Garics: A Castelvolturno ho lasciato il cuore

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L’appello del difensore dell’Atalanta: «Quella gente e quella terra non vanno abbandonate» Un’esperienza nuova. Anzi, nuovissima. Gyuri Garics, infatti, in vita sua non è mai stato un ex, non ha mai giocato contro una sua vecchia squadra. «Sì, è proprio così», conferma l’ex difensore azzurro, oggi all’Atalanta uomo di fiducia di Del Neri sulla destra. E allora, da prossimo ex quali sensazioni? «Domenica per me sarà una partita assai particolare. Non ci sto pensando ancora tanto, ma quando rivedrò quella maglia…». E la sua maglia, invece, alla fine con chi la scambierà? «Non ho dubbi: con Hamsik. È con lui, infatti, che ho avuto l’amicizia più stretta, più sincera». A Napoli ha lasciato molti amici? «Abbastanza. Ma soprattutto fuori del campo. Ho vissuto per due anni a Castelvolturno e lì ho sviluppato rapporti di grande amicizia. Ho trovato gente perbene e di buoni sentimenti. A Castelvolturno mi sono sentito a casa mia e mi piange il cuore quando accendo la tv o apro un giornale e leggo invece cose tristi, cose terribili». Si sente ancora legato a quella terra? «Molto. Quella terra e quella gente non debbono essere lasciate sole. Lo so, qualcosa si sta facendo per portare sviluppo e sicurezza, ma non basta. Bisogna fare assai di più». Rimpianti? Rammarico per l’addio all’azzurro? «È stata una scelta della società. A quel punto ho dovuto pensare alla mia carriera e l’ho fatto. E oggi sono contento di aver scelto l’Atalanta». Scusi l’insistenza: rimpianti? «No. Ho Napoli nel cuore, ma nei miei due anni azzurri ho vissuto più momenti brutti che belli. Sono state due stagioni complicate, piene di difficoltà». E per de anni s’è tenuto sempre tutto dentro? «No. A chi dovevo ho sempre detto quello che pensavo. Direttamente. Guardando negli occhi chi stava dall’altra parte. Pubblicamente, invece, sono sempre stato zitto. Non mi sono mai lamentato. Sono stato serio e professionale». Crede di aver avuto poco spazio? «Preferisco non aggiungere altro, non è il caso». Mettiamola così: con Del Neri sta finalmente giocando nel suo ruolo naturale. «È vero. Gioco da terzino destro. È quello che preferisco. Tornare a fare il terzino d’una difesa a quattro mi ha giovato». Nell’Atalanta c’è un napoletano vero: Nanduccio Coppola. C’è amicizia tra voi due? «Siamo molto amici. Ma tra noi due il napoletano vero sono io. Sono io, infatti, che parlo in dialetto e ascolto canzoni napoletane». Domenica chi vince? «Il Napoli vola e vuole continuare a volare. Se è lassù è perché lo merita e farà di tutto per restarci. Ma noi abbiamo bisogno di punti. Ultimamente non stiamo raccogliendo per quanto stiamo seminando e quindi, seppure a malincuore, mi auguro che vinca l’Atalanta».

 

Il Mattino

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Giornalista e Vice Direttore di Napolisoccer.NET . Tifoso del Napoli, coniugo l'amore e la passione per gli azzurri alla deontologia propria del lavoro di giornalista. Il piacere di raccontare le vicende azzurre, con i suoi risvolti sociologici, con criticità e romanticismo quando ci vuole. Pratico la libertà d'informazione senza condizionamenti.


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