arbitrale non ha visto che il pallone aveva superato per intero la linea della porta. Le persone – e dunque anche chi dirige una partita di calcio – commettono inevitabilmente errori. Tra questi ultimi, però alcuni sono davvero molto difficili da accettare, pur mettendo in campo tutta la ragionevolezza e la comprensione disponibili. Tali sono quelli di cui per ben due volte il Milan è stato destinatario’.
‘Mi rendo conto che soluzioni tecnologiche, quali quelle proposte da più parti, potrebbero trovare ostacoli e non essere accettate dal sistema. Penso però che non vi sia ragione per non adottare anche da noi l'istituto degli arbitri di porta, già praticato dall'Uefa in Champions League: non prevede, mi pare, particolari accorgimenti e non ha alcuna caratteristica di "alienità", ciò che potrebbe invece addebitarsi a sensori, moviole e simili. L'obiettivo di tutti, anche fuori del gioco del calcio, è l'eliminazione, quando possibile, dell'incertezza: credo quindi che quel che ti propongo si debba fare al più presto e mi sento di escludere che tu non convenga con me. Attendo dunque il tuo pronto intervento normativo nel senso qui suggerito e, grato dell'attenzione, ti prego di gradire i miei più cordiali saluti.’ A.G.
Ma vi rendete conto? Premesso che sono anche io per: doppi, tripli, quadrupli arbitri, supportati dalla tecnologia, il calcio è diventato troppo veloce per l’occhio umano, ma se questo si lamenta, noi Napoletani cosa dovremmo dire? Il mondo va così …

FA ville a San Siro. Ma pensate davvero che sia una StraInter quella di Stramaccioni? Poco mi convinceva l’avversario dell’Inter, voglio rivedere Stramaccioni, ‘il figlio di Mourinho’, nella trasferta di Cagliari. Fortunatamente ‘Josè junior’ non sembra presuntuoso e insopportabile come il ‘padre’. Il giovanissimo romano, fresco vincitore con i ‘ragazzini’ dell’Inter, quasi non ci crede di essere lì a commentare la tripletta di Milito. Stram mostra un profilo basso, bassissimo. Umiltà innanzi tutto: "Su questa vittoria non ho inciso io. Nessuno può farlo in quattro giorni, e poi se guardate cosa hanno vinto questi campioni capite che non posso essere stato io ad aver cambiato il vento. Io ho fatto quel poco che so fare sul campo di allenamento, che è lo stesso poco che ha convinto il presidente Moratti a fare questa follia di affidarmi la squadra. Perché non sono stupido e so che non mi sono meritato una panchina così importante. Ma visto che mi è stata data questa opportunità pazzesca, darò tutto, partita dopo partita.’
Durerà meno l’umiltà di ‘Maccioni’ o la ripresa dell’internazionale? La terra sarda ci dirà…

SOL o undici titolari? E basta con questa storia. Questo posso dirlo io, noi tifosi, ma Aurelio si mettesse d’accordo con Mazzarri, è inutile che il presidente ci dica che nel Napoli sono tutti titolari e soprattutto che tra infortuni e squalifiche chi ha giocato meno ed è più fresco potrà dare il suo contributo nelle prossime occasioni. Menomale direi, potevano farsi venire in mente a Maggio questo pensiero. La società e la guida tecnica sono responsabili di questo calo. E’ inevitabile, sono essere umani, anzi, mi viene da dire, giusto che sia così. Sono essere umani ed anche puliti. Fisiologico. Diritti d’immagine in primis, poi il mercato di Gennaio che non serve a rinforzare la squadra. Un solo acquisto: Vargas, pagato tanto e sfruttato poco. Solo a Napoli han bisogno di tempo gli stranieri, alcune volte anche gli Italiani? Ed i giovanissimi: Moralez, Kone, Ibarbo, Barrientos, Cuadrado, Muriel, voglio metterci anche El Sharawy, non ditemi che già aveva esperienza con il calcio italiano che la B, è tutta un’altra musica ed ancora tutti i giovani talenti della Roma e l’Udinese, compreso Marquinho, stellare, in occasione di Roma – Novara. Aurelio, Walter, Riccardino, Marco: fatevi un esame di coscienza. Quest’anno, in attesa delle 9 finali, potevamo fare molto di più. Bisognava far rifiatare la difesa e sfruttare di più il talentuoso Fernandez. A centrocampo si è giocato al risparmio, per non parlare della gestione di Hamsik, sballottato a destra ed a manca; in attacco: Cavani ipersfruttato, Pandev sottovalutato, appena entrato in condizione. Vargas, unico acquisto, troppo poco. Mea culpa, anzi, Vostra.

LA Viola ed il Grifone sono due bande musicali, ma di quelle totalmente stonate. Delio Rossi sta fallendo a Firenze, Marino, non può allenare in Serie A. Partiamo dai Toscani: Jovetic sta scomparendo in quella barca viola scombinata ed è un peccato, Amauri è un ‘cadavere’. La Fiorentina è quartultima con 33 punti, ha vinto 8 partite, ne ha perse 13. 37 i goal subiti, 30 quelli fatti. Trasferta di Milano alle porte. ‘Nella Valle, altro che Della’. L’altra banda è quella di Preziosi e sinceramente non mi dispiace affatto. Dopo l’impegno profuso contro il Napoli alla prima di ritorno, un calvario con Marino, l’anti allenatore per eccellenza. Ha la difesa più battuta con 56 goal subiti e solo un punto in più alla Fiorentina, 34. A 28 punti, il Lecce di Cosmi, fermato da 3 pareggi consecutivi, buon per Preziosi e Della Valle. Più giù, il Novara ed Il Cesena con un piede e mezzo in B, più su, tra i 33 della Viola ed i 39 del Palermo, 9 squadre. Chi preferireste in B?

SI’ sicura 'e chist'ammore
comm'i so' sicuro 'e te…

Oje vita, oje vita mia…
Oje cor 'e chistu core…
Si' stata 'o primmo ammore…
E 'o primmo e ll'ùrdemo sarraje pe' me!

'O surdato 'nnammurato (in italiano: Il soldato innamorato) è una delle più famose canzoni in lingua napoletana, scritta dal poeta Aniello Califano.
Il testo fu scritto da Aniello Califano e musicato da Enrico Cannio nel 1915. La canzone descrive la tristezza di un soldato che combatte al fronte durante la Prima guerra mondiale e che soffre per la lontananza dalla donna di cui è innamorato.
Molto famosa è l'interpretazione di Anna Magnani, nel film La sciantosa. Tra gli interpreti contemporanei di questa canzone sono da segnalare Massimo Ranieri, Marco Armani (che l'ha interpretata sul palco del Festival di Napoli nel 1994), Enzo Jannacci (che ha inciso la canzone all'interno dell'album Discogreve) e Roberto Vecchioni (il quale l'ha interpretata sul palco del Festival di Sanremo 2011). Il brano è inoltre riconosciuto da gran parte della tifoseria del Napoli come inno storico della squadra partenopea.
Il regista Ninì Grassia ha diretto un film omonimo nel 1983.

Cultura Partenopea.

Mercoledì 4 Aprile, dalle ore 17 alle 19, vi aspetto On Air, su Radio Crc (100,5 Mhz) per commentare il Napoli e le 7 Note! Diretta Telefonica 081.5711969, Sms 338.2222777. Dalle 17.30, Sorrisi e Palloni in Tv, fino alle ore 19, il programma sarà in diretta anche su TeleCapri Event, Ch. 271 del digitale terrestre. Viviamo insieme il pre, di Lazio – Napoli, con Giuseppe Libertino, Bruno Gaipa e Barbara Carere.

Giuseppe Libertino


 

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Giornalista e Vice Direttore di Napolisoccer.NET . Tifoso del Napoli, coniugo l'amore e la passione per gli azzurri alla deontologia propria del lavoro di giornalista. Il piacere di raccontare le vicende azzurre, con i suoi risvolti sociologici, con criticità e romanticismo quando ci vuole. Pratico la libertà d'informazione senza condizionamenti.

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