Dario Baccin (ex calciatore azzurro): “Il 20 maggio sarà un’altra storia”

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ESCLUSIVA – L'ex calciatore azzurro, Dario Baccin, ha concesso un'intervista in esclusiva a Napolisoccer.NET.    

 

Gli episodi inquietanti degli ultimi giorni, con le morti del pallavolista Vigor Bovolenta e dell’ex portiere Francesco Mancini mettono in discussione l’apparato organizzativo, per quanto sofisticato, della medicina dello sport?

 

Purtroppo a volte il fato gioca brutti scherzi e questi due episodi così ravvicinati nel tempo ne sono una dimostrazione. E' giusto che si facciano delle riflessioni su quanto accaduto, ma è pur vero che l'Italia è presa d'esempio dall'Inghilterra e da altri paesi europei per la sua organizzazione in quanto a medicina dello sport. Tra l'altro Bovolenta è stato un nazionale e Francesco un giocatore di serie A, quindi, entrambi sottoposti a controlli accurati. Io con Mancini ho giocato insieme proprio durante l'esperienza al Napoli e lo conoscevo bene.

 

Affidare, come ha fatto Moratti, una squadra esperta come quella interista ad un allenatore appena 36enne come Andrea Stramaccioni, è stato un azzardo?

 

Non penso perché ormai l'Inter non aveva più niente da perdere in questo campionato e sobbarcarsi un altro ingaggio molto oneroso per affidare la panchina ad un allenatore esperto probabilmente sarebbe stato sbagliato. Poi, è pur vero, che i risultati sono stati tutti favorevoli alla squadra di Moratti che è tornata in corsa per il terzo posto ma, ribadisco, penso che sia stata una scelta ragionevole.

 

Veniamo al Napoli. Attualmente lei svolge il ruolo di osservatore del Siena. Quale giocatore della squadra toscana consiglierebbe al Napoli?

 

Quest'anno il Siena sta facendo ottime cose grazie al lavoro della società, del tecnico e di tutto l'ambiente. Giocatori che da altri parti non giocavano, in questa stagione finora si sono rivelati determinanti. Mannini, Bogdani, Giorgi stanno facendo tutti bene. Certo, Mattia Destro è molto giovane, ha grandissime potenzialità ed è seguito da tanti club, ma non è l'unico. Anche Gazzi sta facendo bene.

 

Pur essendo quella di De Laurentiis una società molto giovane e che sulla politica dei giovani punta molto, non le sembra che dovrebbe scommettere su qualche giocatore del proprio vivaio invece di ricorrere ad investimenti anche molto onerosi come quello di Vargas?

 

In futuro penso che parecchi club valorizzeranno i giovani del proprio settore giovanile per ridurre i costi anche se ci vogliono presidenti pazienti disposti ad aspettare un calciatore 4 o 5 anni. De Laurentiis mi sembra che sia un fautore di questa politica e fa bene. Pian piano deve costruire un settore giovanile, capace di farsi valere perché ormai sono anni che il Napoli non è protagonista di tornei importanti come quello di Viareggio. Di giocatori napoletani bravi ce ne sono in giro, ma giocano tutti in altri club.

 

Dopo tante peripezie estive per portarlo in azzurro, a questo punto della stagione, si può definire Inler una vera delusione?

 

Inler lo considero un giocatore molto bravo che il prossimo anno, dopo il periodo di ambientamento, può farsi valere. A Udine non c'è assolutamente la pressione di una città come quella partenopea e poi la squadra friulana giocava in modo diverso.

 

La netta superiorità di condizione fisica messa in mostra dalla Juventus domenica, è più di un campanello d’allarme in vista della finale di Coppa Italia del 20 maggio. E’ questo un gap che si può recuperare nel giro di una cinquantina di giorni circa?

 

Sicuramente. La finale di Roma è un'altra cosa anche se quella di domenica era una partita importante. Lo “Juventus Stadium” in questa stagione è il valore aggiunto per i bianconeri e tutte le avversarie hanno mostrato tante difficoltà nel tener testa alla formazione di Conte. Il 20 maggio sarà tutta un'altra storia e il Napoli, giocando solo una volta a settimana, può tranquillamente recuperare le energie psico – fisiche. Gli azzurri se la giocheranno alla pari.

 

Antonio Catapano – Redazione Napolisoccer.NET

2 Commenti

  1. Caro Baccin se il timoniere (si fa per dire) del Napoli il 20 di aprile mette in campo la medesima formazione (..tanto lui si fida solo dei..titolarissimi) prendere un’altra sonora legnata da quegli antipatici e insopportabili “gobbi”

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