Champions, Coppa Italia, Pechino, un finale di stagione da “inchino”

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E’ primavera. Svegliatevi tifosi. Non è un sogno. Ma la naturale conseguenza di un progetto che parte 8 anni fa, e dopo sabbie mobili, sputi, denigrazioni e umiliazioni che avevano cercato di ridimensionarci, il blasone Napoli torna a vivere emozioni e scenari più consoni alla natura dei suoi tifosi.
Smaltita lentamente (i fumi londinesi sono quasi del tutto vaporizzati) l’amarezza “blues”, alla vigilia della gara contro il Catania dell’ottimo (e mancato vice di Mazzarri, ndr) Vincenzo Montella, il Napoli si ritrova un orizzonte molto interessante per questo rush finale, che in 57 giorni consumerà opinioni, idee, polemiche, pensieri, punti di vista, scoprendo l’unica cosa che fa poi veramente muovere il calcio: i risultati!
I partenopei sono ad un passo da 3 obiettivi: Champions, Coppa Italia, Supercoppa.
In campionato ci sono 10 gare difficilissime, ma non impossibili. I punti che ci separano dal “riacciuffare” quel torneo dal quale siamo appena usciti, ma nel quale meritiamo di stare e vogliamo rivivere non sono tanti. Anzi. Una sola lunghezza dalla Lazio. Due per sorpassarla. Testa bassa, concentrazione che tutto è possibile.
La finale di Coppa Italia è un’occasione d’oro: alzare il primo trofeo ufficiale della neonata Napoli delaurentissiana e prenotare un posto per un’affascinante gara di inizio agosto a Pechino, quella Supercoppa che il Napoli di Diego strappò alla Juve col roboante quanto indimenticabile 5-1 del 1 settembre 1990. Data dell’ultima coppa alzata. Sarà un caso che ci sia di nuovo la Juve di fronte? A me piace pensarla così: il destino ha voluto apparecchiare la tavola con rispetto dell’amica scaramanzia e degli amici ricorsi storici.

Buona primavera azzurra: comunque vada, sarà una stagione da inchino. Grazie Napoli, perché quest’anno le vacanze potrebbero avere un sapore diverso.
 
Bruno Gaipa – Editoriale "Sorrisi e Palloni"

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