Calcio: Anticipo serie A, Juventus-Torino 1-0

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Poteva essere la settimana del tracollo per Claudio Ranieri e invece si rivela quella della resurrezione per la sua Juventus. All’inferno ci va il Toro, che perde un derby povero di gioco e che ha fatto davvero troppo poco per rendere meno amaro. La Signora torna a vincere dopo oltre un mese, con il solito, incontenibile Amauri di questo periodo, che ha sfruttato, complice un incerto Calderoni, l’unica palla buona capitatagli. Ma la Juventus, nel primo tempo, per lo meno aveva tenuto in mano il pallino del gioco ed era andata vicina al gol in quattro occasioni, due conclusioni di Sissoko di pochi centimetri lontane da palo e traversa e poi, nella stessa azione, due bordate Marchionni, che aveva costretto Calderoni a un primo miracolo e poi, sulla ribattuta, al secondo. Forse di piu’ non si poteva chiedere alla squadra di Ranieri, ancora troppo incerottata, con un centrocampo improvvisato e la fatica psicofisica di martedi’ con il Real. Si poteva invece chiedere di piu’ al Torino, raramente cosi’ dimesso. Non ha mai tirato in porta e solo con Amoruso nel finale, che ha concluso di testa a lato, ha avvicinato i pali di un Manninger che pure, nell’unica occasione in cui e’ stato chiamato in causa, ha dimostrato di essere incerto nell’uscita. Adesso la classifica dei bianconeri si da’ un’aggiustata, ma e’ ancora presto per parlare di crisi superata. Questa sera, nell’emergenza assoluta che ha costretto Ranieri a mettere Nedved a fare il regista e De Ceglie l’esterno sinistro, entrambi si sono comportati assai bene, in particolare quest’ultimo, che ha conquistato la fascia sinistra e infatti tutte le azioni pericolose dei bianconeri sono arrivare da quella parte. Sono indicazioni positive, in prospettiva, ma per il presente occorre ben altro, ad esempio ritrovare subito Camoranesi, Zanetti e Buffon. Buono il ritorno di Legrottaglie, sempre prezioso ma imprevedibile Sissoko, impalpabile Marchionni e insicuro Mellberg quando ha preso il posto di Grygera, i problemi sono ancora tanti per una coperta che resta sempre corta. Ma le buone notizie si alternano con inevitabili ombre, come il Del Piero dimesso di stasera, il Giovinco che nella mezzora giocata ha fatto molta confusione e si e’ fatto anche ammonire, segno che non e’ in grado di rincorrere l’uomo. In casa granata musi giustamente lunghi: a parte la classifica, ormai preoccupante, ha colpito in negativo lo scarso nerbo della squadra e la paura che ha attanagliato la squadra in tutto il primo tempo, nonostante avesse di fronte mezza Juve e per di piu’ stanca. Rosina ancora una volta non e’ stato ne’ carne e ne’ pesce: non ha aiutato il centrocampo a costruire e non ha supportato Bianchi, che infatti nel primo tempo non l’ha mai vista. Nella ripresa, subito il gol (ma che lenta e macchinosa la difesa granata), De Biasi ha spostato Rosina piu’ avanti, facendo entrare Abbruscato prima e poi Amoruso, ma la mossa ha prodotto ben poco. Il pallino in mano lo ha avuto sempre la Juve, piu’ reattiva su tutti i palloni nonostante la media eta’ nettamente superiore e il dispendio di energie di martedi’. Solo nel finale i granata sono riusciti ad andare sul fondo, a destra e infatti un paio di pericoli sono arrivati. Eppure, si sapeva che sui palloni alti Manninger va in crisi. Raramente il Toro trovera’ di fronte a se’ una Juve cosi’ a ranghi ridotti: insomma, una occasione sprecata, che invece i bianconeri hanno colto al volo e per loro questo successo vale doppio.
Fonte: ANSA

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