Serie A in rosso per 2,4 miliardi

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In utile solo 19 club su 107

Secco il commento del ministro dello Sport e del Turismo, Piero Gnudi: "Il calcio è una grande realtà, ma io faccio il ragioniere e leggo bilanci molto preoccupanti. In altri ambiti, con quei numeri si parlerebbe di società prossime al fallimento". Un'uscita che ha suscitato qualche malumore negli ambienti sportivi dove si sperava piuttosto in un conforto da parte dello Stato. La crisi economica, però, non lo permette e Gnudi spiega: "Il Paese è in crisi, una crisi che sarà ancora lunga. Così sarà difficile trovare dei mecenati che investano nel calcio. Si rischia di non trovare società in grado di iscriversi ai campionati".

Soprattutto senza una rapida inversione di tendenza. Lo scorso anno le perdite cresciute del 23% a 428 milioni di euro, un risultato che coinvolge tutte le leghe: tra i 107 club analizzati solo
19 hanno chiuso i bilanci in utile. E non poteva essere diversamente con un valore della produzione calato ancora a 2,5 miliardi (-1,2%): un miliardo arriva dai diritti tv della sola Serie A che genera l'82% dei ricavi. La serie B pesa per il 14% (era l'11 % nella stagione precedente) e la Lega Pro il 4% (era il 5% nel 2009-2010). Il costo della produzione è pari, invece, a 2,9 miliardi di euro, in aumento dell'1,5% rispetto alla stagione precedente. La crisi globale però colpisce anche i presidente delle squadre di calcio che – per la prima volta da anni – hanno dato una stretta, timida, ai costi. Nel 2010-2011, infatti, il trend di crescita è rallentato molto se confrontato con il +6,8% registrato nel 2009-2010 il +6,4% del 2008-2009. Come dire che il tempo delle follie, degli acquisti miliardari è solo un ricordo.

Sul fronte fiscale, nel 2009, il calcio italiano ha contribuito alle casse dello Stato per un miliardo di euro: l'85% del totale (875 milioni) deriva dal contributo fiscale e previdenziale delle società professionistiche italiane, mentre i rimanenti 155 milioni di euro sono relativi al gettito erariale derivante dalle scommesse sul calcio.

Con lo strapotere delle televisioni il numero complessivo dei tifosi allo stadio è calato del 4% a quota 13,3 milioni, un'emorragia che rischia di continuare lo spezzatino delle partite, su orari e turni infrasettimanali che servono a raggiungere i mercati internazionali, ma certo non rendono felici gli spettatori. E così lo scorso anno gli stadi della serie A sono stati riempiti solo al 56%. E' andata meglio per le squadre impegnate in Champions League che sono riuscite a vendere il 67% dei biglietti, ma non è bastato a frenare il calo dei ricavi da stadio scesi di 22,4 milioni di euro: 253 milioni contro 275,4 della stagione precedente. E così la biglietteria pesa solo il 10% del totale del valore della produzione delle società professionistiche, contro una quota ideale che si dovrebbe attestare a poco meno del 30%.

Anche per questo le società stanno spingendo per una nuova normativa in tema di stadi, ma il governo non ha fretta: "Che la legge sugli stadi di proprietà sia una priorità per il mondo del calcio è indiscutibile – ha detto il ministro Gnudi -. Sono convinto che l'iter di questa legge vada portato avanti, anche per innescare nuovi investimenti da parte dei privati. Parliamo di 800 milioni di euro, utili alla crescita del paese. Ma si farà solo al termine di un percorso virtuoso, che per realizzarsi, però, ha anche bisogno che finisca queste crisi. Altrimenti anche con la nuova legge, sarà difficile trovare degli investitori".

Redazione NapoliSoccer.NET
– fonte: repubblica.it



1 COMMENTO

  1. mi chiedo, e ritengo di non essere il solo, per quale motivo i cittadini assistono a esortazioni governative in tema di correttezza contributiva e inviti Presidenziali ad avere tutti comportamenti economicamente morigerati quando poi la stessa Società (“spremuta” oltre i limiti delle proprie capacità contributive) deve assistere a tutto ciò che ruota intorno al mondo del Calcio con attori che percepiscono retribuzioni alieni e bilanci solo apparentemente …corretti. Ma gli organi di controllo che vanno a Cortina a multare clienti per non aver ritirato lo scontrino fiscale di un bicchiere di acqua minerale dove sono in queste occasioni?

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