Denis tripletta ed il Napoli rimane in vetta

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Il Commento di Napoli – Reggina.
Riaprono le curve del San Paolo, seppur con una venatura polemica per uno striscione alquanto ingeneroso nei confronti di De Laurentiis, ed al Napoli basta poco per suggellare l’evento con l’ennesima vittoria sotto i riflettori, stavolta è la Reggina a vestirsi da agnello sacrificale. Il ballottaggio per la punta centrale lo vince Denis che con la sua prima tripletta italiana ripaga ampiamente Reja per la fiducia accordatagli. Gli azzurri in verità sono partiti molto determinati, fin da subito hanno preso in mano le redini del gioco tant’è che già all’8° il Napoli passa, è bravo el tanque a raccogliere l’invito al limite di Hamsik, stasera in livrea internazionale, con una finta far sedere Alvarez per poi infilare la sfera sotto la traversa dove Campagnolo nulla può. Due minuti dopo è ancora lo slovacco a confezionare sul secondo palo un invito per Lavezzi che se lo vede soffiare da una chiusura tempestiva della difesa ospite. E’ un Napoli senza macchia e senza nei quello che stasera continua a dare spettacolo in campo, rapide aperture e verticalizzazioni confermano la crescita del gruppo e sono lame che affondano nella spaurita difesa calabrese, come accade al 17° quando Lavezzi smarca davanti a Campagnolo Hamsik che con generosità regale offre a Denis l’appoggio a porta sguarnita per il raddoppio. La banda di Reja non demorde, come in una prova generale continua a tenere alti i ritmi ed il livello di concentrazione e l’unico reggino che trova ribalta è Campagnolo che ingaggia nel giro di un quarto d’ora un duello personale con Lavezzi al quale nega la gioia della rete in tre occasioni con interventi di grande spessore: al 20° neutralizza un missile su punizione, al 26° una conclusione a botta sicura confezionata dal duo Denis-Hamsik ed infine al 34° un tiro secco che strozza l’urlo ai 50.000 del San Paolo. Nella ripresa Orlandi prova a cambiare qualcosa, riformula il modulo collocando Barreto e Barillà, che lascia poi il posto a Di Gennaro, alle spalle di Corradi, la Reggina prova a crederci aumentando l’intensità della gara ma gli azzurri stroncano sul nascere ogni velleità e sfruttando le praterie che gli ospiti lasciano nel tentativo di rimonta chiudono il match al 64° con Denis che cala il tris capitalizzando al meglio una galoppata di Maggio sull’out destro. Da qui in poi solo la solita girandola di sostituzioni, Orlando risparmia Corradi e Barreto, Reja invece regala una standing ovation a Lavezzi, anche stasera autentico mattatore. Forse la Reggina è stata poca cosa per questo Napoli molto in palla, brillante in tutti gli elementi, così di sicuro può ritenersi superato il primo esame di maturità, quello chiesto da Reja contro una squadra che lo scorso anno impose un sofferto pari al San Paolo e che appartiene alla categoria delle provinciali che tanto fecero soffrire la squadra nel campionato passato. Ciò che più colpisce è la maturità che fin qui stanno dimostrando i ragazzi: piombo nelle suole, per rimanere coi piedi per terra; estetica e sfrontatezza, che tanta meraviglia riscuote da parte di tutta l’Italia del pallone. Da primo della classe ora il Napoli è proiettato verso la “scala del calcio” che lo vedrà di scena nel posticipo della prossima giornata, ad attenderlo ci sarà il ritrovato Milan di Ancellotti, che mette dietro i cugini dell’Inter e segue ad una lunghezza gli azzurri che hanno le carte in regola per fare risultato, perché i rossoneri vulnerabili in velocità non hanno ancora raggiunto brillantezza fisica e di gioco, pur potendo contare, di contro, su stelle di prima grandezza e numeri da palloni d’oro. Gli esami non finiscono mai diceva Eduardo e gli azzurri sembra abbiano raccolto anche loro questa eredità ormai popolare.
Antonello Greco – NapoliSoccer.NET

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