Marino “teniamo alla coppa Italia,in campionato stiamo vivendo una favola”

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Il dg del Napoli a Radio Marte: "In Coppa vogliamo andare più lontano possibile. Abbiamo sempre creduto in Zalayeta e Mannini, i gioielli non si toccano. Andremo a Bergamo per confermare la classifica che abbiamo, non per vendicare i 5 gol dello scorso anno"

Pierpaolo Marino, direttore generale della SSC Napoli, è intervenuto in diretta su Radio Marte, radio ufficiale del Calcio Napoli, nel corso di Marte Sport Live: "La Sampdoria era venuta qui a fare la partia della vita, secondo me il Napoli ha dimostrato una grande maturità e una maggiore dose di esperienza rispetto allo scorso anno gestendo bene la partita e vincendola anche con una certa dose di semplicità. I gol di Zalayeta e Mannini certificano due giocatori ritrovati? Zalayeta sta recuperando, con tutti i problemi che sono tipici di chi si rompe il crociato, la migliore forma fisica. Nel Napoli esiste una competitività nel ruolo che deve essere un fattore prezioso: a noi fa piacere – ha detto il dg a Radio Marte – che segni tre gol Denis quando Zalayeta non è utilizzato e che poi segni quest’ultimo quando Denis non riesce a trovare la via del gol. Mannini andava aspettato, avendo avuto un doppio stiramento a inizio stagione. Su di lui abbiamo investito con sicurezza e con certezza e sappiamo che sarà utile alla causa. La Coppa Italia può essere un nostro obiettivo? Vogliamo strabiliare dovunque mettiamo piede, per cui senza l’onere di dover dire che è una nostra meta, miriamo ad arrivare il più lontano possibile. Con tutto il rispetto per la Salernitana, che farà la partita della vita, per il Napoli sarà una gara in cui si dovrà fare anche un po’ di turn over. Non voglio porre obiettivi lunghi – ha precisato all’emittente campana – non dobbiamo neanche autoesporci, credo che sia bello per i tifosi del Napoli che la critica unanimamente dica che il Napoli può restare ai vertici della serie A, sta a noi non deludere la critica. Negli obiettivi di inizio stagione non c’era quello di arrivare tra le prime quattro, ma solo quello di migliorare la posizione dello scorso anno. I nostri gioielli? Hanno contratti lunghi, sono protetti, l’intenzione di De Laurentiis è di non cederli: questo da parte nostra. Mi pare però che anche i calciatori siano parte integrante del progetto e non pensano altro che al Napoli. Mi aspettavo un Lavezzi così, ho creduto sempre in lui come negli altri, del resto avevo detto in ritiro che i nostri migliori acquisti sarebbero stati i Gargano, Hamsik e Santacroce con un anno in più d’esperienza. Se Bagni mi ha promesso due calciatori? Non lo so, lo sento spesso perchè è un amico, sinora però giocatori di Bagni non ne sono arrivati, ci scambiamo idee ma non c’è altro. Valdifiori interessa al Napoli? Ho visto Frosinone-Empoli – ha ammesso a Marte Sport Live – ma non per lui, avevo già visto 7-8 partite di campionato di serie B e nessuno se n’era accorto. Vedo le partite per essere aggiornato e per capire se in B ci sono talenti da seguire. Smento perciò categoricamente che Valdifiori sia un obiettivo imminente del Napoli, stiamo facendo solo una presa di visione dei giocatori cadetti. Ma in B non c’è assolutamente nulla, per ora, che si possa proporre ai livelli dell’attuale Napoli. La gara di Bergamo con l’Atalanta? I cinque schiaffi dello scorso anno sono già stati vendicati con la vittoria del ritorno, non andrei lì con l’idea dei cinque schiaffi ma con l’idea di mantenere la posizione preminente che abbiamo conquistato in serie A. Ricordare i 5 gol può portare del nervosismo che non ci aiuta. Il fair play? Sono contento che anche Galliani abbia invitato il suo allenatore Ancelotti a non commentare episodi arbitrali come ho fatto io con Reja dopo le gare di Genova e di Milano; resto dell’idea che gli addetti ai lavori debbano tenere toni bassi. Dove può arrivare questo Napoli? Stiamo vivendo una favola – ha specificato Marino a Radio Marte – giornata per giornata sapendo anche questa favola si può interrompere ma con la consapevolezza che ce la siamo goduta. Il Napoli, del resto, crescerà nel tempo e ci saranno altre favole da raccontare, diciamo che non è finita qui. Il lavoro che dobbiamo fare è così lungo che può costituire un romanzo con pagine ancora da scrivere. La migliore filosofia è perciò quella di vivere alla giornata e godere dei bei momenti attuali. Anche nell’anno del primo scudetto gli azzurri hanno avuto dei figli e il calendario ha giorni e date del primo tricolore? Non vorrei scivolare sulle scaramanzie, sono superstizioso, non voglio dire cose che non penso. Posso invece affermare che le nascite sono sempre segni positivi. Quando nasce un figlio per ogni genitore quell’anno è meraviglioso, non a caso forse quando mi è nato Ernesto ho vinto la Scudetto e la Coppa Italia proprio con il Napoli"

 



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