Grazie Napoli, grazie lo stesso

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Nel cuore c’era un altro epilogo. Nella mente, invece, il Chelsea di Villas-Boas. A Stanford Bridge s’infrange il sogno di Lavezzi & C. come quello di migliaia di partenopei racchiusi nel catino del settore ospiti e non solo. Dovevano essere 2700 gli accessi accreditati agli ospiti ed invece l’impianto londinese al gol di Inler scopre che l’azzurro è oltre. Commovente, ma il Napoli ferma qui la sua corsa Champions, depone le armi forse un po’ troppo presto rispetto ai 120 minuti necessari per decretare l’ottava regina d’Europa. Si spegne un sogno durato sei lunghi mesi e si spengono le luci della vetrina nella quale i ragazzi di Mazzarri erano lì, messi in mostra, davanti agli occhi ammirati degli appassionati di tutto il globo pallonaro. Non sono bastati neanche tutti i buoni propositi, né l’esempio del Milan che aveva sofferto non poco contro l’Arsenal. 

Ma la massima competizione europea mette a dura prova mente, muscoli e polmoni ed un pizzico di fortuna non guasta di certo.
Sono caratteristiche che stasera il Chelsea, rivitalizzato da Di Matteo, ha trovato nei suoi uomini più esperti, usciti dalla naftalina dopo l’esonero dell’ex tecnico portoghese.
Di Matteo si è aggrappato ai suoi senatori per tentare di ribaltare un risultato che non sorrideva per niente ai blues, eppure c’hanno creduto, gettando il cuore oltre l’ostacolo ed avendo ragione di un Napoli che pur disputando una discreta partita ha avuto il braccino del tennista e peccato di freddezza sotto porta.  Ci vuole una certa abitudine per giocare questi match ad alti livelli, dove la tensione blocca testa e gambe, lega le idee e fiacca l’animo.
Il Napoli è stato sopraffatto nel gioco aereo, costretto nella sua area dalla costante spinta dei londinesi, che pur giocando senza particolare pericolosità hanno fatto della circolazione la loro arma migliore costringendo pian piano gli azzurri ad arroccarsi continuamente davanti a De Sanctis. Eppure nella prima parte di gara il Napoli ha avuto una serie di occasioni, ma la concretezza è stata fagocitata spesso da buone dosi di egoismo specialmente nelle conclusioni, alcune delle quali macchiate dall’incertezza negli ultimi controlli di palla. Fino al vantaggio dei padroni di casa Hamsik, Cavani e Lavezzi hanno avuto buone occasioni davanti a Cech spaventando non poco Stanford Bridge, poi alla prima distrazione difensiva campioni come Drogba non ti perdonano e così l’ivoriano rubando il tempo ad Aronica si avvita in volo su un’imbeccata di Ramires e di testa buca De Sanctis. I campioni in certe situazioni non hanno età, non sentono dolori e sanno trasformare la sofferenza in potenziale agonistico, Terry capitano malconcio della truppa inglese dà appena il tempo di fischiare l’inizio del secondo tempo che trova spazio ed elevazione in area per portare i suoi sul due a zero che dopo l’1-3 dell’andata significa qualificazione ai quarti. Solo a questo punto si intravede la decisa reazione degli azzurri che trovano dopo pochi minuti la splendida rete di Inler da fuori area, che tiene nuovamente a galla la squadra. Un fallo di mani in area di Dossena permette a Lampard di battere dal dischetto per la terza volta De Sanctis consegnando il finale di questa bellissima storia ai supplementari.
L’esperienza, purtroppo, non si trasferisce con le parole, né la si trova sugli scaffali del supermarket. Serviva una prestazione più convincente degli azzurri, perché il Chelsea ha dimostrato che se fosse stato attaccato con più convinzione avrebbe potuto capitolare sotto i colpi dei tenori partenopei. Ed invece sono venuti fuori solo i campioni del Chelsea, quelli azzurri non hanno disputato una gran partita. Sotto tono Cavani, nonostante l’agonismo mostrato nei recuperi difensivi; nervoso Lavezzi al quale stasera non è praticamente riuscito niente di ciò che sa fare; Hamsik solo a sprazzi ha cercato di dare ordine alla manovra senza però mai darle quel cambio di passo per innescare la fuga ora del pocho ora del matador. Ivanovic fa calare definitivamente il sipario sull’avventura Champions del Napoli a dieci minuti dalla fine, minuti nei quali gli azzurri non riescono ad imbastire nessuna reazione degna di nota, lasciando lacrime e commozione alle migliaia di napoletani che hanno vissuto questa vibrante avventura nella capitale inglese. Grazie lo stesso Napoli, grazie per averci fatto vivere centottanta giorni di gloria, per aver portato alle cronache sportive e di costume una città intera che ha saputo vivere questa nuova esperienza con la compostezza ed un grado di civiltà non comune a tutti gli angoli del continente.
Grazie ragazzi, smaltite in fretta la naturale ed evidente delusione e ricordate che per quello che avete fatto rimarrete comunque gli eroi di questa città, come lo fu il Napoli di Maradona più di ventun anni fa. Domenica è già campionato, l’occasione giusta per sfogare la rabbia agonistica si chiama Udinese … una vittoria e la Champions tornerebbe nuovamente ad essere una realtà, per un sogno dal sapore di poco e non ancora sopito.

Antonello Greco – Redazione NapoliSoccer.Net
 

7 Commenti

  1. In effetti vedere il mio Napoli a londra è stata una gioia indescrivibile !!! L’epilogo non me piaciuto perche’ ce la potevamo fare e lo si è visto chiaramente durante lo svolgimento della partita anche con tutti i limiti di alcuni giocatori….. quindi ONORE al Napoli !!!!!

  2. Grazie peccato x i quarti potevamo esserci ma? và bene lo stesso abbiamo scritto il nome Napoli nella storia abbiamo fatto tremare lo Stanford Bridge, gli inglesi adesso ci conoscono e ci temeranno grazie ragazzi avete fatto la vostra esperienza x l’anno prossimo ci saremo e saremo temuti FORZA NAPOLI

  3. Avevo visto la partita di sabato del Chelsea ( Chelsea – Stoke 1-0 ) ed avevo brutti presentimenti : Di matteo aveva stravolto la squadra rispetto a Villas Boas : difesa bassissima e interventi durissimi a centrocampo e soprattutto onere ai “senatori” ( Terry , Drogba ecc. ) di dover dimostrare di sapere ancora giocare al calcio quindi il risultato di ieri non mi sorprende tanto . Il vantaggio di 3-1 mi aveva fatto sperare ma ancora una volta si è dimostrato che una squadra non può nascondere i propri difetti in certe partite . Detto che Aronica e Cannavaro escono distrutti dal confronto c’è però da pensare :quanti difensori avrebbero fermato Drogba sul primo gol ? Per cui tutto sommato il Napoli esce dalla Champions però eliminato da una squadra che ,probabilmente per l’ultima volta , ha dimostrato il proprio valore al 100%! Al momento dei sorteggi dei gironi non avrei scommesso un euro sulle possibilità di passare il turno per cui tutto sommato non sono deluso troppo : i successi nel calcio passano anche per serate come queste!! Adesso però voglio la finale di C.Italia e un pronto riscatto in campionato ,dove di Chelsea non ne vedo troppi in giro!!
    GRAZIE RAGAZZI PER 6 MESI MI AVETE REGALATO UN SOGNO !!!
    …BIANCAZZURO E’ IL COLORE DEL MIO CUORE !!..

  4. Che figura Drogba, quando raggira l’arbitro con una finta caduta e successivo “occhiolino” da terra; andrebbe squalificato dalla prova tv.
    Ma l’arbitro durante il secondo temo supplementare ha fatto finta di non vedere i falli contro il Napoli, ma ha visto…male, alcuni falli su Drogba e compagni.
    Grazie azzurri è stata molto bella questa avventura in Champion. Una grande esperienza per i giovani leoni del Napoli che sicuramente faranno molto bene il prossimo anno.
    Adesso avanti con la prossima gara di campionato e con la finale di Coppa Italia.

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