L’argenteria del Napoli vale 55 milioni in più

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Se la memoria e la coerenza dei progetti hanno un senso, il Napoli-Sampdoria di domenica diventa per Aurelio De Laurentiis un momento di rivincita personale. Già perché quando nell’estate del ritorno in A — poco più di un anno fa — la piazza lo pressava per realizzare ingaggi importanti, il produttore ebbe il coraggio di rispondere diretto a chi gli chiedeva Antonio Cassano, allora in uscita dal Real Madrid. "Noi cerchiamo talenti da crescere, non puntiamo su giocatori-stelle che rischiano di rompere l’armonia dello spogliatoio". Allora sembrava un alibi, magari per risparmiare.

GIOVANI – Oggi la sfida con i doriani diventa spettacolare proprio per il confronto fra Lavezzi, nuovo idolo del San Paolo (scettico su di lui in quella calda estate) e Cassano, non più rimpianto da queste parti. Si era sempre detto che a Napoli una politica sui giovani da valorizzare fosse impossibile, visto la piazza esigente: De Laurentiis ha vinto la scommessa "educando" un pubblico esigente e passionale, che ora stravede per questa squadra competitiva e divertente, al punto che già in 18 mila hanno comprato un biglietto per domenica e dunque con 23 mila abbonati è facile prevedere oltre 50 mila spettatori all’indomani di una sconfitta: quella immeritata di San Siro.
CHE PLUSVALENZE – Una politica, quella del club, che oggi paga in termini non solo virtuali. Perché i gioielli di famiglia oggi hanno un valore complessivamente triplicato rispetto a quanto investito nell’ultimo anno. Situazioni tangibili di mercato, perché se De Laurentiis mostrasse apertura su un centrocampista moderno e giovanissimo come Marek Hamsik (21 anni) si scatenerebbe un’asta. Perché Mourinho stravede per lui, e Moratti non è tipo da lesinare milioni, mentre Real Madrid, e diversi club inglesi sarebbero pronti a offrire anche 30 milioni. Lo stesso Ezequiel Lavezzi è seguito con attenzione dagli inglesi come il difensore Fabiano Santacroce che da tempo è sotto l’obiettivo del Barcellona, ma che negli ultimi giorni interessa anche a Real Madrid e Manchester United. Denis, convocato anche da Maradona, è arrivato per 7 milioni, un prezzo basso per un attaccante. Senza dimenticare che lo stesso uruguaiano Gargano è arrivato al Napoli per meno di 4 milioni e oggi vale anche lui almeno il triplo. "Ma i miei gioielli non li vendo. Anzi sono pronto ad acquistarne altri" sottolinea De Laurentiis. E per gennaio sembra pronto un altro colpo: in attacco.
ONORI E ONERI – Il rovescio della medaglia è che la pressione su questi campioni emergenti significa anche offerte da capogiro sugli ingaggi, con il club che finora ha cercato di mantenere il tetto ingaggi al milione (netto) di euro. Ma qualche malumore emerge dallo spogliatoio. Un esempio? Avendo i diritti d’immagine vincolati alla società, Lavezzi non ha potuto essere protagonista di una pubblicità Adidas e questi mancati introiti portano gli agenti a battere cassa pesantemente. Per l’armonia del gruppo servirà adeguarsi un po’.
Redazione NapoliSoccer.NET – fonte: gazzetta dello Sport
 



2 Commenti

  1. Presidente non venda i nostri campioni che ci porteranno alla conquista dell’Europa e cosi Lei rimarrà nella storia di Napoli in compagnia di illustri sportivi,politci,scienziati.

  2. carissimo, presidente, mai e’ poi mai vendere lavezzi, gargano, il ciuffo e denis sarebbe un suicidio per la squadra .senza togliere mirito al resto,
    della rosa . appunto questa e’ una rosa che sta’ sbucciando per il calcio,
    per il calcio europeo.
    tanti saluti da parte della mia citta’(ACERRA)
    GRANDE PRESIDENTE. VORREI QUALCHE VOLTA STINGERE LA SUA MANO E DIRVI GRAZIE: LUIGI PANNELLA .

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